Magnum 47.5, a myth in the modern age

Grazie ai tecnici di Sno Yachts, dealer ufficiale per l’Europa, il 47.5 è il primo Magnum della storia a essere dotato di motorizzazione fuoribordo: con tre Mercury di 600 cavalli ciascuno abbiamo superato i 51 nodi di velocità

by Angelo Colombo – photo by Andrea Muscatello

La Sardegna, dove ha sede il cantiere Sno Yachts nel quale il Magnum 47.5 è stato allestito partendo dalle sole stampate di scafo e coperta arrivate dagli Stati Uniti, offre sempre molteplici condizioni meteo nell’arco di una giornata. Infatti, per la nostra prova, siamo usciti al mattino con circa dieci nodi di vento da Nord Est e poco dopo ci siamo trovati con un Levante teso che ci ha permesso di saggiare a dovere le doti di questo scafo.

Gli interni presentano un bagno con doccia annessa e separata, una zona dinette con divano a L, mobile bar e mobile appendiabiti; a prua la zona notte con letto a tutto baglio, divanetti armadio appendiabiti.

Sullo specchio di poppa i tre potenti 12 cilindri a V di Mercury, da 600 cavalli l’uno, suonano sempre in modo regolare e soprattutto permettono a chi è al timone di dialogare con voce naturale anche a 40 nodi. La plancia non è solo comoda, bella da vedere ed ergonomicamente sviluppata in modo impeccabile, ma è anche protetta a dovere per assicurare comfort totale in qualsiasi condizione.

Per capire il comportamento di questo scafo, nato da una storia intensa e ricca di risultati straordinari, durante il test abbiamo affrontato le onde di circa un metro a tutte le andature e con angoli di incidenza variabili. Naturalmente un ruolo fondamentale nel funzionamento dinamico di uno scafo lo gioca una corretta disposizione dei pesi. In questo il cantiere di Olbia ha eseguito un lavoro molto accurato con il risultato di navigare fino a 50 nodi sul mare formato percependo sempre un comportamento composto dal quale derivano sensazioni di sicurezza senza mai un’esitazione. 

La coperta è allestita in modo razionale nel rispetto della tradizione Magnum, ma con elementi progettuali che le danno ulteriore valore estetico e funzionale.

Anche virando sopra i 40 nodi, affrontando le onde dalla prua al giardinetto in virata, lo scafo reagisce sempre bene, non perde velocità in modo eccessivo, riprende la sua andatura con decisione fino a oltre 51 di massima. Un vero spasso, manovrabilità elevata e scafo che asseconda e assorbe il mare, mentre sei al timone di uno yacht che esprime lusso ovunque lo osservi. Ridare il timone al tecnico del cantiere che ci ha accompagnato ci ha fatto provare sentimenti infantili di attaccamento al “giocattolo”, di quelli che fanno dire ai più piccoli: “è mio!”

OGNI ELEMENTO TECNICO E DI ARREDO È STATO ACCURATAMENTE SELEZIONATO DAL CANTIERE PER ASSICURARE LIVELLI
DI QUALITÀ GENERALE MOLTO ELEVATI.

Il mito Magnum Marine parte nel 1966 con Maltese Magnum, un 27’ con il quale Don Aronow vinse il campionato mondiale Off-shore. Da lì la decisione di dare avvio alla produzione di barche veloci. Dopo il 27’, Aronow realizzò il 35’ con cui vinse ancora una volta il campionato mondiale e a seguire sviluppò altri scafi, che si distinsero sempre nel panorama sportivo per prestazioni velocistiche e tenuta di mare. Nel 1968 Aronow cedette il cantiere a un imprenditore che proprio con il 27’ e il 35’ ottenne degli ottimi risultati commerciali. In quegli anni il cantiere sviluppò il 28’ introducendo il concetto di maggiori spazi all’interno, pur con uno scafo capace di sorprendere sui campi di gara, allargando ulteriormente gli orizzonti commerciali di questo marchio ormai consolidato presso il pubblico degli appassionati statunitensi e non solo. Velocità e sicurezza saranno sempre gli ingredienti alla base di qualsiasi progetto Magnum, da allora fino al 47.5 di cui vogliamo parlarvi qui. Il marchese Filippo Theodoli decise di diventare in quegli anni il dealer Magnum per l’Europa, colpito dalle prestazioni, dall’abitabilità e dalla sicurezza offerta dal 35’ che continuava a suscitare interesse presso un pubblico sempre più ampio. Quando passione e capacità imprenditoriali si incontrano è inevitabile che nasca qualcosa di grande. Infatti, nel 1976 Filippo Theodoli e sua moglie Katrin acquistarono Magnum Marine e diedero vita alla diffusione del mito anche presso un pubblico di diportisti meno inclini alle competizioni. Sarà proprio grazie alla loro intuizione che un mezzo nato per le gare diventerà un lussuoso yacht con caratteristiche marine di grande valore tecnico. Da allora la storia dei Magnum si è arricchita di modelli e armatori famosi, incluse forze di polizia e militari, dal 53’ al 45’ fino al 40’ come evoluzione del 38’, arrivando al 63’, che ottenne riconoscimenti internazionali per essere lo yacht più performante, efficiente e sicuro esistente in quel lontano 1983 in cui fu varato. Con la scomparsa di Filippo Theodoli, avvenuta nel 1990, la moglie Katrin prese in mano le redini del cantiere per proseguire il lavoro svolto con passione e i risultati straordinari ottenuti con il marito. Dopo tre anni Magnum presenta il nuovo 50’, poi nel 1999 il nuovo 44’, nel 2001 il 60’ e poi l’80’, fino ai giorni nostri con il progetto del nuovo 100’. 

