Interior Yacht Design – La forza delle idee

La conferenza “Yacht Interior Design” è stata un momento di riflessione sul settore e un’occasione per presentare i lavori di giovani appassionati studenti

by Mariateresa Campolongo

Il Salone Nautico di Genova non è solo una kermesse dove vengono esposte le barche più belle, tecnologiche e interessanti, ma anche un’occasione di confronto grazie alle diverse conferenze e agli eventi organizzati. In particolare, in occasione dell’ultima edizione della storica manifestazione è stato rivolto uno sguardo ai giovani grazie agli incontri organizzati dall’Università degli Studi di Genova: il primo dal titolo ‘UniGe incontra la nautica’ e, il successivo, ‘Yacht Interior Design’. Quest’ultima conferenza è nata per fare il punto sullo stato dell’arte, i trend in atto e le prospettive future del settore dell’interior yacht design ed è stata coordinata e moderata dall’arch. Mario Ivan Zignego, professore ordinario dell’Università degli Studi di Genova e coordinatore del corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto Nautico, con sede presso il Campus della Spezia.

La conferenza si è articolata in cinque interventi: in questo numero ci soffermeremo sul primo, il mio, speaker in qualità di docente degli insegnamenti di ‘Interni 1.1’ e ‘Interior Design’. Nelle prossime uscite approfondiremo i contributi del dott. Luca Parodi e del dott. Matteo Covini (entrambi docenti dell’offerta formativa in interni del Corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto e della Nautica), del dott. Massimiliano Cavallin e della dott.ssa ing. Angela Denise Peri, PhD Candidate presso UniGe.

La conferenza ha messo in luce i cambiamenti dell’interior yacht design che nel XXI secolo ha subito una vera e propria rivoluzione, passando dagli stilemi molto riconoscibili dell’Old Navy Style a una nuova identità, decisamente più vicina al settore dell’interior design domestico. Questo ha comportato una nuova definizione del lusso, il cosiddetto Modern Luxury, che si esplica in spazi e arredi molto curati e mai ostentati, sempre più in contatto con il mare, e dove gli aspetti legati alla sostenibilità sono ormai imprescindibili. Le ultime decadi hanno visto, inoltre, l’importanza sempre maggiore assunta nel progetto dalle soft skills, ovvero tutti gli aspetti legati alla sensorialità tra cui l’esperire tattile e la percezione visiva, che hanno come ricaduta progettuale un utilizzo molto accurato di materiali e colori a bordo.

Parlando di futuro, non si poteva non menzionare il lavoro svolto dagli studenti degli insegnamenti di ‘Interni 1.1’ del corso di Laurea Magistrale in Design Navale e Nautico, coordinato dalla prof.ssa arch. Maria Carola Morozzo della Rocca e di Bianzé, e di ‘Interior Design’ del corso di Laurea Magistrale in Yacht Design, coordinato dal prof. ing. Dario Boote.

Quella del designer è una professione che richiede continuo studio e ricerca”, afferma il prof. M.I. Zignego, che prosegue: “L’Università è uno dei bacini più interessanti dove si sviluppano idee e progetti che declinano la contemporaneità con lo sguardo rivolto al futuro”.

Progetto: RoGUILTLESSea
Studenti: Luca De Lorentis, Carolina Papais, Marco Primiceri.
Ispirandosi a RoGUILTLESSPLASTIC di Rossana Orlandi, il progetto desidera ricercare un concetto nuovo di sostenibilità dimostrando come prodotti innovativi e materiali riciclati possano proporre una nuova visione nello yachting. L’esposizione a bordo presenta applicazioni e installazioni servendosi di uno spazio interno flessibile e dinamico.

Progetto: Moonlight
Studenti: Marco Belvedere, Giulia Davoli, Giacomo Giorgetti.
L’intento del progetto è quello di portare la natura della Patagonia all’interno di uno yacht di lusso. Nel main saloon, la texture del rivestimento in marmo evoca le grotte a pelo d’acqua tipiche del Sud America. La superficie specchiata a cielino crea suggestivi riflessi del mare. I rivestimenti lignei trasferiscono calore, in opposizione al clima rigido esterno.

Progetto: Urban Zen
Studenti: Francesca Bellotti, Davide Cattaneo, Alexandru Florin Lupchian.
Il progetto, dalle linee semplici ed essenziali, si ispira alla filosofia di vita Urban Zen di Donna Karan. La visione ha un approccio integrato alla salute e al benessere che fonde insieme la moda, l’arte e la spiritualità, basandosi su tre pilastri: la cura del corpo, dello spirito e della comunità. La scelta di colori, materiali e arredi enfatizza il concept iniziale.

