Luigi Scarani, capitano gentiluomo

Ha scritto una pagina importante della storia dell’industria nautica italiana. In mezzo secolo esatto ha messo in mare migliaia di barche di tutte le dimensioni

di Franco Michienzi

Luigi Scarani se n’è andato in un giorno di giugno. Lo ha fatto in punta di piedi, con quella delicatezza che gli era propria. Il “Gigi”, come lo chiamava Anna, la donna che gli è stata accanto per oltre cinquant’anni, era una persona di grande umanità e sensibilità che ha fatto della bontà e della generosità il punto fermo della sua esistenza. Chi ha avuto il privilegio di conoscerlo può raccontare come sotto quella corazza di riservatezza si celasse un uomo di grande spessore etico e morale. La dedizione al lavoro e alla famiglia hanno fatto di lui un esempio da imitare. Dal 1961 ha scritto belle pagine della storia della nautica moderna. Immaginava la barca per tutti, le sue intuizioni hanno precorso i tempi: le mitiche fotografie dei piccoli scafi Rio sul tetto di una Cinquecento Fiat sono la sintesi di un pensiero guida molto forte.

Laureato in Economia e commercio, fino alla fine degli anni ’50 segue la scia del padre, imprenditore nel settore laterizio, con una fornace a Villongo (BG). Nel 1961 fonda l’Avionautica Rio, assieme alla moglie. Nello stesso anno, infatti, aveva sposato Anna Ziliani, professoressa, e l’idea di Rio era nata durante il loro viaggio di nozze. La moglie racconta: «Era appassionato di nautica. In viaggio di nozze, per mia sfortuna siamo passati dalla Costa Azzurra. Io sognavo il Prado di Madrid, il Louvre di Parigi, lui si fermava in ogni porticciolo a osservare e chiedere. Sapeva che nella zona di Sarnico c’erano maestranze qualificate, c’erano Riva cui ispirarsi e il lago come banco di prova».

Dal loro matrimonio nascono tre figli: Marianovella, Sara e Piergiorgio. Nel 1972, Avionautica Rio diventa Nautica Rio e negli anni ’80 il cantiere apre una Sezione “barche da lavoro” in grado di produrre imbarcazioni differenziate secondo l’impiego. Per 10 anni (dal 1980 al ’90), Scarani è stato anche sindaco democristiano di Villongo. «Mio marito – spiega la signora Anna – aveva un obiettivo: far sentire i villonghesi fieri del loro paese. E credo ci sia riuscito. Volevano fare una palestrina e lui realizzò il palazzetto dello sport. E con lui sindaco arrivò anche la mostra di De Chirico di cui si parlò in tutta Italia».

All’inizio del 2000 Luigi Scarani, amministratore unico del cantiere dalla fondazione, ha passato il “testimone” al figlio Piergiorgio.