VELOCE E MANOVRIERO, INFONDE SICUREZZA A TUTTE LE ANDATURE. IN PLANCIA SI DIALOGA ANCHE OLTRE I 40 NODI CON VOCE NORMALE E COMFORT ASSOLUTO.

Fulmineo nel prendere i giri, nell’uscire in planata e nel raggiungere la sua velocità massima partendo da fermi, agile come un piccolo open ma comodo e asciutto come uno yacht di lusso di grandi dimensioni. Altra nota di merito è data al layout interno e dalla coperta ridisegnata nell’allestimento dall’architetto Ivo Maria Redaelli, anch’egli appassionato di barche veloci e portatore di un gusto estetico rinnovato e molto efficace su questo yacht, che beneficia ora, anche di un design più moderno. Per chi pensa ancora che un Magnum possa essere solo motorizzato entrobordo e con eliche di superficie, forse dovrebbe chiedersi se la potenza e la tecnologia straordinaria offerta oggi dai motori fuoribordo come i V12 di Mercury Marine non siano una soluzione più che valida per dare anche ai Magnum… una marcia in più. 

Manovrare in modo semplice, rapido, sicuro e intuitivo, con assetti impeccabili a tutte le andature, può sembrare scontato, ma non lo è affatto. Tutto questo lo abbiamo trovato sul Magnum 47.5 che abbiamo provato. Durante la nostra prova ci siamo sentiti prima di tutto a bordo di un mezzo straordinario dal punto di vista marino. Certo, il lusso non manca e si tocca con mano appena si sale a bordo, ma da fermi si apprezza di più, perché già a 10 nodi si percepisce di essere su uno scafo agile, veloce, capace di aprire il mare senza esitazione, di virare a oltre 40 nodi in meno di due lunghezze senza mai perdere la sua traiettoria o trasmettere colpi anomali. Il tutto mentre a bordo non si percepisce neanche il minimo scricchiolio, rumore inatteso o altro che faccia pensare a una costruzione migliorabile, parlando con tono normale con i compagni di navigazione e rientrando dopo tre ore abbondanti, rilassati, ma arricchiti da una bella esperienza.

Engine data
I tre Mercury con 12 cilindri a V di 600 cavalli ciascuno spingono sempre forte e permettono manovre agili a tutte le andature.

MAGNUM MARINE – SNO YACHTS
[email protected]
www.magnummarine.com

PROGETTO
Ufficio tecnico del cantiere • Arch. Ivo Maria Redaelli 

SCAFO
Lunghezza f.t. 14,10m • Larghezza massima 3,28m • Immersione 0,75m • Dislocamento a vuoto 13.000 kg • Dislocamento a pieno carico 16.000 kg • Capacità serbatoio carburante 2.700 l • Capacità serbatoio acqua 170 l • Serbatoio per generatore 135 l

MOTORE
3 Mercury Verado V12 • Potenza 441 kW (600 cv) • Numero di cilindri 12 • Cilindrata 7.600 cc • Regime di rotazione massimo 6400 giri/min • Peso 572 kg

CERTIFICAZIONE CE
Categoria CAT A

PREZZO
1.900.000 € Iva esclusa (Ottobre 2023)

(Magnum 47.5, a myth in the modern age – Barchemagazine.com – Ottobre 2023)