Il Bonus per il charter

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare Bonus Sud o Bonus investimenti nel Mezzogiorno che comprende anche i contratti di locazione delle unità da diporto

by Berardo Lanci*

L’Agenzia delle Entrate ha emanato la Circolare n. 33/E del 23 dicembre 2023, con cui ha fornito ulteriori chiarimenti circa la spettanza alle imprese di charter nautico del credito d’imposta di cui alla Legge n. 208 del 2015, cosiddetto Bonus Sud o Bonus investimenti nel Mezzogiorno. Sebbene il menzionato beneficio spetti agli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2023, il recente chiarimento è comunque importante per tutti coloro che hanno effettuato detti investimenti. Infatti, da un lato può aprire ad una diversa organizzazione dell’attività d’impresa e dall’altro può comunque limitare i rischi nell’ipotesi di accertamento fiscale da parte delle competenti autorità. L’applicazione del Bonus alle imprese di charter nautico è stata al centro di diverse discussioni, pertanto un breve excursus della disposizione di riferimento può essere di comune interesse.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce le condizioni affinché si possa beneficiare del cosiddetto Bonus Sud anche nelle ipotesi di locazione.

Innanzitutto, ricordiamo che il Bonus Sud è erogato sotto forma di credito di imposta, il cui utilizzo viene autorizzato dall’Agenzia delle Entrate a seguito di presentazione di una specifica comunicazione. La misura del credito d’imposta varia in base alla Regione di riferimento ed al fatto che l’impresa interessata sia di piccole, medie ovvero grandi dimensioni. Diverse pronunce, anche dell’Agenzia delle Entrate, hanno nel tempo confermato che rientrano tra i soggetti potenzialmente destinatari del beneficio le imprese di charter nautico. Al riguardo si è però discusso in passato circa la spettanza del Bonus con riferimento agli acquisti di nuove imbarcazioni da destinare all’attività caratteristica di dette imprese. In particolare – ricordato preliminarmente che l’agevolazione spetta con riferimento ai beni strumentali nuovi iscritti in bilancio tra le voci delle immobilizzazioni materiali BII2 “Impianti e Macchinari” e BII3 “Attrezzature industriali e commerciali” – il dubbio si fondava sul fatto che, secondo l’interpretazione data da molti al principio contabile OIC 16 – Immobilizzazioni materiali, le unità da diporto detenute dalle società di charter nautico fossero iscrivibili in bilancio fra le immobilizzazioni materiali alla voce BII4 “Altri beni”, venendo così a mancare la condizione sopra ricordata per la spettanza del credito d’imposta. Al riguardo, è stato risolutivo l’intervento dell’Organismo italiano di contabilità, che nel 2022 – a conforto di un orientamento dottrinale formatosi nel tempo – ha chiarito che il citato principio OIC 16 non fornisce una tassativa elencazione di cosa si intenda per impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali, ma si limita a fare degli esempi delle tipologie di beni che nella prassi operativa delle imprese generalmente rientrano nelle singole voci delle Immobilizzazioni materiali.

Questo conferma quindi che, ricorrendone tutte le condizioni, nei bilanci delle società di charter le unità da diporto possono essere iscritte nella voce BII 2 o BII 3 del bilancio. Peraltro, con la Circolare n. 32/E del 21 settembre 2022 l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di fornire importanti chiarimenti circa il concetto di struttura operativa. Nello specifico, l’investimento è agevolabile se connesso ad una nuova struttura o all’ampliamento di una struttura operativa preesistente, così escludendo dall’agevolazione gli acquisti di nuove unità associati alla dismissione di imbarcazioni usate. Peraltro, sono stati forniti chiarimenti circa la localizzazione della struttura operativa nei territori agevolati e, in particolare, è stato confermato, vista la peculiarità del settore nautico, che anche se la barca naviga al di fuori dei territori agevolabili, il Bonus spetta comunque purché sia possibile riscontrare un vincolo di connessione tra la barca medesima e la struttura operativa radicata nel territorio agevolato. 

L’Agenzia delle Entrate chiarisce anche che in assenza della nomina di un armatore diverso dal proprietario, ai sensi dell’articolo 24-bis del Codice della Nautica, non viene meno la spettanza del Bonus Sud nell’ipotesi in cui l’unità da diporto sia concessa in uso al cliente, sempreché il relativo contratto non trasli in capo al cliente gli oneri e le responsabilità caratteristiche della figura dell’armatore.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre fornito chiarimenti relativi all’oggetto dell’attività svolta dalla società beneficiaria con particolare riferimento al concetto di impresa di trasporto – settore escluso dall’agevolazione – sottolineando, tra l’altro, che il contratto di noleggio a differenza di quello di trasporto non può avere ad oggetto l’attività di collegamento di linea ad orari prestabiliti tra due o più località predefinite. Pertanto, rientra indubbiamente nell’agevolazione l’attività di noleggio a tempo, in cui le parti stabiliscono i limiti temporali, durante i quali l’unità rimane permanentemente a disposizione del noleggiante e viene identificata anche l’area marina di utilizzo per navigare o per sostare, mentre viene esclusa quella di noleggio a viaggio ove l’itinerario e gli orari di partenza e di arrivo sono prestabiliti dallo stesso noleggiante. Con riferimento a quest’ultimo aspetto e, in particolare, all’attività svolta dall’impresa beneficiaria, si inserisce il chiarimento fornito con la Circolare n. 33/E qui in commento, di rilevante importanza soprattutto con riferimento ai contratti di locazione di unità da diporto. In particolare, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che non comportano la decadenza dalla spettanza del Bonus i contratti che lasciano le responsabilità e i rischi connessi alla navigazione in capo alla impresa che ha acquistato l’unità da diporto destinata ad essere locata o noleggiata. In considerazione di tale principio, l’utilizzo a “fini commerciali” di unità da diporto mediante la stipula di un contratto di locazione – o anche di noleggio – risulta fisiologico rispetto allo scopo dell’investimento operato e, pertanto, non comporta un’interruzione del vincolo funzionale con la struttura produttiva. Questo, sempreché – nonostante l’assenza della dichiarazione di armatore da parte del cliente utilizzatore (locatario o noleggiatore) – non si verifichi, sulla base di specifiche previsioni contrattuali, un effettivo trasferimento dei rischi e della responsabilità connesse alla navigazione in capo allo stesso utilizzatore, tale da fargli assumere una veste sostanzialmente analoga a quella dell’armatore.

Come peraltro già anticipato, si ricorda infine che il credito d’imposta qui in trattazione non è più usufruibile per gli investimenti effettuati a far data dal 1° gennaio 2024. Tuttavia, per questi ultimi saranno applicabili le agevolazioni di cui al Decreto Legge n. 124 del 2023, istitutivo della nuova zona economica speciale per il Mezzogiorno, cosiddetta ZES. Al momento della stesura del presente articolo, sono in corso di definizione le regole per il funzionamento di questo nuovo istituto agevolativo e pertanto le stesse saranno commentate in un articolo di prossima pubblicazione.

(Il Bonus per il charter – Barchemagazine.com – Marzo 2024)