La voglia di mettersi in gioco, l’editoriale di Franco Michienzi

Sono 144 gli iscritti al primo concorso di progettazione nautica intitolato a Paola Galeazzi. Nel mese di giugno la giuria internazionale assegnerà i premi ai vincitori del miglior progetto di una barca che non c’è ma che sia realmente realizzabile

by Francesco Michienzi

C’è una diffusa voglia di futuro e chi meglio dei giovani può interpretarla, con progetti concreti che guardino il futuro, con occhio attento al presente e senza ingiustizie sociali. Ha dichiarato il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. I giovani d’oggi sono sempre più curiosi e attenti, talvolta scettici, mai passivi, speranzosi verso il futuro, nonostante le difficoltà del mondo moderno. Il contesto in cui viviamo li mette di fronte a continui cambiamenti a livello tecnologico, sociale e ambientale e questo inevitabilmente influenza l’evoluzione delle professioni e le carriere, richiedendo adattabilità, capacità di reinventarsi e acquisizione di nuove competenze. 

La Generazione Z vuole far sentire la propria voce e ritagliarsi un posto nel mondo. Determinata a lottare per cause importanti, spesso si trova a fare i conti con aspettative troppo rigide da parte degli adulti e con dinamiche sociali in repentino cambiamento, difficili da comprendere. Questo crea confusione e frustrazione: ci si ritrova così senza gli strumenti giusti per capire sé stessi e muoversi nello scenario attuale e futuro, facendo scelte consapevoli.

IL CONCORSO È DEDICATO
A PAOLA GALEAZZI,
FONDATRICE ASSIEME
AL MARITO GIANNI DELLO STUDIO DI PROGETTAZIONE ZUCCON INTERNATIONAL PROJECT, FIGURA
DI RIFERIMENTO NEL MONDO DELL’INDUSTRIA NAUTICA INTERNAZIONALE CHE
CON IL SUO LAVORO
HA LASCIATO UN’EREDITÀ
DI GRANDE VALORE ETICO
E PROFESSIONALE.

In questo quadro complesso, noi della rivista Barche, abbiamo immaginato che il nostro concorso di progettazione dovesse stimolare i giovani a mettersi in gioco con il loro portato culturale, le loro idee e il loro spirito di innovazione. Immaginiamo che preparino il futuro come vorrebbero che fosse, lavorando con forza e determinazione. Pensiamo che lo vogliano migliore e più bello. Crediamo che nel disegnare una barca pensino a qualcosa di veramente innovativo.

Il tema del concorso, Una barca che non esiste, ma che sia realmente realizzabile, è molto complesso. Lo abbiamo scelto con la consapevolezza che i giovani di oggi siano in grado di raccogliere qualunque sfida. Il perimetro del concorso ha maglie molto larghe, non volevamo correre il rischio di incanalare a tutti i costi i giovani progettisti in un percorso predefinito perché lo si ritiene il più corretto. Siamo rifuggiti dalla ipotesi di appiattire le diversità, omologare le tendenze e togliere l’ossigeno a talenti che hanno solo bisogno di essere riconosciuti. Non c’è una direzione definita come una linea continua e diritta, ma come un insieme di possibilità che si intersecano e danno vita ad un disegno molto più complesso. 

1° Concorso Internazionale di Progettazione Nautica Paola Galeazzi

Il concorso, indetto per celebrare i 30 anni di vita della nostra rivista Barche, si propone di promuovere la creatività nell’ambito della progettazione di barche catalizzando la realizzazione di progetti esemplari che siano in grado di coniugare i temi della sostenibilità nelle sue diverse articolazioni. Abbiamo proposto ai concorrenti, come riflessione progettuale, l’innovazione tipologica e morfologica dell’imbarcazione, l’originale aspetto estetico, la metodologia e tipologia della costruzione, gli aspetti di qualità energetica e ambientale e l’innovazione tecnologica nel ciclo di costruzione.

Abbiamo scelto di intitolare il concorso a Paola Galeazzi perché è stata un’interprete attenta dell’equazione forma e funzione, alla quale ha aggiunto un afflato etico diventando lei stessa punto di riferimento per tutti i giovani progettisti. Riteniamo che si tratti di un messaggio ampiamente raccolto che è stato accompagnato dalla grande voglia di provarci. Mai avremmo immaginato di avere 144 partecipanti, tra questi c’è anche una nutrita schiera di concorrenti extra Italia. Le nazioni rappresentate sono Austria, Egitto, Finlandia, India, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti e Turchia con 5 iscritti. Un risultato inaspettato, segno di una voglia importante di misurarsi con una sfida complessa come quella che abbiamo proposto.

CREDIAMO
CHE I GIOVANI PROGETTISTI
NEL DISEGNARE
UNA BARCA PENSINO
A QUALCOSA
DI VERAMENTE INNOVATIVO.

Il concorso, dal momento in cui lo abbiamo presentato assieme allo Studio Zuccon International Project e a Confindustria Nautica, ha preso una forma sempre più precisa e definita, strada facendo si sono uniti partner importanti, ADI Compasso d’Oro, le università italiane più prestigiose, Politecnico di Milano, la Facoltà di Architettura La Sapienza di Roma, l’Università di Genova, il Politecnico di Torino, l’Istituto Europeo di Design, oltre alla Solent University di Southampton. Abbiamo il sostegno concreto di Besenzoni, FM Architettura, Gallinea, HydroTec, Mangusta, Mase Generators, Sanlorenzo e Volvo Penta. Ognuno porta il suo prezioso contributo al mondo nautico in generale e a quello della progettazione in particolare. L’idea di aiutare i giovani progettisti a presentarsi al mondo con le loro idee è molto stimolante. Il futuro dello yachting e della sua industria passa necessariamente dalla cultura e dalla capacità di una società in grado di valorizzare i suoi giovani talenti. Pensate che la maggior parte degli iscritti è nata dopo l’anno 2000.

(La voglia di mettersi in gioco – Barchemagazine.com – Febbraio 2024)