Franchini Mia 63, progettare in libertà

Una barca piena di riferimenti al passato, ma che sa interpretare l’oggi. La firma è di Massimo Franchini

by Luca Sordelli

«HO AVUTO GRANDE LIBERTÀ, MI SONO DIVERTITO», MI RACCONTA MASSIMO FRANCHINI. E si vede. Pochi compromessi, un progetto coerente, MIA 63 è una barca dal carattere forte. Si porta dietro i settant’anni di storia della nautica di cui la famiglia Franchini è testimone, ma mette in mostra anche la capacità di interpretare, da un punto di vista originale, ciò che il mercato chiede in questo momento. 

Le dimensioni sono importanti, quasi venti metri di lunghezza e quasi trenta tonnellate di dislocamento, ma tutto si basa su una coperta sgombra, vivibile, aperta. Niente sovrastrutture pesanti, niente fly alti. È un grande open protetto nella sua zona centrale da un T-top che rappresenta una tipologia di barche in cui molti cantieri si stanno cimentando, con fortune alterne.

L’allestimento prevede un grande divano a C orientato a poppa verso la cucina esterna. I vari layout prevedono anche la cucina sottocoperta e il main deck con due divani piccoli contrapposti.

Qui le linee sono tese, il bordo libero basso, la prua aggressiva. Qualche richiamo ai classici runabout e un accenno anche alle lobster boat. Una barca colta, per armatori evoluti. Non a caso il percorso progettuale di Franchini passa dalla vela ai “motorsailer” transitando anche dal mondo del motore puro. MIA 63 raccoglie e interpreta in chiave attuale tutto questo. A me è piaciuta, è bella da vedere in banchina, è bella quando naviga e, soprattutto, tiene bene il mare. Giornata di acqua quasi piatta, davanti al porto di Ancona.

Un carico importante a bordo, undici persone e serbatoi pieni quasi all’orlo. Nonostante questo MIA 63 ha messo in mostra una bella agilità, la capacità di virare stretto, ma mai in modo nervoso, senza perdere di giri in maniera sensibile. Il passaggio dal dislocamento alla planata è quasi impercettibile con una cabrata abbastanza contenuta. Anche i puri numeri sono buoni poiché con due IPS 950 abbiamo sfiorato i 30 nodi di velocità, e soprattutto viaggiato nel massimo comfort alla velocità di crociera di 22 nodi consumando 8,3 litri/miglio. Esiste anche la possibilità di avere nella sala macchine due IPS più potenti, i 1050, scelta che alla luce di questi numeri non mi sembra indispensabile. Vista da fuori si ha l’impressione di una barca centrata sugli esterni, ma anche gli interni sono decisamente ampi. Coerentemente con la filosofia di imbarcazione semi custom, questi sono ampiamente personalizzabili.

I layout interni, progettati da Marco Veglia, sono disponibili in più versioni a due o tre cabine, con o senza cabina equipaggio. Gli allestimenti, qui come in coperta, sono semi-custom.

Il modello che abbiamo provato aveva tre cabine (più quella del marinaio) e tre bagni. «Rimane inderogabile il principio che la barca deve rimanere barca con elementi chiaramente nautico–navali e con un’attenzione maniacale alla funzionalità e alla sicurezza degli spazi, perché chi è a bordo deve sempre avere la consapevolezza che si trova in mare e deve potersi regolare di conseguenza», ci dice Massimo Franchini.

Dal 2017 il Cantiere Navale Franchini è entrato nel Gruppo Industrie Cecconi, fortemente impegnato nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nell’investimento in start-up e imprese di tecnologia avanzata, come le nanotecnologie, e in soluzioni per l’edilizia ad alta efficienza. A prova di questa missione c’è l’arredo interno del modello numero uno con più elementi, paratie e pannelli, dove nella vetroresina sono immersi microelementi dalla forma a nido d’ape e retroilluminati con strip Led che regalano un’originale sensazione di calore all’ambiente. Una nota di merito va, infine, al disegno della prua. Un portellone, un vero cofano, nasconde il musone a ribalta per l’ancora. Un piccolo-grande gioiello di ingegneria.

Le linee d’acqua sono state progettate da Roberto Prever dello Studio Naos di Trieste. La carena è stata disegnata per una navigazione sportiva e confortevole.

Engine room
Franchini Yachts propone una doppia scelta per i motori. Con una coppia IPS 1050, oppure con due Volvo Penta IPS 950 con cui abbiamo navigato a circa 30 nodi.

Franchini Yachts
Via Lungo Darsena, 57
I-47843 Misano Adriatico (RN)
T. 0541 085273
[email protected]anchiniyachts.com
www.franchiniyachts.com

PROGETTO: Massimo Franchini (interior design) • Marco Veglia (exterior design) • Roberto Prever – Studio Naos (naval architecture)

SCAFO: Lunghezza f.t. 19,2m • Lunghezza scafo 17,8m • Larghezza massima 5,24m • Immersione 1,4m • Dislocamento a vuoto 26.000 kg • Dislocamento a pieno carico 30.000 kg • Capacità serbatoio carburante 3.500 l • Capacità serbatoio acqua 1.000 l

MOTORE: 2 Volvo Penta IPS 950 • 533 kW (725 cv) • 6 cilindri • Alesaggio per corsa 123mm x 152mm • Cilindrata 10,84 l • Regime di rotazione massimo 2.500 giri/min • Peso 1.800 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT A

PREZZO: 2.150.000 €, Iva esclusa

(Franchini Mia 63, progettare in libertà – Barchemagazine.com – Novembre 2020)