Marina di Varazze, buen retiro

Un luogo dove rilassarsi e sentirsi a proprio agio. Proprio come se ci si trovasse in famiglia

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

«SONO QUI DA DIECI ANNI, ESATTAMENTE DAL PRIMO LUGLIO DEL 2011, – racconta Giorgio Casaretoma nel gruppo Azimut ho ricoperto molti incarichi, spaziando dal commerciale al produttivo». Non sempre e solo direttore di un porto turistico, quindi, e questa esperienza è stata determinante per la gestione del marina. Quello di Varazze, inoltre, non è solo un porto turistico.

Marina di Varazze
Marina di Varazze

Recentemente l’area della cantieristica si è allargata. Nella zona storicamente occupata dai cantieri Baglietto c’è ora Lusben Varazze, specializzata in refit. È una precisa strategia del gruppo Azimut, tanto che il cantiere Lusben è presente anche a Livorno e a Viareggio. «Molti cantieri hanno scelto Varazze come sede di armamento prima della consegna».

Marina di Varazze

Marina di Varazze, sin dal suo progetto, ha rappresentato una concezione moderna del porto turistico. C’è una significativa parte residenziale, molto ben integrata con il porto vero e proprio, come lo spazio di una dinette e del pozzetto sugli yacht con il portellone scorrevole. Quando arrivi a Varazze non ci sono barriere. Accedervi è facile e il porto, in questo modo, non è una realtà separata, distante da tutto il resto. 

Marina di Varazze

Il mare è sempre più blu
Con quella di quest’anno sono tredici. È il tredicesimo anno di fila che il Marina di Varazze conquista la “bandiera blu”. È un riconoscimento internazionale assegnato dalla Foundation for Environmental Education (FEE) relativo alla qualità ambientale e al turismo responsabile. La commissione ha valutato gestione, servizi, sicurezza, qualità delle acque e impegno nell’educazione ambientale e nella formazione. Non meno importanti, per ottenere il riconoscimento, sono la funzionalità degli impianti di depurazione e la gestione dei rifiuti.

Ci si muove con facilità. Come quando si hanno i passavanti laterali ampi e la battagliola alta. L’unica differenza è che invece di andare da poppa a prua, qui si cammina da ponente a levante, lungo la costa. Ha un’urbanistica quasi naturale. Quando la si osserva dall’alto, la diga foranea appare come una sorta di linea in continuità della costa che racchiude e protegge gli ormeggi. Marina di Varazze, già negli anni scorsi, ha provato a essere innovativa anche nella gestione. Tante le iniziative culturali per sostenere la nascita di una comunità. E oggi che molte iniziative non si possono tenere per ragioni di sicurezza sanitaria, il senso di comunità è comunque presente.

Il Marina di Varazze è una sorta di grande famiglia, un “buen retiro” dove si cerca tranquillità e relax. È quello che vogliono gli armatori che frequentano le banchine. Ed è anche il segreto del successo di questa struttura. Lo dimostrano i ben 11 tra bar e ristoranti che lavorano senza sosta. L’offerta è molto ampia e variegata e, nonostante questo, gli esercizi non sono in sofferenza, anzi. Significa che c’è la comunità degli armatori e dei frequentatori del porto, ma significa anche che l’architettura del marina ha dato i risultati sperati, perché non c’è separazione tra la cittadina di Varazze e il suo porto turistico.

Come prima, più di prima
L’anno scorso, Marina di Varazze ha compiuto 15 anni e per regalo ha ottenuto una ristrutturazione di tutte le parti più esposte agli agenti atmosferici. La gran parte della struttura, sia quella residenziale, sia quella commerciale e degli uffici, è ricoperta di legno di Iroko. Ma come tutti i legni esposti al salino e ai raggi del sole, il tempo lo fa invecchiare. Per questo la ristrutturazione era prevista già nel progetto iniziale. Era stato deciso che i 15 anni sarebbero stati un momento di svolta, proprio per evitare degrado e lavori più onerosi in futuro. E così il porto si presenta oggi nuovo come se fosse stato da poco inaugurato.

Il Marina di Varazze è un’infrastruttura aperta tutto l’anno. Il porto turistico fa parte del Gruppo Azimut Benetti, il quale è anche socio del marina della Valletta a Malta e proprietario del porto di Mosca. I nuovi progetti interessano Livorno con la realizzazione di un approdo turistico sulle darsene del porto commerciale ed è in fase di studio la ristrutturazione del vecchio porto di Sanremo.

Abbiamo chiesto a Giorgio Casareto come vede il futuro del marina e ci ha risposto: «È dal 2015 che assistiamo a un’inversione di tendenza, la richiesta di posti barca è ricominciata a salire. Oggi c’è una sostanziale saturazione di quelli per gli yacht da 15 metri di lunghezza in su. È un segno che riflette il mercato stesso della nautica da diporto. Per il prossimo futuro mi aspetto una crescita equilibrata perché la voglia di barca è molta e, oltre a quelli che non hanno mai smesso di essere armatori, tanti altri lo stanno diventando. Noi, come sempre, ci stiamo attrezzando per rispondere a questa richiesta. Il porto è in continua evoluzione proprio per soddisfare le esigenze del diportista».

Il Marina di Varazze si sta avviando a compiere la maggiore età, ma ci sono ancora molti anni prima che scada la concessione. Nonostante questo i lavori di manutenzione e ammodernamento sono stati già realizzati. È una scelta saggia della proprietà. Purtroppo, tra le tante storture che interessano le concessioni demaniali, si deve registrare quella di una cesura netta tra prima e dopo il 1994. Da quella data è entrata in gioco l’Unione Europea e la famosa direttiva Bolkestein che prevede che qualsiasi concessione vada messa a bando. Questo significa che i marina sorti prima del 1994 possono contrattare con il comune dove sorgono per un prolungamento della concessione, mentre tutti gli altri no. Il prolungamento si chiede, di solito, in cambio di lavori straordinari di manutenzione e di ammodernamento.

Marina di Varazze

I posti barca, da 5 a 50 metri di lunghezza, sono circa 800, i posti auto sono 900, 11 i bar e ristoranti e 4 i negozi, di cui due di abbigliamento tecnico. Recentemente il marina si è dotato di otto stazioni di ricarica per le auto elettriche.

Le concessioni spesso durano 50 anni, ma non è facile per un progettista immaginare con tanto anticipo come saranno le barche del futuro. Chi poteva immaginare alcuni anni fa il successo dei catamarani? Cinquant’anni fa la taglia media di una barca su cui ragionava un architetto che doveva fare un progetto per un porto turistico era probabilmente una dozzina di metri. Oggi le dimensioni sono cresciute, in lunghezza, ma anche in larghezza. Per adeguarsi si deve investire. Per offrire sempre un servizio al passo con i tempi, si deve investire. Ed è quello che fa il Marina di Varazze, anche se non potrà chiedere tra trent’anni un prolungamento della concessione in virtù di questi lavori.

(Marina di Varazze, buen retiro – Barchemagazine.com – Luglio 2021)