Il libro che celebra i 170 anni del cantiere Riva: le parole di una leggenda

Designer, manager, dipendenti, artigiani e armatori costituiscono un unico coro che ha lo scopo di raccontare la storia di un mito, accanto a immagini straordinarie

di Marina Mancuso

Straordinario e originale. Questi potrebbero essere i primi due aggettivi da dedicare a un libro che, tra le tante pubblicazioni che celebrano anniversari e aziende, si distingue per diverse caratteristiche. Riva, infatti, è lontanissimo da essere un catalogo, ma non è neppure la narrazione della storia di un cantiere, la celebrazione di un mito o una semplice raccolta fotografica. È un volume che, in maniera davvero unica, ha voluto dare la parola a tutti, o comunque a molti che si sono trovati ad avere a che fare con le barche Riva.

Ed è così che, accanto a immagini davvero suggestive (barche in navigazione, immobili nel mare con un profilo nudo a esaltarne le linee, scorci di interni, personaggi e perfino una coppia di neo sposi a bordo) raccoglie la testimonianza di restauratori, collezionisti, designer, architetti, fotografi, direttori generali o dipendenti, falegnami, armatori (vip o sconosciuti) che ci regalano un aneddoto, un’emozione o una riflessione legata alle barche del marchio. Ci sono lettere, racconti e dichiarazioni che fanno riflettere, pensare o sorridere. Come quella di un armatore che paragona i due motori del suo Riva ai figli gemelli: «Gli unici capaci di darmi tutta l’euforia del vivere». E, a dare conferma di questa “centralità” delle persone, il grande volume non è suddiviso per anni o modelli delle barche, ma segue l’ordine alfabetico degli autori delle testimonianze, mettendo dunque sullo stesso piano inventori e proprietari di un mito.

Nella prefazione di Ferruccio Rossi, ceo di Ferretti Group, leggiamo: «Associare la parola “mito” a Riva è fin troppo facile; molto più difficile è descrivere l’insieme di elementi attraverso i quali il mito si alimenta. Nelle prossime pagine del volume sono stampate 170 espressioni esatte delle testimonianze, ciascuna delle quali può essere considerata un piccolo mattone di un grande castello in continua evoluzione e ampliamento. Provate a leggerle in sequenza e vedrete come facilmente le assocerete sentimentalmente e visivamente a Riva».

Le immagini sono state scattate nell’arco di 60 anni e ci regalano un viaggio nel passato e nel presente con prospettive inedite, dettagli ed eventi, alternando la tecnica del bianco e nero al colore, come ponte tra passato e futuro.

Riccardo Sassoli, curatore-editore del libro dice: «Si può fotografare l’anima? La risposta è no. Ma se la domanda fosse: “Si può fotografare l’anima di un’azienda?” La risposta è sì… e noi l’abbiamo fatto (giudicate voi). Questa è la sfida, speriamo vinta, con la quale ci siamo confrontati. L’idea era quella di celebrare il 170° anniversario del cantiere ideando un libro molto diverso dai tanti già realizzati. E infatti così è stato; abbiamo scelto 170 immagini e le abbiamo elaborate in modo che cromaticamente potessero tutte legarsi una all’altra. Abbiamo raccolto 170 testimonianze di chi quell’anima aveva contribuito a comporla, perché l’anima di una azienda è fatta da chi immagina i prodotti, da chi li realizza, li assiste, li vende e soprattutto da chi li usa e custodisce gelosamente fra le sue cose più care. Celebrities, principi, grandi industriali, dirigenti, operai, distributori… tutti hanno dato un piccolo grande contributo a far sì che il mito Riva possa, da oggi, essere toccato, sfogliato, ammirato».

«Ogni Riva è un sogno; l’unica differenza è che lo trovi ancora quando ti risvegli al mattino!» Marcin Rywin, armatore di un Venere

«Ho iniziato nel 1957 disegnando ciò che Carlo Riva immaginava; dovevo sempre preparare almeno tre varianti secondo la mia interpretazione. Poi, dopo i mille cambiamenti necessari, la barca entrava in produzione e le implementazioni continuavano in base alle esperienze, in una logica di miglioramento continuo, fino ad arrivare alla (quasi) perfezione. Negli anni ’80 mi parlarono del Kaizen, un metodo inventato dai giapponesi per incrementare la qualità… ma noi lo usavamo già da 20 anni». Giorgio Barilani, designer Riva dal 1957 al 1997.

«Riva, oltre a essere il mio nome e rappresentare l’azienda per la quale lavoro, è per me una storia di famiglia. Una famiglia di cui sono molto fiera; coltivando la speranza che figlie e nipoti continuino la tradizione, diventando così la sesta e settima generazione impegnata nel mondo Riva… Forza ragazzi!» Lia Riva, primogenita di Carlo Riva e amministratore delegato della Monaco Boat Service

«Le barche Riva sono oggetti che durano nel tempo… Vogliamo disegnarle così, come forma di rispetto per il nostro lavoro e per i nostri armatori». Sergio Beretta, fondatore insieme a Mauro Micheli di Officina Italiana Design (studio di progettazione al quale è affidato lo stile inconfondibile delle imbarcazioni Riva)

(Il libro che celebra i 170 anni del cantiere Riva: le parole di una leggenda – Barchemagazine.com – Maggio 2013)