Il fuoribordo e la crisi

È stato probabilmente l’ultimo settore legato al comparto dei beni durevoli ricreazionali ad avere avvertito gli effetti della situazione finanziaria. Abbiamo svolto una piccola ricerca intervistando i principali esponenti delle case motoristiche e ne è risultato un quadro meno drammatico del previsto

by Emanuele Pastori

Se è vero che le interviste sono state effettuate in un momento più “felice” rispetto, ad esempio, ai mesi invernali è altrettanto vero che per il comparto la vera crisi si esaurirà la prossima primavera. Pare scontato che al Salone di Genova vedremo aggirarsi qualche “tapiro” negli stand espositivi, ma abbiamo colto anche qualche accenno di ottimismo.

Undici domande…
1. Non vi è dubbio che la crisi, oggi, si faccia sentire con prepotenza. Da quando avete iniziato a sentirne gli effetti?
2. In quale misura oggi l’avvertite?
3. Quale fascia risulta la più colpita e quale la meno?
4. Le grosse potenze hanno accusato cali di una certa rilevanza?
5. Ritenete che anche il comparto dei “senza patente” abbia registrato importanti flessioni?
6. Rispetto alle altre nazioni, e in particolare quelle europee, qual è la situazione italiana?
7. Come ha reagito la rete commerciale?
8. Ritenete che la ripartenza delle piccole potenze possa ottenere qualche successo, soprattutto se suffragata da una opportuna campagna promozionale, magari collettiva?
9. Nel corso di una crisi ritenete sia opportuno “drogare” il mercato con il lancio a pioggia di novità?
10. La formula “package” ha sortito un effetto commercialmente appagante?
11. Quali le novità per il futuro?

Ferruccio Villa, Brunswick Marine in Italia (Mercury)
1. Abbiamo iniziato ad accorgerci circa un anno prima che “esplodesse” in Italia, stante il nostro continuo rapporto con l’America e con l’Inghilterra – cosa che non aveva ben capito e valutato, invece, la cantieristica. Abbiamo rimediato intervenendo tempestivamente.

2. Con un calo fisiologico che, inferiore a quello medio italiano, si aggira intorno al 10% grazie al recupero delle quote di mercato. Stimiamo che la diminuzione media generale sia nell’ordine del 25%.

3. La più colpita è quella dei “piccolissimi”, mentre quella delle potenze oltre i 150 cavalli ha sofferto meno. Molto bene la tenuta dei 40 cavalli.

4. Non nel nostro caso, che ha registrato un -15% contro un -25% del mercato generale. Interessante notare che numericamente abbiamo avuto un incremento.

5. No, i “senza patente” sono calati in generale per il 30% mentre noi abbiamo persino aumentato le vendite.

6. L’Italia ha registrato un decremento assai inferiore al resto d’Europa, raggiungendo la leadership continentale.

7. La rete commerciale ha reagito molto bene, a motivo del fatto che la selezione operata negli anni ci restituisce solidità finanziaria e professionale suffragata da una elevata preparazione tecnica.

8. Probabilmente sì, in virtù del fatto che i prezzi e le garanzie sono oggi favorevoli; sarebbe opportuna una maggiore attenzione da parte dei media.

9. Certamente no, per non confondere la clientela. È invece essenziale migliorare costantemente, ove necessario.

10. Se il prezzo è ben calibrato, la formula package è valida sia per il proponente che per il dealer che offre al cliente finale indubbi vantaggi.

11. Nei quattro tempi avremo un 115 cavalli con un rapporto di riduzione adatto a eliche di maggiore efficienza. Nei due tempi a iniezione diretta (Optimax) presenteremo un 125 cavalli a tre cilindri.

Marcello Agostini, Suzuki Italia
1. In realtà non ne abbiamo avuto avvisaglie rispetto agli altri Paesi e abbiamo affrontato il mercato 2009 con un significativo +27% rispetto all’anno precedente.

