Frauscher 1414 Demon Air, una bella scoperta

La versione aperta non delude. L’assetto in navigazione è sempre ottimo, gli spazi a disposizione sfruttati al meglio, e il design sia sopra sia sottocoperta è sempre molto curato

by Niccolò Volpati – photo by Arts-Unlimited GmbH

Come si fa a fare la versione aperta di un motoscafo cabinato? Si toglie qualcosa e si lascia il resto più o meno così com’è. Non è così facile, soprattutto se non si vogliono avere brutte sorprese sull’assetto e la navigazione. Air è la versione open del 1414 Demon e per realizzarla Frauscher ha fatto scelte oculate. La carena è la stessa, ma il peso è differente. La massa di questa barca è 600 chilogrammi in meno rispetto alla versione precedente, ma, soprattutto, è cambiato anche il baricentro, nel senso che è spostato mezzo metro più a poppa.

Per farla navigare bene come faceva il “vecchio” Demon, lo studio dei pesi è fondamentale. I motori sono sempre Volvo D6 da 400 cv ciascuno e la trasmissione è con piedi poppieri. È una scelta appropriata. Me ne accorgo subito appena accelero. La barca ha un assetto che rasenta la perfezione. Il mare non è particolarmente impegnativo, ma Demon Air non soffre mai, nemmeno quando incrocio le onde di scia di altri yacht in transito. Non ci si accorge dell’onda, qualsiasi sia l’angolatura con la quale la si affronti. Lo scafo è sempre perfettamente orizzontale sulla superficie.

Frauscher 1414 Demon

I piedi poppieri sono perfetti con questo baricentro e un dislocamento più leggero. Merito anche di un bimini tutto in carbonio, realizzato da un’azienda esperta di aeronautica, e pesa solo 130 kg. Non appesantisce in termini generali e serve anche per evitare che il top possa soffrire quando si salta sulle onde perché si naviga con mare formato.

I cavalli dei due propulsori non sono tantissimi: 800 in tutto. Demon Air comunque senza particolari sforzi raggiunge 39 nodi di velocità massima e plana già a quattordici nodi e mezzo. Nonostante una potenza non eccessiva, quindi, offre un range ampio per le andature di crociera. Volendo, si possono installare motori più potenti, ma il bello dei due D6 da 400 cavalli è che il consumo risulta decisamente contenuto. Si passa da 50 litri/ora per planare fino a 150 che sono necessari alla massima velocità per entrambi i motori. Anche il dato dei litri per miglio conferma questa tendenza perché si passa da un minimo di tre a un massimo di quattro a tutte le andature di crociera.

E se incrociamo questi dati con quello della capacità del serbatoio del carburante, ovvero 1.200 litri di capienza, ci facciamo un’idea della tanta autonomia di cui gode questo motoscafo. Ottimo assetto, ottima maneggevolezza, ottima stabilità e comportamento con onda. Ci sono tutti gli ingredienti che ci si aspetta da un Frauscher.

Forse, l’unico dettaglio migliorabile riguarda la protezione dagli spruzzi. Con un po’ di vento il rischio è che arrivino in pozzetto. Il parabrezza è migliorabile anche per la forma perché ha una curvatura che dà una strana sensazione visiva. Altera la forma di quel che si vede attraverso. Sembra un po’ di essere al luna park quando affronti il labirinto degli specchi.

L’allestimento della coperta e il layout degli interni, invece, mi convincono senza alcun dubbio. Bella la zona di prua con il tavolino telescopico che scende fino al piano di calpestio e il tendalino che serve questa area, anch’esso a scomparsa sotto il piano della coperta. Mi è piaciuta anche la facilità e la sensazione di sicurezza che si ha quando si cammina da prua a poppa. I passavanti sono larghi, le fiancate alte e ben protettive e i passavanti sempre a portata di mano. Anche l’accesso verso poppa è facilitato grazie ai due divanetti prendisole con un largo camminamento centrale.

Ma è sottocoperta che si apprezza ancor di più il lavoro del cantiere e dei progettisti. Lo Studio Kiska aveva, immaginiamo, meno abitabilità a disposizione rispetto alla versione più cabinata e nonostante ciò è riuscito a ricavare due cabine e un bagno di buone dimensioni. Una cuccetta è a prua e l’altra è a poppa, sotto il pozzetto. Per forza di cose “l’aria sopra la testa non può essere tantissima e, infatti, metro alla mano, misuro 65 cm tra il letto e il soffitto a prua e 82 a poppa. Il dato sorprendente è quello di poppa visto che la cabina si trova al di sotto del pozzetto, ma non si tratta solo di questo.

L’area disimpegno, appena scesa la scaletta per l’accesso sottocoperta, ha un’abitabilità enorme. L’altezza qui è addirittura di 225 cm e il risultato è una sensazione di una grande abitabilità per tutti gli interni. Tanti centimetri ci sono anche per le dimensioni delle cuccette. Quella di prua ha una larghezza di un metro e mezzo e quella di poppa, armatoriale, arriva addirittura a 210 cm. In pratica, questo letto è più largo che lungo dato che dalla testa ai piedi misura due metri.

Engine room
Nella versione che abbiamo provato c’era una coppia di Volvo da 400 cv ciascuno che ci ha permesso di raggiungere 39 nodi di velocità massima. Volendo si può arrivare, come potenza, fino a una coppia da 520 cv ciascuno.

Frauscher Bootswerft
Betriebspark Ehrenfeld 3
4694 Ohlsdorf | Austria
T. + 43 (0) 7612 6 36 55 – 0
F. + 43 (0) 7612 6 36 55 – 11
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Dealer
Cantiere Nautico Feltrinelli
Via della Libertà 59
I-25084 Gargnano (BS)
T. +39 0365 71240
www.nauticafeltrinelli.it, www.frauscher.it

PROGETTO: Harry Miesbauer e Studio Kiska

SCAFO: Lunghezza fuori tutto 13,91m • Baglio massimo 3,90m • Dislocamento a secco 9.000 kg • Serbatoio carburante 1.200 l • Posti letto 4

MOTORI: 2xVolvo Penta D6 400 A • Potenza 294 kW (400 cv) • Ciclo operativo 4 tempi • Alesaggio per corsa 103mm x110mm • Rapporto di compressione 17,5:1 • Cilindrata 5,5 l • Regime di rotazione massimo 3500 giri/min • Peso a secco 785 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT A per 12 persone

PREZZO: 1.035.247 €, Iva inclusa

(Frauscher 1414 Demon Air, una bella scoperta – Barchemagazine.com – Febbraio 2020)