Progetto: Kìnema
Studenti: Aniello Orza, Anthony Raimondi, Serena Salvai.
Kìnema, dal greco antico ‘movimento’, simbolizza l’essenza della nautica e la passione per il cinema dell’armatore. Il progetto richiama la tradizione giapponese e l’eleganza del contemporaneo. Particolare attenzione è stata dedicata alla zona living: il layout modulare si adatta alle esigenze degli ospiti durante i diversi momenti della giornata.

Progetto: Seshat
Studenti: Alessia Butori, Giulia Faggioni, Michele Ughetti.
Seshat è uno yacht pensato per un colto e appassionato archeologo e per navigare lungo le coste dell’Africa Settentrionale. Colori e materiali sono stati scelti per tuffarsi idealmente tra dune e geroglifici, in una stretta connessione tra storia e design contemporaneo.

Progetto: Mira
Studenti: Beatrice Cespuglio, Cristina Defilippi, Federica Monacizzo.
Questo concept di interior yacht design è stato sviluppato secondo le necessità dell’ipotetica armatrice, editor di una rinomata rivista letteraria. Un’esperienza sensoriale coinvolgente, colori accademici, carte da parati originali e prodotti di illuminazione forniti da prestigiose e storiche aziende del marchio italiano. Mira è il luogo dove il viaggio si trasforma in un’esperienza tra il bello e il sublime.

Progetto: Tefiti
Studenti: Gabriele Bellesi, Francesca Bellotti, Elena Sofia Olivadoti, Serena Salvai.
Tefiti si basa sullo studio della cifra pittorica di Luigi Capogrossi, che è stata fusa con elementi e materiali che richiamassero la cultura e i territori oceanici. Gli spazi interni sono studiati per favorire la conversazione e la convivialità permettendo anche di ricercare una dimensione più intima in cui rilassarsi. I punti fondamentali su cui si basa il progetto richiamano il modo di vivere delle popolazioni locali.

Progetto: Nike
Studenti: Daniele Onorini, Edoardo Pisu, Pietro Maccarini.
Gli interni sono stati progettati per un ipotetico armatore greco, collezionista d’arte, che ama viaggiare tra le soleggiate coste dell’Egeo. Il riferimento è lo stile classico e rurale delle isole, reso contemporaneo utilizzando marmi chiari in contrasto con il calore del legno e della pelle, in cui risaltano le finiture oro. Il focus dello spazio è un mosaico del simbolo greco del Nazar con, all’interno, un mobile bar.

Progetto: Miadana
Studenti: Sebastian Ciuffetti, Luca Fusi, Carola Pavesio.
Uno yacht su misura per enfatizzare il forte legame emotivo tra l’ipotetica armatrice e la sua terra, l’isola del Madagascar, un luogo magico in cui il trascorrere del tempo è strettamente legato ai ritmi lenti della natura. Il fine ultimo è il benessere psicofisico, che si adatta ai ritmi circadiani attraverso un attento studio dell’illuminotecnica.

Progetto: Euridice
Studente: Enzo Marocco.
Lo yacht Euridice è stato pensato su misura per un ipotetico imprenditore di Bordeaux con la passione per il vino e per l’arte, in particolare moderna e contemporanea. In Euridice la cultura della terra (il vigneto) e la spazialità delle tenute incontrano la cultura della trasformazione (il rovere, il vino) e quella dell’arte nel 50° anniversario della morte di Pablo Picasso e nel 170° della nascita di Vincent Van Gogh, i pittori preferiti dall’armatore. Forme, colori, materiali, e una visuale rivolta verso l’esterno dello yacht si uniscono in modo sobrio, elegante e funzionale in Euridice.

Progetto: Bahia
Studenti: Filippo Basini, Sofia Cappi, Giulia Davoli, Giacomo Giorgetti.
Il progetto Bahia trae ispirazione da un’opera artistica e ricrea spazi multisensoriali. I materiali suggeriti dall’opera d’arte hanno avuto come ricaduta progettuale l’utilizzo di tessuti, intrecci di corde, legno e pietre naturali per favorire un’esperienza tattile, oltre che visiva. Il desiderio dell’ipotetica armatrice, stilista all’apice della sua carriera, è quello del relax nei mari del suo paese nativo, il Madagascar.

