H2boat: green economy, energie rinnovabili, il cerchio si chiude

Dalle fonti rinnovabili all’idrogeno e, infine, all’energia per i servizi di bordo, al recente Salone Nautico di Genova è stato presentato Energy Pack di h2boat

by Niccolò Volpati

Al Salone Nautico di Genova è stato presentato Energy Pack di h2boat che non è un sistema di propulsione, ma un generatore di energia a zero impatto ambientale.

La società che l’ha realizzato, h2boat è una start up innovativa riconosciuta dall’Università di Genova e, in particolare, nata dal dipartimento di Ingegneria Meccanica (DIME). Che cos’ha di diverso da tutto quello che si era visto fino ad ora? Energy Pack non si limita a sfruttare fonti di energia rinnovabili, ma riesce anche a immagazzinare l’energia prodotta. Questo è il problema principale per tutti quelli che cercano di sviluppare tecnologia a zero impatto ambientale. I pannelli fotovoltaici non funzionano al buio, così come i generatori eolici quando c’è bonaccia e, allo stesso modo, a volte producono più energia di quanta ce ne sia bisogno in quel preciso momento.

Per esempio, quando una barca a vela naviga con vento piuttosto forte, è probabile che il generatore eolico produca molto, ma, magari, l’unica utenza attiva, è quella degli strumenti di navigazione che non ha un grande assorbimento.

Che fare, dunque? Se l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici, dalle eliche a trascinamento o dai generatori eolici, viene trasformata in idrogeno, la si può stoccare. Il sistema di h2boat, infatti, prevede proprio questo. Su una barca a vela, anche di modeste dimensioni, sfrutta tutte le rinnovabili possibili (pannelli, generatori eolici, ecc.) e poi il sistema prevede di scindere gli atomi di idrogeno da quelli dell’ossigeno e immette l’idrogeno nel serbatoio.

Si tratta di idrogeno a bassa pressione (3 bar) che non è compresso ed è piuttosto pesante, ma proprio per questo motivo il serbatoio è stato realizzato nel bulbo della barca a vela, là dove il peso serve per raddrizzarla e farla navigare meglio.

H2boat

E dopo? Cosa me ne faccio di un bulbo pieno di idrogeno? Il sistema prevede che, quando ho bisogno di energia, l’idrogeno vada a contatto con l’ossigeno presente nell’aria e quindi torni a essere energia disponibile per i consumi elettrici di bordo. Il ciclo è chiuso e il sistema è green per davvero.

Pensate che una barca full electric sia a impatto zero? Il problema è da dove arriva l’energia elettrica.

Nella maggioranza dei casi viene prodotta bruciando combustibili fossili, quindi non è a impatto zero. Energy Pack invece sì perché l’energia proviene dalle rinnovabili e perché il ciclo dell’idrogeno permette di fare la scorta e usare l’energia quando serve. È un sistema molto efficiente perché 1 kg di idrogeno produce la stessa energia di 3 kg di gasolio. Energy Pack, inoltre, non produce vibrazioni, né rumore, né gas di scarico.

È come avere un generatore sempre in funzione, nel massimo del comfort che si possa immaginare. Perché non ci aveva ancora pensato nessuno? Energy Pack sfrutta tecnologie esistenti e già collaudate, in parte, utilizzate anche in altri settori come l’automotive, ma ancora piuttosto costose. Ad oggi non è competitivo, sotto il profilo del prezzo, rispetto a un qualsiasi generatore a gasolio.

H2boatPerò h2boat sta studiando modelli adatti anche per barche a motore e anche di grandi dimensioni, dove è più facile ammortizzare i costi. E i costi di alcune componenti stanno scendendo e il fatto che siano già utilizzati in altri settori oltre alla nautica fa ben sperare che in futuro calino ulteriormente e in fretta.

Diversi anni fa, per esempio, le batterie al litio costavano una fortuna, poi incrementandone l’uso, i prezzi si sono abbattuti. È quello che si aspettano i ricercatori di h2boat e per il momento la domanda da porsi è: la tecnologia dell’idrogeno ti permette di autoprodurre energia pulita, perché allora non iniziare a farlo?

Olivieri e Traverso a Genova hanno annunciato l’evento che vedrà h2boat e B&G partner: il primo “Giro d’Italia in barca a emissioni zero”. Protagonista della circumnavigazione da Imperia a Trieste, sarà “h2boat Nikyta”, una barca a vela Phoenix 24 sulla quale è stato installato il primo Energy Pack. L’equipaggio a bordo potrà contare inoltre su un set di strumenti elettronici forniti da B&G, ideali per la tipologia dell’imbarcazione, che li aiuteranno durante la lunga navigazione a tappe cui è destinata Nikyta: un chartplotter Zeus³ 12 con mappa mondiale di base C-Map e due Display multifunzione digitali Triton² e Pilote Remote con stazione del vento, autopilota e corredati da un modulo ecoscandaglio.

H2boatRoberto Sesenna di Navico - B&G e Paolo Olivieri e Alberto Traverso di H2boat

Roberto Sesenna di Navico e Paolo Olivieri e Alberto Traverso di h2boat

A rappresentare il gruppo Navico, di cui B&G fa parte, era presente Roberto Sesenna, general manager Navico Italia. “Abbiamo accettato con entusiasmo la partnership tecnica con il progetto h2boat per realizzare il tour che porterà Nikyta a navigare in tutti i mari d’Italia – ha dichiarato Sesenna – innanzi tutto perché sposiamo totalmente il messaggio di cui l’imbarcazione sarà ambasciatrice: ciascuno di noi si deve impegnare quanto più possibile per ridurre l’impatto delle nostre attività nei confronti dell’ambiente, anche quando si tratti di andare in barca e oltretutto a vela.”

Sesenna ha poi aggiunto:La tecnologia dell’idrogeno sembra essere la soluzione migliore, specie con l’Energy Pack di h2boat, un sistema che segna lo stato dell’arte, il punto di riferimento nel mercato, proprio come i nostri apparati B&G fanno nell’ambito della strumentazione elettronica di bordo. La nostra collaborazione con gli ingegneri del team h2boat andrà oltre la fornitura di materiale poiché stiamo lavorando assieme affinché i nostri strumenti e la loro tecnologia, possano sposarsi totalmente anche in termini di integrazione a bordo. Siamo già al lavoro affinché l’Energy Pack di h2boat si possa interfacciare totalmente con i nostri sistemi, per poter essere controllato direttamente attraverso i display touch screen di Navico.”

Nella foto di apertura, Paolo Olivieri e Marco De Campo di h2boat.

(H2boat: green economy, energie rinnovabili, il cerchio si chiude – Barchemagazine.com – Ottobre 2020)