L’idiota, l’editoriale di Franco Michienzi

Ricordate il celebre romanzo di Dostoevsky? Spesso ho l’impressione che i nostri governanti ci considerino come il principe Myshkin

by Francesco Michienzi

Sono a stato a Napoli al porto di Mergellina per provare una barca. Il Golfo partenopeo è un luogo ideale per qualche riflessione in tutta serenità. Mentre mi guardavo intorno tra barche di tutti i tipi, pontili di legno, particolarmente mal messi, e baracche per gli attrezzi sulla piccola spiaggia adiacente, ho pensato a Fyodor Mikhailovich Dostoevsky e al suo celebre romanzo. “C’è anche chi mi crede un idiota, non ho mai scoperto perché. In verità, sono stato talmente malato da non essere molto diverso da un idiota; ma com’è possibile che sia idiota anche adesso, quando, io per primo, mi accorgo che la gente mi considera tale? Io entro e penso: Mi credono idiota, ma io sono intelligente, e loro non lo sospettano nemmeno”. Credo che gli amministratori della Nazione Italia, della Regione Campania e della Città di Napoli pensino, hanno pensato in passato e continuano a pensarlo tuttora, che siamo dei veri idioti. La zona tra Mergellina e via Caracciolo, con tutti i suoi chalet e con il porto, è tra i luoghi di maggior impatto scenografico della città per la sua bellezza. 

LA SITUAZIONE
DEL PORTO DI MERGELLINA
È IMMUTATA DA MEZZO SECOLO.
LE RESISTENZE
A UNA VERA BONIFICA ETICA
E STRUTTURALE SONO FORTISSIME.

Attualmente il porto turistico è un approdo con circa un chilometro e mezzo di banchine fatiscenti e pontili mobili precari, per un totale di quasi cinquecento posti barca. Ogni tanto arrivano i controlli dei Carabinieri o degli uomini della Guardia Costiera Capitaneria di Porto per ispezionare imbarcazioni e sequestrare diversi pontili del porto turistico. Già una decina di anni fa le forze dell’ordine sono intervenute nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai pubblici ministeri della procura napoletana. L’ipotesi di reato ipotizzata dagli inquirenti riguardava la presunta presenza, tra i concessionari, di persone con precedenti penali che non potevano esercitare tale attività. Dalle indagini è anche emerso che alcuni ormeggiatori avevano occupato parte dell’area dei pontilidove attraccano gli aliscafi. Non sappiamo come sia andata a finire l’inchiesta e i sequestri dei pontili, quello che è certo che ci troviamo di fronte a un chiaro esempio di malcostume che genera situazioni di degrado. In tanti hanno provato a parole a proporre delle soluzioni. Nei primi anni 2000, l’allora assessore regionale ai trasporti asseriva che le priorità erano riforme strutturali della portualità e della concorrenza. Anche tutti gli altri politici, governatori, sindaci e ministri compresi hanno la soluzione in tasca a suon di milioni stanziati e mai spesi. Progetti spettacolari e studi lunari non sono mai ammarati nel Golfo di Napoli.

Tornando a me, protagonista per un momento del romanzo di Dostoevsky, ho immaginato di spostare i traghetti e gli aliscafi al Molo Beverello, dove fare un’unica stazione di partenza per le isole, sostituire le palafitte di darwiniana memoria con moderni e attrezzati pontili galleggianti, far sparire le baracche sgangherate sulla spiaggia, usare le banchine dei traghetti per ormeggiare decine di Superyacht e trasformare Napoli e Mergellina nella Saint Tropez italiana. 

IL PRINCIPE LEV NIKOLAYEVICH MYSHKIN È VENUTO A PROCLAMARE LA SUA VERITÀ
DA “IDIOTA”, CHE SOVVERTE
LE TRADIZIONALI CONTRAPPOSIZIONI TRA BENE
E MALE, TRA AMORE E ODIO
E AFFERMA UNA SUA NUOVA LEGGE: QUELLA
DELLA COMPASSIONE
E DELL’ACCETTAZIONE
DEL PROSSIMO.

Certo, sarebbe utile che tutti gli operatori onesti si mettessero insieme per prendere in concessione l’area, facendo un consorzio per la gestione del Marina di Mergellina, e per offrire un servizio all’altezza delle esigenze degli armatori moderni. Sparirebbe il degrado, i ristoranti e le boutique di via Caracciolo sarebbero rinomate in tutto il mondo. Per fare questo ci vorrebbe una visione e una capacità politica che non vedo all’orizzonte.  Vedo solo il principe Myshkin, che dopo un soggiorno di diversi anni in un sanatorio svizzero, torna in Russia per raccogliere un’eredità e stare tra la gente. A San Pietroburgo il principe si ritrova un estraneo in una società ossessionata dal denaro, dal potere e dalla manipolazione. Lo scandalo degenera fino all’omicidio mentre Dostoevsky traccia l’effetto sorprendente di questo uomo decisamente bello sulle persone che lo circondano, portando a una scena finale che è una delle più potenti di tutta la letteratura mondiale. La degenerazione raccontata da Dostoevsky non è la stessa dei nostri politici, ma l’ossessione per il potere, per il denaro e per la manipolazione di noi inconsapevoli idioti certamente sì.

(L’idiota – Barchemagazine.com – Giugno 2024)