2. Parlando di globalità il decremento è nell’ordine del 15/18%.

3. La fascia più colpita è quella media, da 40 a 100 cavalli.

4. Certo, anche le grosse potenze hanno subito cali, ma assai meno consistenti del resto del comparto.

5. I “senza patente” hanno sofferto in misura assai relativa, anche perché rappresentano la soglia “entry” abbinata tradizionalmente ai gommoni.

6. Il calo in Italia è molto meno vistoso rispetto ad altre nazioni europee dove, ad esempio, abbiamo cali del 50% nei paesi scandinavi, in Francia e, soprattutto, in Spagna. La diminuzione percentuale in assoluto nel nostro Paese non arriva al -25%.

7. Per il nostro marchio possiamo rilevare un notevole incremento di crescita e di qualità; l’aiuto che forniamo è significativo ai fini della professionalità che vogliamo sempre maggiore nel rapporto con la clientela.

8. Probabilmente sì, e a tal proposito vale a testimonianza il tentativo fatto vent’anni or sono nel comparto motociclistico.

9. Assolutamente no! È necessario difendere ciò che già esiste, soprattutto in funzione della attuale e moderna tecnologia che propone mezzi di assoluta validità nel tempo neutralizzandone l’obsolescenza.

10. No, la formula package per noi ha avuto solamente uno scopo promozionale.

11. Il nuovo 60 cavalli presentato all’inizio del mese di settembre con potenza in futuro ridotta probabilmente a 40 cavalli.

Lorenzo Maresca, Yamaha Motors Italia
1. Io personalmente ci sono piombato in mezzo, ma ho avuto la fortuna di essere in un settore, quello nautico, che sta soffrendo meno; inoltre l’azienda dispone di una consolidata rete di vendita.

2. Avvertiamo qualche difficoltà finanziaria da parte dei dealer, anche perché riteniamo che il fenomeno della rimotorizzazione sia cresciuto in questo periodo, provocando un incremento dei natanti invenduti. La crisi si avverte in parte nella misura della redditività: il cliente cerca l’affare e lo trova. A tale proposito ci stiamo muovendo per sostenere al meglio i nostri dealer.

3. La più colpita è quella dei motori piccoli, sia per gli oggettivi problemi economici sia per quelli strutturali (vedi scivoli ecc.), oltre che per il fenomeno “tender” oggi in difficoltà e legato alla crisi delle imbarcazioni maggiori.

4. No, le grosse potenze non hanno sofferto in modo particolare, anche perché assistiamo a un fenomeno downgrade per il quale si riscopre il divertimento della guida e si segue di più la tendenza filoamericana rivolta all’utilizzo dell’outboard come piacere di mettere in mostra anche il motore.

5. I “senza patente” hanno subìto un calo fisiologico ma inferiore alle previsioni.

6. L’Italia va assai meglio dei Paesi nord europei e della Spagna, forse perché l’italiano non rinuncia mai alle proprie vacanze. Rispetto ad altre nazioni europee, invece, come la Francia, abbiamo percepito una piccola percentuale di calo, ma non possiamo lamentarci.

7. Generalmente i nostri dealer sono abbastanza soddisfatti anche perché dall’inizio di questa stagione stanno vendendo assai di più rispetto alle catastrofiche previsioni.

8. Sì, ma ci sarebbe bisogno di ulteriori sopporti per rendere più agevole la fruizione, con l’allestimento di scivoli, servizi a terra, rimessaggi, darsene a secco e costi di gestione ragionevoli. Queste migliorie potrebbero spostare l’attenzione del pubblico dal luogo del riposo della barca o del gommone alla bella esperienza della libera scelta del mezzo e del suo utilizzo.

9. Se parliamo di natanti riteniamo sia sempre necessario aggiornare i modelli in base alle mutevoli istanze del consumatore; parlando di motori, invece, sarebbe utile partire con un impulso “dal basso” dal momento che riteniamo fondamentale e interessante la fascia dei “piccoli” (lo dimostra la campagna dello scorso anno “piccoli ma Yamaha”). È una fascia importante per noi e, comunque, va costantemente coinvolta nell’evoluzione tecnologica.

