Heritage 9.9, in wood we trust

Non è solo bella da vedere, ma anche molto divertente al timone. Il nuovo motoscafo di Castagnola è fatto per chi vuole navigare e farlo con stile

by Niccolò Volpati – photo by Andrea Muscatello

«MIO NONNO, COME ERA SOLITO FARE, MI CHIAMEREBBE GUNDUN, ma penso che sarebbe anche orgoglioso di quello che abbiamo realizzato», afferma Gabriele Maestri, terza generazione di maestri d’ascia del cantiere Castagnola. Gundun, in genovese, lo spieghiamo per i foresti, significa persona poco affidabile. Sono passati cinque anni da quando il cantiere di Lavagna ha realizzato il suo ultimo modello e adesso è arrivato il turno di Gabriele.

Il cantiere ora si chiama Castagnola Yacht e le barche non sono fatte semplicemente in legno, ma in WTS (Wood in Tech Skin). In pratica si tratta di applicare le più moderne tecnologie alla tradizionale costruzione in legno. «Abbiamo usato un fasciame in massello di mogano lavorato in strip planking, che ci ha permesso di avere un’ottima struttura longitudinale, arricchita poi da due biassiali di carbonio e un piccolo tessuto vetro sacrificale, utilizzato solo per il ciclo di carrozzerie esterne», ci spiega Maestri. 

Heritage 9.9

Il fasciame di mogano e i biassiali in carbonio rendono la struttura molto rigida. La dimostrazione è che anche a poco meno di 40 nodi di velocità non si sentono scricchiolii.

È sempre legno, possono dormire sogni tranquilli i “puristi”, cambia solo la tecnica costruttiva. Lo strip planking, infatti, consente di utilizzare file 3D e macchine a fresatura numerica. Le maestranze devono essere sempre molto qualificate, i tempi di lavorazione sono sempre molto più lunghi rispetto a chi usa solo vetroresina. All’artigianalità dei maestri d’ascia vengono aggiunte le più moderne tecnologie di progettazione e costruzione. 

Molto maneggevole, sia in manovra ai bassi regimi, sia in navigazione a velocità sostenute. È facile e divertente come un rib.

Tra le tante barche che ha realizzato in carriera, il nonno di Gabriele Maestri è riuscito a fare anche un 38 metri con tre idrogetti della Rolls Royce che sfrecciava a 31,5 nodi. E il nipote ha deciso di emularlo, partendo da qualcosa di meno avveniristico. «Un motoscafo di dieci metri è una taglia che ci permette di realizzare e controllare tutti gli aspetti della costruzione». Il progetto ha visto la collaborazione, oltre che del cantiere, anche dello studio Names di Francesco Rogantin per l’architettura navale e di Nauta per il design di interni e coperta. Misura fuori tutto dieci metri e novantuno, ma lo scafo rimane entro i 9,99 metri, così può essere omologato come natante.

Una cabina e un bagno in un locale separato. Heritage 9.9 non è fatto per le crociere, ma offre comunque la privacy che serve per una giornata al mare.

L’Heritage 9.9 è una barca fatta per chi ama navigare con stile, che può anche essere un tender di lusso di un mega yacht. Le richieste non mancano, sia dall’Italia, sia dall’estero, se ne sono accorti durante l’ultimo Salone di Genova dove Heritage 9.9 ha fatto il suo debutto. Le visite, infatti, sono state continue per tutti e sei i giorni di fiera. C’è ancora chi apprezza il legno, ma non si tratta solo di un aspetto estetico, perché Castagnola promette anche ottime prestazioni.

In sala macchine ci sono due Yanmar da 320 cv ciascuno con il piede poppiero ZT370. La prima cosa che si nota è la maneggevolezza. Gli entrofuoribordo regalano una facilità di manovra assoluta. Se poi immaginiamo di installare un joystick, è facile intuire che si riesce a ormeggiare con una precisione millimetrica. Ma i piedi poppieri vogliono dire anche, e soprattutto, performance. In primis per quanto riguarda l’accelerazione, ma non solo. Il mare è poco mosso e ci consente di spingerci fino a dove arrivano i due motori: 3800 giri e oltre 39 nodi di velocità massima con un consumo istantaneo per entrambi i propulsori di soli 126 litri/ora. E a regime di crociera i risultati, come è ovvio, sono perfino più lusinghieri. Per navigare a 30 nodi bastano poco più di 80 litri/ora e a 25 ne servono solo sessanta.

