Harken Italy, si fa presto a dire winch

Sofisticati oggetti di precisione, ma anche indistruttibili macchine per lavorare in mare. I winch Harken sono realizzati in Italia, in uno stabilimento all’avanguardia dove la parola d’ordine è innovazione

by Lorenzo Acquaverde – photo by Andrea Muscatello

DUE GRANDI VETRI. Uno tra il test-center e l’ufficio progettazione, l’altro a dividere l’area produzione e quella degli uffici. Anche la lunga sala riunioni “America’s Cup” non ha muri, ma pareti completamente vetrate. Una trasparenza che colpisce visitando gli 8.000 metri quadrati di Harken Italy a Limido Comasco, a mezz’ora d’auto da Milano. Un’azienda evidentemente orgogliosa di mostrare la sua anima, anzi la sua doppia anima: metalmeccanica e di alta orologeria. Tutti i winch e captive winch di Harken nascono infatti qui. Sono progettati e realizzati per essere robusti, affidabili e adatti a vivere in ambiente marino; ma, allo stesso tempo, sono precisi, sofisticati e leggeri. L’obiettivo è rispondere alle più svariate richieste del mercato dalle normali imbarcazioni da crociera, da famiglia o per il charter, fino agli scafi più performanti, per la Coppa America, la Vendée Globe, il circuito Maxi, i TP52 oltre alle piccole classi olimpiche.

Harken Italy spazia dagli articoli realizzati in migliaia di unità, fino al più sofisticato pezzo custom fatto su misura per un singolo progetto. Trasparente, e appassionato, è anche Andrea Merello, Managing Director Harken Italy, quando parla di Harken: «La nostra identità internazionale ci dà una forza particolare. La sede principale di Harken è a Pewaukee, Wisconsin, nella zona dei Grandi Laghi. Noi siamo qui tra Como e Milano. Ci separano un Oceano e due culture diverse ma, in realtà, gli elementi in comune sono molti. Loro sono al centro della cosiddetta rusty belt, la “cintura della ruggine”, la zona a ridosso delle montagne, ricca di corsi d’acqua, a nord delle grandi pianure. Patria delle più importanti manifatture 

Harken Italy
Andrea Merello

meccaniche americane. Noi siamo al centro dell’equivalente italiano: quella lunga fascia di territorio tra Alpi e Pianura Padana, dal Piemonte al Veneto, che raccoglie il meglio della nostra tradizione nel progettare e realizzare qualsiasi meccanica». Da qui nasce, non a caso, una tradizione che mette al centro di tutto il prodotto, tanto negli USA quanto in Italia.

«Un winch Harken non deve abbandonarti mai, deve lavorare duro nel più duro degli ambienti, quello marino».

Harken Italy
Emanuele Cecchini

«La nostra forza è stata sempre quella di investire molto e costantemente in ricerca e sviluppo. La nostra reputazione ce la siamo creata grazie ai nostri prodotti. Non è stato sempre così. Nel 1987, quando Peter e Olaf Harken ebbero la visione di acquistare una piccola fabbrica di verricelli italiana, la Barbarossa allora di proprietà della famiglia Bassani, il mondo dei verricelli era dominato da altri brand, dagli inglesi prima di tutto. Ci siamo costruiti la nostra credibilità anno dopo anno, progettando e realizzando prodotti sempre più affidabili, leggeri, performanti», ci racconta Emanuele Cecchini, Commercial Director Harken Italy.

