Grand Soleil GS 44, Shakespeare on board

Per la regata o per la crociera, ma pur sempre veloce. L’ultima nata di Grand Soleil è stata progettata da Matteo Polli e da Nauta Design

by Niccolò Volpati – photo by Carlo Borlenghi

RACE O PERFORMANCE? Matteo Polli, l’architetto incaricato insieme a Nauta Design del progetto del nuovo GS 44, come un novello Amleto, ha cercato una risposta soddisfacente per il Cantiere del Pardo. La domanda, in fondo, non è particolarmente originale: più crociera o più regata? La scelta fatta dal giovane progettista è un po’ diversa dal solito e infatti le due versioni disponibili si chiamano Race e Performance che, tradotto, significa che in comune c’è il fatto che vanno veloci. La navigazione lenta non è contemplata. Ma una volta stabilito che il GS 44 è nato per andare di corsa, rimane da decidere se veloce in crociera o in regata. Entrambe le opzioni sono possibili, meglio sarebbe decidersi prima.

GS 44
Meno volume nelle superfici immerse serve per stringere di più la bolina, ma l’opera viva ha comunque volumi generosi per garantire il comfort sottocoperta.

Quella che abbiamo avuto a disposizione per la prova a Lavagna è il GS 44 versione Race, ma con alcuni elementi Performance, ovvero più indicati per gli amanti della crociera veloce. Il dislocamento è quasi di 10 tonnellate, ma volendo una versione Race ancora più “tirata” si può evitare la coperta in teak e il pagliolato in legno sottocoperta. Madieri e longheroni sono in composito e anche la paratia maestra può essere realizzata in carbonio, per il resto, lo scafo è in resina vinilestere. Tra le due versioni cambia anche l’attrezzatura di coperta. Gli amanti della regata avranno sei winch a disposizione, una coppia sulla tuga vicino al tambuccio, un’altra in prossimità delle ruote del timone e la terza coppia sui paramare. La versione Performance, invece, si accontenta di quattro winch. Anche i carrelli sono diversi, nel senso che, chi lo desidera, può aggiungere quelli per la regolazione 3D del fiocco. Scegliendo per tempo una delle due versioni, quindi, è possibile avere una barca più portata alla crociera veloce oppure più indicata per vincere in regata. Le linee d’acqua, ovviamente, non cambiano.

Lo scafo progettato da Matteo Polli ha volumi piuttosto contenuti nella parte immersa e più generosi invece nell’opera morta, soprattutto a prua. Il vantaggio è duplice: sottocoperta si ha un’abitabilità più che adeguata per le esigenze dei crocieristi, ma, al tempo stesso, contenere le superfici bagnate serve per migliorare le performance sottovela. In particolare nella capacità di stringere il vento, che è il limite più comune delle barche da crociera. Qui, invece, è un po’ come se si avesse l’opera viva da regata e l’opera morta da crociera. Interni e coperta sono stati realizzati da Nauta, e il nome che è già di per sé una garanzia non tradisce nemmeno questa volta. La coperta, oltre alle opzioni tra Race e Performance di cui abbiamo parlato, offre una buona soluzione per la zattera di salvataggio. L’ampio gavone a poppa dedicato, infatti, è facilmente raggiungibile anche quando la piattaforma basculante è aperta. Dovendo immaginare l’eventualità di azionarla, non solo è facilmente raggiungibile, ma, rimanendo sulla piattaforma di poppa aperta, è facile immaginare che sia semplice anche buttarla in acqua per attivarla.

Grand Soleil GS 44
Sottocoperta c’è tutto quel che serve per la crociera senza rinunce. Il layout prevede una cabina armatoriale a prua e due matrimoniali a poppa con due bagni.

Sottocoperta, invece, il lavoro di Nauta si apprezza soprattutto nella cabina di prua e nella zona carteggio che si trova sulla dritta, proprio vicino all’ingresso della cabina di prua. È una soluzione ben riuscita perché con il minimo “consumo” di spazi, sono riusciti ad ottenere tutto quel che serve. C’è spazio per un plotter della dimensione che solitamente si può immaginare a bordo di un 44 piedi e altri apparati, come il Vhf, sono stati collocati dietro lo schienale del divanetto lineare di dritta, molto vicino alla fiancata. Insomma, tutto è a portata di mano e c’è posto per tutto quel che serve, almeno di essenziale, in una zona carteggio, ma lo spazio dedicato è assai contenuto. Dato che abbiamo detto che l’anima di questo 44’ è corsaiola, quello che conta sono le performance.