Progetto: Calima
Studenti: Marco Bozzi, Anna Clementi, Chiara Giraudi.
Il progetto Calima è stato ideato per navigare nelle acque dell’isola di Lanzarote, in cui è nato l’armatore. L’intento è quello di connettere due aspetti essenziali della vita dell’ipotetico armatore: la connessione con l’isola natale e la successiva crescita personale che lo ha portato a lavorare nel settore dell’arte a Madrid. Il risultato è stato quello di un ambiente accogliente che combinasse l’essenza naturale dell’isola con l’eleganza e la raffinatezza della città, attraverso accostamenti materici e cromatici.

Progetto: Shoji
Studenti: Francesco Umberto Cipolla, Alessandro De Crinito, Victoria Raffetto.
Shoji è un progetto per un ipotetico armatore giapponese proprietario di una distilleria etica di gin. Prendendo ispirazione da elementi tradizionali giapponesi e dal lavoro dei maestri contemporanei, sono state poste in evidenza caratteristiche quali la leggerezza e l’immaterialità delle superfici. Sono stati utilizzati vari materiali trasparenti che, a volte, si sovrappongono tra loro. 

Progetto: Hacienda
Studenti: Lorenzo Bonechi, Greta Lottari, Fabio Peduzzi.
Il progetto nasce dalla passione degli armatori per l’heritage sud-americano.
La stretta connessione con artigiani e artisti locali è evidente grazie alle collezioni di Ames Living, lo studio Mk27 e le opere di Armando Fonseca. I colori vibranti degli interni si fondono con arredi dalle texture generate da intrecci, creando uno spazio suggestivo e originale.

È noto che il verbo progettare derivi dal latino proiectare, ovvero ‘gettare avanti’ e guardare quindi al futuro, ma sappiamo anche che per ideare qualcosa rivolto al futuro bisogna conoscere bene l’attualità e il passato. Pertanto il primo step di entrambi gli insegnamenti è stato quello di svolgere una ricerca critica-storica analizzando, dal 1960 a oggi, come sono cambiati gli interni nautici dal punto di vista della fodera dell’involucro, degli elementi dell’arredamento, del materiale, della composizione, degli aspetti luministici e del colore.

Per quanto concerne l’insegnamento di ‘Interni 1.1’ gli studenti hanno successivamente svolto una ricerca approfondita su un designer, alcuni sono stati gentilmente ospitati presso i vari studi di progettazione per un’intervista intesa come momento di apprendimento per chi si appresta a svolgere questa professione, e su un’azienda di elementi di arredo che gli alunni hanno approfondito anche in occasione del FuoriSalone.

Dopo lo studio è arrivato il momento della progettazione. Per collegare l’attività svolta dagli studenti al mondo del lavoro abbiamo avuto la possibilità di visitare gli stabilimenti Sanlorenzo di Viareggio, e di ospitare Sergio Buttiglieri, style director dei cantieri, a tenere una lezione sul settore dell’interior. È sempre un piacere interagire con il Campus Universitario della Spezia dando ogni anno un tema legato all’interior di un Sanlorenzo semidislocante SD112, afferma Buttiglieri, che prosegue: “Gli studenti, seguiti dalla docente Mariateresa Campolongo sono stati indirizzati a realizzare un progetto di grande qualità giustamente collegato al design contemporaneo, coerentemente con la direzione di Sanlorenzo organicamente collegata a questa realtà che rende inimitabile il nostro Made in Italy sartoriale”. Dopo aver ipotizzato un armatore e una zona geografica, i 40 studenti del corso, suddivisi in 14 gruppi, si sono cimentati nella progettazione del main deck del Sanlorenzo SD112,scegliendo la funzione, la disposizione spaziale, gli arredi e tutti gli elementi dell’interior yacht design in relazione al brief e al concept del proprio progetto.

L’insegnamento di ‘Interior Design’ è, invece, un esame opzionale per i corsi di Laurea in Yacht Design e Design Navale e Nautico. I gruppi di lavoro sono stati formati da 26 studenti provenienti, quindi, dalla Laurea Magistrale in Design e in Ingegneria: l’approccio multidisciplinare ha avuto come diretta conseguenza risultati molto soddisfacenti. Oltre a ipotizzare un armatore e una zona geografica di navigazione per svolgere il proprio progetto, gli studenti hanno scelto un’opera d’arte che potesse guidare le scelte progettuali, in un’ottica di stretta relazione tra nautica, arte e design.

(Interior Yacht Design – La forza delle idee – Barchemagazine.com – Aprile 2024)