10. Quando si scelgono partner di alto livello, imbarcazioni e battelli che non risentono di mode, il risultato è un vantaggio economico sia per i nostri dealer che per l’utente finale. Per questo motivo le proposte package sono sostenute vicendevolmente dalla rete e da noi.

11. Ci saranno delle novità e dei miglioramenti di dettaglio, funzionalità aggiuntive: piccoli passi ma non stravolgimenti.

Luigi Bigi, Honda Marine
1. La crisi ha iniziato a essere evidente verso marzo-aprile, con il ritardo della stagione. Per questo i dealer hanno subìto un duplice colpo con le immaginabili conseguenze.

2. Nessun mercato è immune e la conseguente flessione è tanto più importante in quanto non si avvertono, per ora, segni di qualche piccola ripresa, in barba agli ottimisti. È da segnalare che qualcosa di positivo si registra più da noi che in altri Paesi. Ma la cosa più preoccupante è il fatto che è evidente un disamoramento costante all’uso della barca.

3. La più colpita è la fascia dei piccoli, meno quella delle alte potenze.

4. Le grandi potenze hanno sofferto certamente meno.

5. Anche i “senza patente” hanno subìto un certo calo, da ritenersi fisiologico, ma compatibile e proporzionale a quello generale.

6. Le nazioni europee hanno denunciato una notevole flessione, da cui l’Italia è uscita a testa alta. È andata malissimo, invece, per i Paesi extraeuropei.

7. La nostra è una valida rete e all’inizio della stagione l’abbiamo aiutata al meglio, non impegnandoli ad acquisire grandi stock con conseguenti impegni finanziari. La politica Honda è essenzialmente basata sulla qualità, pertanto il rapporto con il dealer è ampiamente appagante, con un sistema di consegna basato sulla reale necessità, senza “strozzamenti”.

8. Il mercato è cambiato e ci sono pochi margini di utile sui motori destinati prevalentemente a essere ausiliari o a motorizzare piccoli tender. Migliora invece la situazione a partire dai 40 cavalli che non possono essere considerati, ormai, di classe media ma piccoli.

9. Il lancio di nuovi motori rivitalizza solitamente il mercato, ma il rovescio della medaglia sta nell’investimento che richiede molto tempo per essere remunerativo; pertanto si procede con estrema cautela.

10. Per Honda la formula package è certamente appagante. Honwave ha creato un notevole mercato che si è consolidato bene per la qualità dell’offerta economica e per le intrinseche qualità del prodotto.

11. Affinamenti di dettaglio per ora. Le novità più importanti non saranno a breve termine.

Lorenzo Selva, Selva Marine
1. La crisi dei fuoribordo è iniziata nella stagione precedente a questa e il calo è stato del 15%.

2. Oggi il calo nazionale del settore si attesta intorno al 18%, e sembra una cifra contenuta, ma se la sommiamo a quella precedente arriviamo a un -33%. Selva Marine ha avvertito la crisi in modo minore rispetto al mercato e con soddisfazione posso dire che nei fuoribordo abbiamo avuto solo un -4%

3. Ci sono due fattori importanti da considerare, tecnici e di mercato: le vendite per la fascia fino a 25 cv sono diminuite oltre la media (-22-23%), soprattutto perché non c’è più la disponibilità dei motori a 2 tempi (chi oggi ne possiede uno in buone condizioni, non lo cambia con un 4 tempi); altra fascia in crisi è quella che va dai 115 ai 200 cavalli, che ha subìto un calo elevato del 27%.

4. Le potenze oltre i 200 cavalli sono rimaste in linea con il settore (-18%).

5. Considerando le potenze da 25 a 40 cv, al limite dei “senza patente”, le inflessioni sono state inferiori a quelle del mercato.

6. Meglio l’Italia di Francia (-32%), Finlandia (-53%), Svezia (-36), Spagna (-42%). L’unica nazione che ha retto bene il momento è la Germania, con un -12%.

7. Selva ha convinto la rete ad assumere politiche commerciali aggressive, con sconti notevoli e un maggiore servizio al cliente. Non è stato facile rinunciare a un po’ di guadagno in più ma ammetto che c’è stata grande comprensione da parte dei dealer. Tutti abbiamo fatto dei sacrifici, ma questo poi ci ha ripagato.

