Mariette, una perla rara

Mariette è una delle poche golette disegnate da Nathanael G. Herreshoff, uno dei più grandi architetti navali di sempre. La barca ha ripreso da poco il mare dopo l’ennesimo restauro

di Bruno Cianci – foto Pendennis

 Nathanael G. Herreshoff, 1848-1938, uno dei più grandi progettisti della storia della nautica, sicuramente il più vincente, non amava le golette perché le considerava troppo macchinose da manovrare e perché i loro armi offrivano troppa resistenza al vento. Non a caso si rintraccia solo una quindicina di barche di questa tipologia su 2.450 uscite dal suo cantiere.

Di queste, appena cinque navigano: una di loro si chiama Mariette. Impostata il 22 ottobre 1915, fu costruita in soli sette mesi nei cantieri del leggendario “Mago di Bristol”, con riferimento alla cittadina del Rhode Island in cui il progettista era nato e operava, conducendo insieme al fratello John Brown, non vedente, il cantiere da loro fondato nel 1878.

Mariette

Per lo scafo di Mariette fu scelto l’acciaio, materiale impiegato per vari difensori di America’s Cup disegnati da Herreshoff: Vigilant, Defender, Columbia e Reliance, cui seguirà Resolutenel 1920. L’armo prescelto, su insistenza del committente, fu a goletta aurica, con un albero di trinchetto più basso rispetto al maestro.

Il primo armatore fu l’imprenditore tessile Jacob Brown, che per avere Mariettesborsò una cifra astronomica, pari a 75.000 dollari, somma con la quale si potevano acquistare oltre cento automobili. Il 23 maggio 1916 Mariette, scafo 772, fu consegnata a Brown e alla consorte, madrina dell’evento.

Vita ultracentenaria
Per veleggiare in equipaggio ridotto nell’area caraibica, con una nuova proprietà, nel 1949 Mariette subì le prime modifiche al piano velico concepito da Nathanael G. Herreshoff. Le operazioni più invasive, tuttavia, ebbero luogo tra il 1979 e il 1982, ai tempi in cui lo schooner era armato dall’editore Alberto Rizzoli che, a sua volta, l’aveva acquistata dal connazionale Carlo Monzino.

La volontà di portare a termine un restauro filologico dell’imbarcazione condusse il leggendario skipper Erik Pascoli negli archivi del Massachusetts Institute of Techonology, MIT, dove sono custoditi i progetti del “Mago di Bristol”, il quale studiò ingegneria proprio in quell’ateneo. Le ricerche sfociarono in un restauro condotto dai cantieri Beconcini di La Spezia, con il ripristino di particolari perduti e del nome originale. Alcuni “emendamenti” furono dettati da esigenze particolari, come il mantenimento di un armo semplificato che riduceva i costi dell’equipaggio.

Beconcini si occupò anche dei lavori che investirono la goletta nel 1995, allora armata da Tom Perkins. La strana attrazione nutrita da questo magnate del settore informatico per gli armi complessi, si pensi al suo celeberrimo Maltese Falcon, ebbe per conseguenza il ripristino del piano velico originale di Mariette, con le grandi rande auriche che erano state soppresse mezzo secolo prima.

Vita da cantiere
L’ultimo restauro è molto recente e ha avuto luogo tra l’autunno 2017 e la primavera 2018. A occuparsi delle operazioni, stavolta, è stato il cantiere Pendennis di Falmouth, in Cornovaglia, dove la barca è di casa dal 2010. I lavori, che hanno coinvolto lo stesso equipaggio salariato della goletta, hanno interessato molte parti, soprattutto la coperta che è stata rinnovata sia a livello strutturale, mediante l’installazione di nuovi bagli di acciaio, sia a livello di finiture, grazie alla posa di due nuovi strati di compensato marino e 150 metri quadri di doghe di teak spesse 20 millimetri.

Questa delicata operazione ha comportato la rimozione di tughe e osteriggi, che sono stati interamente riverniciati. Stessa sorte è toccata ad alberi, bompresso, boma e picchi. Altri lavori hanno interessato alcune lamiere dello scafo che sono state sostituite e, naturalmente, la riverniciatura dello scafo stesso.

Ancora una volta, come si è deciso di ricorrere all’affascinante livrea Flag Blue adottata in anni relativamente recenti, in netta contrapposizione rispetto allo scafo di colore bianco delle origini. Sottocoperta lo schooner è stato interessato da lavori poco visibili, ma altrettanto importanti per il mantenimento.

 

La sala macchine è stata dotata di nuovo accesso e di un sistema di drenaggio più efficiente, mentre le cucine, la cabina del comandante e altre parti della zona equipaggio sono state anch’esse rinnovate. Sempre sottocoperta sono state ripitturate tutte le parti a vista in acciaio, sostituiti vari materiali di rivestimenti più le moquette e i tappeti delle cabine.

Il caminetto di bordo è stato dotato di una canna fumaria ottimizzata; nuovi anche i serbatoi, sia del carburante sia dell’acqua dolce, così come parte del sistema idraulico e di quello elettrico; quest’ultimo in particolare ha portato alla posa di un nuovo cablaggio per prevenire quei corti circuiti che spesso sono la causa d’incendi a bordo di barche con gli interni di legno.

Grazie all’impegno dell’ultimo armatore, che ha acquistato lo schooner nel 2005 da Tom Perkins, appena un anno prima che il magnate mancasse, Mariette è protagonista dei circuiti di regate riservate alle barche d’epoca, nei Caraibi come in Mediterraneo. In concomitanza con il centenario del varo, nel 2015, la barca si è tolta lo sfizio di vincere la Regata Transatlantica nella propria categoria, imponendosi su una dozzina di altri scafi: un’ulteriore riprova di quanto il “Mago di Bristol”ci sapesse fare davvero.

Charlie Wroe

 

Lo skipper
Nessuno conosce Mariette meglio di Charlie Wroe. Nato nel 1975 nella contea di Devon, Charlie comanda la barca dal 2005, ma il suo primo imbarco risale al triennio 1996-99, quando lavorò a bordo di Mariettecome marinaio. Ha percorso 175.000 miglia su questa goletta, pari a otto giri dell’equatore.

«Mariette», ha detto Wroe, «è una barca fantastica, competitiva in regata e confortevole nelle traversate grazie alla sua chiglia lunga. In andatura portante può percorrere fino a 260 miglia al giorno, a una media di undici nodi. L’equipaggio minimo è di sette persone, ma in mare aperto ne servono dieci; in regata, invece, le esigenze possono richiedere fino a 24 persone».

MARIETTE (N° scafo 772)

Varo: 23 maggio 1916

Cantiere: Herreshoff Manufacturing Co., Bristol

(Rhode Island, USA)

Lunghezza in coperta: 33,20m

Lunghezza (con il bompresso): 42,10m

Lunghezza al galleggiamento: 24,40m

Baglio massimo: 7,19m

Pescaggio: 4,80m

Dislocamento: 180 tonnellate

Superficie velica: 1230 m2

Materiale scafo: acciaio

Motori: 2 x Caterpillar 3208 Diesel

Restauri principali: 1979-82, 1994-95, 2017-18

(Aprile 2019)