GS 44

A Lavagna il vento varia tra dieci e tredici nodi e la sensazione è quella di una barca facile da condurre. Prende facilmente il suo passo, non tende a decelerare. Unica accortezza è quella di evitare di stringere esageratamente la bolina per evitare di “strozzarla”. Con il Code 0 arriviamo a ben 9 nodi di velocità. L’andatura ideale con questa vela è quella con 60° di apparente, perché ciò che più apprezza è la stabilità sia di rotta sia se rinforza o molla il vento. Il GS 44 non è mai “nervoso” per questo è semplice da condurre.

GS 44

Anche un timoniere da crociera, uno di quelli che non passa il tempo a scrutare l’orizzonte alla ricerca di possibili salti di vento, può navigare tranquillo, divertendosi. Osservando i dati sottovela salta proprio all’occhio la stabilità delle prestazioni. Siamo passati dal genoa al Code 0 con un vento che è variato da 10 a 13 nodi e, nonostante questo, le velocità che abbiamo registrato si sono spostate da 7,2 a 9 nodi. La costanza nelle prestazioni accentua la sensazione di semplicità nella conduzione.

La versione Race e quella Performance si distinguono per alcuni allestimenti come il numero di winch, sei per gli amanti della regata, quattro per i crocieristi, e la regolazione delle vele.

L’attrezzatura di coperta è tutta a portata di mano e funzionale. E proprio per questo l’unico difetto che si riscontra si fa notare. Si tratta del trasto di randa che è incassato sotto il piano di calpestio. Risulta però un po’ duro e quindi si utilizza con un po’ di fatica. Diversa invece la sensazione con i winch e con le ruote del timone che non appaiono mai troppo dure.

GS 44

Accendendo il motore le prestazioni si sono mantenute corsaiole, anche se ciò è dovuto a un motore più potente rispetto alla versione standard, richiesto specificatamente dall’armatore. Il cantiere offre una versione da 50 cv e una optional da 60, mentre in sala macchine noi avevamo un Volvo Penta da 75 cv che ci ha fatto raggiungere gli otto nodi e mezzo. Con soli 2000 giri si navigava a ben 7 nodi, una velocità che permette di navigare velocemente anche quando si devono compiere lunghe traversate a motore.

GS 44

Buone performance sottovela e semplicità di conduzione, così si soddisfano le esigenze di chi ama la crociera veloce e di chi vuole vincere in regata.

Cantiere del Pardo
Via Fratelli Lumière 34
I-47122 Forlì (FC)
T. +39 0543 782404
[email protected]
www.grandsoleil.net

PROGETTO: Matteo Polli (architettura navale) • Nauta Design (interior ed exterior design)

SCAFO: Lunghezza fuori tutto standard 14,35m • Lunghezza scafo 13,40m • Lunghezza fuori tutto versione Race 15,01m • Baglio massimo 4,30m • Pescaggio standard 2,60m • Pescaggio optional 2,40m oppure 2,80m • Dislocamento a vuoto 9.500 kg • Zavorra 2.700 kg • Serbatoio carburante 170 l • Serbatoio acqua 300 l • Randa 59 m2 • Fiocco (108%) 53 m2 • Gennaker 170 m2 • Fiocco autovirante 47 m2

MOTORE: Volvo Penta D2-75 • Potenza 55 kW (75 cv) • Ciclo operativo 4 tempi • Alesaggio per corsa 84mm x 100mm • 4 cilindri • Cilindrata 2,2 l • Rapporto di compressione 23,3:1 • Regime di rotazione massimo 2700-3000 giri/min

CERTIFICAZIONE CE: CAT A

PREZZO: 319.000 €, Iva Esclusa

(Grand Soleil GS 44, Shakespeare on board – Barchemagazine.com – Febbraio 2021)