Heritage 9.9
Heritage 9.9
Anche se misura dieci metri, la domotica non manca. Grazie al sistema EmpirBus di Garmin, dal plotter si controllano i dati motore, quelli di navigazione, ma anche le luci di bordo e il monitoraggio di qualsiasi impianto installato sulla barca.

Ma non sono i numeri a scaldare il cuore. La cosa più esaltante è la sensazione che si prova al timone. La barca è docile e pronta nel rispondere alle inversioni di rotta. È esaltante mettersi a zigzagare, virare su sé stessi, accelerare e decelerare di colpo. Sembra di essere a bordo di un gommone, tanto è facile da condurre. Le linee d’acqua sono ben disegnate. Heritage 9.9 è perfino troppo facile da condurre. Forse un neofita potrebbe rischiare di perdersi un passeggero in mare a furia di virare e controvirare a tutta velocità. L’onda che ci ha riservato il golfo del Tigullio non era certo oceanica, ma sufficiente per capire che lo scafo non soffre il mare formato.

Lo scafo è rigido, non si sente nessuno scricchiolio e la coperta è assolutamente asciutta. Onestamente non me lo aspettavo. Pensavo che le linee sportive della tuga potessero far arrivare secchiate d’acqua in pozzetto, in particolare in una giornata con un po’ di vento e di onda come quella che abbiamo incontrato. E invece, niente. Tutto asciutto, da prua a poppa.

Heritage 9.9 Castagnola Yacht

I dettagli e gli accessori sono molto curati e all’altezza della qualità costruttiva. I tientibene, per esempio, sono tutti in acciaio pieno.

Ottimo anche l’assetto perché la barca non è mai seduta sulla poppa, nemmeno di pochissimi gradi. Sembra sia sempre parallela alla superficie dell’acqua. L’unico elemento di disturbo durante la navigazione me lo ha riservato l’asta portabandiera perché, trovandosi a metà del parabrezza, quando viri stretto toglie un po’ di visibilità e assomiglia a un pennone di una nave. Sto cercando il pelo nell’uovo, me ne rendo conto, così come un peccato veniale è l’inclinazione dei plotter in plancia. Sono molto orizzontali quindi ricevono la luce solare diretta e pertanto rischiano di essere poco leggibili. In definitiva, Heritage 9.9, dimostra che il legno è ancora un elemento perfetto per costruire barche. È molto marina, con grandi doti di navigazione e molto divertente perché eccezionalmente maneggevole. E pensare che qualcuno crede che vada bene solo per i modellini da rinchiudere nelle bottiglie di vetro.

Heritage 9.9 Castagnola Yacht
A fine prova siamo entrati in sala macchine e la temperatura era quasi fresca. Merito del legno che contribuisce a evitare surriscaldamenti degli ambienti.

Engine room
I due entrofuoribordo Yanmar da 320 cavalli ciascuno hanno garantito ottime prestazioni per velocità, accelerazione e maneggevolezza. Il cantiere è in grado di realizzare versioni con idrogetto, linea d’asse o fuoribordo.

Castagnola Yacht
Via dei Devoto, 225
I-16033 Lavagna (GE)
T. +39 389 5982921
[email protected]
www.castagnolayacht.it

PROGETTO: Names by Francesco Rogantin (architettura navale), Nauta Design (design interni ed esterni)

SCAFO: Lunghezza fuori tutto 10,91m • Lunghezza scafo 9,99m • Baglio massimo 3,54m • Pescaggio 0,54m • Dislocamento 6.500 kg • Serbatoio carburante 500 l

MOTORI: 2xYanmar 8LV 320 • Potenza 235 kW (320 cv) • Iniezione diretta Common Rail 8 cilindri • Cilindrata 4,46 l • Alesaggio per corsa 86mm x 96mm • Peso a secco 435 kg • Trasmissione piede poppiero ZT370

CERTIFICAZIONE CE: CAT B o C

(Heritage 9.9, in wood we trust  – Barchemagazine.com – Febbraio 2021)