Massimo Verme, integration and innovation make the difference

L’integrazione e l’innovazione fanno la differenza. È questo il motto sul quale si basa lo studio di progettazione di Massimo Verme. Approfondiamo con lui questi interessanti aspetti

by Carla Pagani e Francesco Michienzi

MODULI COMPONIBILI, TRASPORTATORI TELESCOPICI, PINNE ELETTRICHE, GIROSCOPI, FOIL, CARENE A GEOMETRIA VARIABILE. Parlare con Massimo Verme, a capo di Verme Yacht Design, azienda di stanza a Lavagna specializzata in progettazione nautica, è come aprire le porte di un arsenale fantasmagorico in cui si lavora alacremente e le invenzioni la fanno da padrone. Verme comincia a lavorare in uno studio di ingegneria a Chiavari quando frequenta ancora l’università.

Massimo Verme
Custom Line 120
Sul Custom Line 120 Verme Yacht Design ha curato, in collaborazione con l’ufficio tecnico del Gruppo Ferretti, il progetto della carena e della parte strutturale.

Verme Yacht Design è uno studio di progettazione nautica ligure attivo dalla metà degli anni Novanta che si occupa anche di meccanica e motoristica.

Massimo Verme

La sua avventura nel mondo nautico inizia a metà degli anni Novanta. Lavora insieme ai guru della progettazione. «Bacigalupo, Righini, Caliari. Grandissimi nomi con cui era entusiasmante lavorare. La cosa che più mi affascinava era vedere come un solo uomo potesse coprire tutti gli aspetti della progettazione: dalle linee esterne alla carena, alla propulsione. Erano altri tempi», dice, tradendo già dalle prime parole una spiccata energia dettata dalla passione per il proprio lavoro, la voglia di sperimentare in continuazione, l’inventiva che anima scelte e progetti. Verme Yacht Design cresce anno dopo anno.

Massimo Verme
Massimo Verme
Propulsore azimutale ad eliche controrotanti da 2.000 bhp, con input elettrico. Il suo modello maggiore da 2.300 kW è in esercizio su un aliscafo.
Il cambio di passo arriva nel 2006, quando Verme progetta per Permare sia la parte strutturale e ingegneristica, sia il design esterno di Amer 92.

Nel 2006, per il gruppo Permare, Verme progetta sia la parte ingegneristica, sia il design dell’Amer 92. Dall’anno dopo inizia la collaborazione con il gruppo Azimut Benetti. Nel 2009 Verme si aggiudica il premio Boat of the year per un altro Amer, il 116.

Nel 2016, al salone nautico di Cannes, vince il premio per l’innovazione, e così nei due anni successivi. Il 2019 è la volta del Best power per le imbarcazioni tra i 24 e i 40 metri al salone nautico di Fort Lauderdale. Nel 2015 parte la collaborazione con il Gruppo Ferretti.

Massimo Verme
Massimo Verme
Brevetto T-Gyro
T-Gyro, dove T sta per “toroidal” o “turbo”, visto che accelera a regime in meno di metà tempo. Il cambio a variazione continua di velocità al suo interno, toroidale, simile a quello utilizzato nei Kers di Formula 1 trasforma efficientemente la coppia del motore elettrico in una maggiore accelerazione della massa del giroscopio.

Massimo Verme ha fatto della multidisciplinarietà il suo modus operandi. «Mi sono sempre occupato di cose diverse». Sì, perché per Verme quello che conta davvero è la capacità di immaginare, indipendentemente dalla disciplina. «La cosa più importante è saper partire dal foglio bianco per costruire e progettare». Ma è importante anche l’innovazione. «Negli ultimi quattro anni abbiamo depositato una decina di brevetti nel campo della stabilizzazione e dell’accesso dei disabili a bordo e dell’imbarco di vettovaglie». Il metodo è quello di accogliere le nuove sfide e trovare soluzioni inedite per risolvere problemi concreti.

Massimo Verme
Il progetto di design di Sea Arrow del 2014.

«Quando ci viene commissionato un progetto, ci chiediamo sempre come e quanto possiamo fare innovazione». Massimo Verme

Nel mondo della nautica, però, non sempre è facile innovare. «I cantieri navali devono gestire quotidianamente un enorme carico di lavoro e di progettazione per cui nella maggioranza dei casi si tende ad adottare soluzioni standard che possano far procedere il processo produttivo a passo svelto. Le nostre innovazioni richiedono invece uno sviluppo del prodotto». E non sempre ci sono le risorse o la volontà per farlo.

«Servono investimenti e bisogna rischiare». Come fare allora? Una strada percorribile c’è: fare squadra. «I cantieri potrebbero mettersi insieme, finanziare uno studio comune da portare avanti e poi adottarlo customizzandolo ognuno a modo proprio». La sfida è tutta qui: trovare un equilibrio tra innovazione e standardizzazione da una parte e lo sconfinato mondo del bespoke dall’altra. Da dove partire? Dai terreni su cui varrebbe la pena davvero investire per innovare. «Quello delle movimentazioni, innanzitutto». E poi c’è il comfort: «È un campo di ricerca interessante. Pensiamo alla insonorizzazione, alla coibentazione e alla stabilizzazione». Tre aspetti chiave della comodità della vita a bordo. «E poi c’è la sfida dei consumi e della navigabilità». Un settore in continua evoluzione che richiede risposte efficaci in tempi rapidi. «Perché non puntare su carene a geometria variabile? Non possiamo pensare che i foil siano l’unica soluzione del futuro».

Massimo Verme
GerrisBoats è un veicolo elettrico a bassa resistenza, formazione d’onda, e, soprattutto, ad altezza variabile ed accessibile ai disabili. Si tratta di due brevetti depositati ed una startup innovativa creata per il suo sviluppo, sostenuta da diversi colleghi, un’università e alcuni cantieri nautici tra cui il Gruppo Permare.

Quest’anno Verme Yacht Design ha presentato GerrisBoats, un avanguardistico progetto di taxi d’acqua elettrico accessibile ai disabili e capace di ridurre al minimo l’impatto delle onde nei canali. Come funziona?
«In sostanza si alza e si abbassa consentendo la regolazione dell’accesso a bordo dalla piattaforma, e poi grazie ai foil e allo scafo sommerso riduce l’impatto delle onde». In cantiere c’è anche un concept boat innovativo. «Abbiamo in mente un 52-55 metri con due importanti industrial designer di cui è ancora presto per svelare i nomi. Vogliamo fare scelte coraggiose sia sul piano costruttivo, sia degli interni». Un altro foglio bianco da riempire.

Massimo Verme
Massimo Verme
Massimo Verme
Modello brevettato in Italia di pinna di 6 m² ad azionamento elettrico tramite riduttore cicloidale a gioco nullo. È in corso di sviluppo un ulteriore brevetto per pinne di dimensioni maggiori.

(Massimo Verme, integration and innovation make the difference – Barchemagazine.com – Maggio 2021)