8. Ci sarà una ripartenza in concomitanza con il ridimensionamento della crisi. Sarebbe utile, più che una campagna promozionale collettiva (improbabile) una sensibilizzazione istituzionale (e penso a Ucina) per tornare alla nautica popolare.

9. No, anche perché le vere novità richiedono grandi investimenti e non si limitano all’estetica. È importante proporre qualcosa di nuovo, ma non è possibile farlo in modo massiccio.

10. Fino alla stagione scorsa i risultati per il package, in cui credo fortemente, erano molto appaganti. Quest’anno, invece, il calo della barca (o gommone) è stato molto maggiore rispetto a quello dei motori. I cantieri che producono solo barche o gommoni hanno fatto i salti mortali per svendere (anche con vendite dirette al pubblico), mettendoci in grande difficoltà commerciale. Ma questo non è niente se paragonato al vero problema: la vendita in nero, che è aumentata notevolmente. Non è ammissibile in un Paese civile e mi crea molta amarezza perché dannegga tutti quelli che lavorano onestamente. Non c’è altra motivazione, perché il package ha subìto un calo doppio a quello dei motori (il mercato dei fb è composto per il 20% dal repowering, per l’80% dal package).

11. A Genova presenteremo 11 modelli package (6 barche già esistenti e 5 novità) motorizzate con 200, 225 e 250 cavalli; inoltre ci saranno 4 novità per i motori “singoli” (6, 10, 25 e 40 cavalli).

Silvio Sommazzi, Italmarine
1. Dalla primavera del 2005 abbiamo avvertito una crisi generale e, per quanto fossimo preparati, dopo il Salone di Genova abbiamo registrato una caduta verticale nel corso del seguente inverno, seguita da un’accettabile ripresa.

2. Alla fine di quest’anno registreremo con probabilità un decremento intorno al -20/-25% riguardante il numero di pezzi venduti, ma per il fatturato il calo sarà minore.

3. La meno colpita risulta essere quella dai 100 ai 150 cavalli, dove sono presenti nuovi modelli; una leggera flessione sino ai 200 cavalli, mentre molto bene sino a 300 cavalli. Buoni i risultati nella gamma dei piccoli 4 tempi della cinese Parsun.

4. Le grosse potenze hanno sofferto meno delle piccole.

5. I “senza patente” sono calati di più dell’anno scorso, soprattutto in rapporto alla stasi delle barche al di sotto dei 5 metri e cinquanta.

6. Un dato certo è prematuro. Di sicuro, però, è noto ed evidente che il nostro Paese è stato il meno penalizzato rispetto ad alcune nazioni europee.

7. La rete commerciale ha reagito molto bene, con fedeltà, fiducia e professionalità. D’altra parte è orgoglio Italmarine sostenere al meglio tutte le diverse istanze di una rete ottimamente consolidata in tanti anni di collaborazione.

8. Non penso che vi possa essere un incremento, indipendentemente da qualsiasi azione promozionale, e ciò per qualche tempo. Escludo che si possa ritornare ai fasti di alcuni anni passati, anche per la particolare struttura psicologica dell’utente nazionale, che tende a escludere dall’oggetto (e dal mezzo nautico in particolare) la sua reale funzione.

9. Il lancio di modelli nuovi è frutto di anni di studi e sperimentazioni, pertanto l’aggiornamento e l’evoluzione della gamma, ancorché costante, non può dare origine a una azione massiccia ma oculatamente ponderata.

10. Il costo riferito alla somma di barca e motore è sempre inferiore, mentre l’operazione è da considerarsi favorevole in quanto alleggerisce l’impegno del compratore e migliora l’appetibilità di un prodotto notoriamente inflazionato. La nostra azienda, con un ventaglio di offerte credibili, pone il dealer in condizione di offrire proposte convincenti.

11. Affinamenti di dettaglio per la gamma, mentre verrà proposta una innovativa scatola elettronica di comando.

(Il fuoribordo e la crisi – Barchemagazine.com – Ottobre 2009)