Harken, vocazione internazionale
Harken è leader nella produzione e distribuzione di attrezzatura di coperta per barche a vela. Produce negli Stati Uniti e in Italia. Il suo quartiere principale è a Pewaukee, Wisconsin, mentre a Limido Comasco, vicino a Como, c’è lo stabilimento dove vengono progettati, testati e realizzati tutti i winch e captive Harken. La sua rete commerciale comprende la distribuzione in 48 paesi, con uffici del gruppo in Australia, Francia, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti (Rhode Island, California e Florida).
I numeri
398 dipendenti nel mondo
17.000 m2 stabilimento Harken USA
8.000 m2 stabilimento Harken Italia
2.350 prodotti standard in catalogo
Migliaia di prodotti custom (Grand Prix/Superyacht)
CLR, Compatto Leggero Retrattile
Piace ai designer, ma anche ai comandanti e agli armatori. Dalla semplice idea di nascondere il winch da ormeggio sotto il filo della coperta, è nata una soluzione che sposa la possibilità di gestire le operazioni di tonneggio in banchina con facilità e in sicurezza, ad un’estetica che pulisce completamente il ponte di barche a vela e a motore. Il CLR Harken è disponibile sia nella versione elettrica sia idraulica per imbarcazioni da 10 a 110 metri di lunghezza, in sei taglie da 600 fino a 12.000 di MWL (Maximum Working Load). Tra le caratteristiche dell’intera gamma ci sono una notevole compattezza e leggerezza che semplificano molto l’installazione, anche quando lo spazio a disposizione non è molto. Il top a filo con il ponte può essere in alluminio, cromato o in acciaio, ma sono disponibili anche soluzioni customizzate per poterlo mimetizzare nella coperta. Per l’utilizzo di notte, infine, una serie di Led a scomparsa illuminano il verricello.
Harken

Il mercato ha decisamente dimostrato di apprezzare questa politica, e ora Harken è il punto di riferimento nel campo dell’attrezzatura di coperta per le barche a vela e si sta spingendo anche in altri settori, come quello delle barche a motore, con il CLR Mooring Winch e anche verso quello industriale e professionale, non legato alla nautica da diporto.

I Captive Winch, potenti e invisibili
I Captive sono dei sistemi di avvolgimento e rilascio delle cime ad alto carico che trovano posto sottocoperta. Nascono per grandi yacht a vela, hanno il vantaggio di gestire in maniera sicura alti carichi, di essere “invisibili” e di lavorare in entrambe le direzioni. I winch di coperta tradizionali sono infatti pensati solo per cazzare e tesare le manovre. L’azienda ha iniziato a produrre questi sistemi circa dieci anni fa ed è partita con una prima gamma di prodotti, macchine fino alle 18 tonnellate di carico, per barche fino a 50 metri di lunghezza. Il secondo passaggio, iniziato nel 2014, è stato operare su un range di lavoro decisamente più alto, fino alle 70 tonnellate di carico e su nuove applicazioni a bordo anche del naviglio commerciale.
Harken Italy
Non solo barche, Harken Industrial
Dal 2015 Harken ha ufficialmente lanciato anche la sua divisione Industrial. Il Dna è sempre lo stesso: elaborare sistemi efficienti e sicuri di sollevamento e trazione con funi. Scompaiono però le barche da diporto e arrivano impianti industriali e civili, il mondo dell’arborismo, i sistemi di soccorso a terra e in quota, che utilizzano winch, pulegge, sistemi di carrelli e rotaie (linee vita), punti di ancoraggio e prodotti per la risalita e discesa controllata su fune. Harken Industrial sviluppa poi numerose soluzioni custom ed è presente anche nel mondo marino professionale.

Se il prodotto è al centro di tutto, ne consegue che il cuore pulsante dell’azienda sia il luogo dove questo viene “inventato”, l’ufficio tecnico di Limido Comasco: un grande open space che pullula di ingegneri e dove una lunga vetrata mette ben in mostra il moderno e ipertecnologico centro prove.

A guidare Harken Italy nella sua costante ricerca verso l’innovazione c’è sempre stata una forte propensione verso il test e l’attuale banco di lavoro è lungo 25 metri. Questo è in grado di simulare qualsiasi situazione critica e vedere come reagiscono i prodotti, anche quelli con grandi carichi di lavoro. L’obiettivo è prevenire possibili problemi che potrebbero verificarsi in mare o all’ormeggio, oltre ad essere sicuri dell’affidabilità e delle performance di ogni singolo pezzo che viene realizzato. Proprio ciò che nel tempo, in maniera sempre trasparente, ha costruito la credibilità di Harken agli occhi di armatori e cantieri.

Harken
«La propensione al test sperimentale è sempre stata alla base di Harken. Questo ha permesso all’azienda di poter prevenire qualsiasi problema, prima che si verifichi in mare. Ed è sull’affidabilità e sulle performance che Harken ha costruito la sua fama nel tempo».

(Harken Italy, si fa presto a dire winch – Barchemagazine.com – Agosto 2021)