Francesco Rogantin: ecco come sono fatti i Tankoa Yachts S501

Diretto da Francesco Rogantin, lo studio NAMES si è occupato dell’ottimizzazione dell’architettura navale di tutti e cinque gli scafi della serie S501

Nell’arco di cinque anni, il cantiere genovese Tankoa ha consegnato quattro unità della serie 50 metri progettata da Francesco Paszkowski: Vertige, Bintador, Olokun e Kinda. Di queste, Bintador e Kinda possono vantare una propulsione ibrida. Ad ottobre 2022 è stato inoltre varato un nuovo scafo da 50 metri che verrà consegnato nei prossimi mesi; un sesto scafo on spec sarà poi disponibile per la consegna nel 2024, confermando questa serie come una di quelle che ha riscosso il maggior successo nella sua categoria nel mondo.

Il briefing per la serie S501 prevedeva la costruzione di uno yacht in alluminio sotto i 500GT con uno scafo efficiente sia a velocità dislocanti standard sia a velocità superiori”, spiega Francesco Rogantin. “La sfida principale è stata proprio quella di rimanere al di sotto dei 500GT; per fare questo, si è lavorato molto sia sui pesi della barca sia sui volumi dell’opera viva. Inoltre, sono state apportate modifiche al layout iniziale che hanno interessato anche l’architettura navale”.

Il progetto Tankoa S501

Il Tankoa S501 è stato apprezzato non solo per la qualità progettuale e costruttiva del cantiere, ma anche per la resa e l’efficienza dello scafo. D’altra parte, la stessa forma dello scafo garantisce prestazioni di tutto rispetto in termini di velocità massima, che supera i 18 nodi con motori relativamente piccoli, per un totale di 3.000 cavalli.

NAMES ha dedicato molto tempo alla ricerca della forma della prua, in modo da ottimizzare l’ingresso in acqua e limitando al massimo l’onda di prua. Altri perfezionamenti hanno riguardato la timoneria e gli stabilizzatori. In origine entrambi erano idraulici, mentre ora vengono utilizzati i sistemi elettrici di Opem Sistemi e MCM.

Technical images – Courtesy NAMES

Abbiamo ottimizzato le linee della carena e le appendici con la CFD, ma abbiamo anche testato il modello in vasca fino a 28 nodi”, continua Rogantin. “In effetti, ogni nuova costruzione della serie è stata sottoposta a prove in vasca per poter verificare le piccole modifiche progettuali apportate a prua e a poppa. A differenza di molti cantieri, Tankoa ci ha sempre incoraggiato ad apportare miglioramenti incrementali in termini di prestazioni, efficienza e comfort”.

S501 Bintador

 Courtesy Tankoa Yachts

Come primo yacht ibrido di Tankoa, Bintador ha rappresentato una sfida perché la diversa disposizione dei macchinari e delle attrezzature influisce sulla distribuzione dei pesi e quindi sull’assetto dello scafo”, spiega ancora Rogantin. “Siamo stati molto soddisfatti del risultato perché l’armatore ha preso in consegna lo yacht e ha trascorso un anno quasi ininterrottamente a bordo. Dopo l’esperienza con Bintador, abbiamo elaborato sul secondo scafo ibrido Kinda un sistema differente sviluppato in collaborazione con Siemens, che ha richiesto la modifica delle strutture dei serbatoi per creare spazi sicuri per il banco di batterie. Il peso aggiuntivo nella parte inferiore dello scafo migliora la stabilità, ma l’ottimizzazione dell’assetto è un processo piuttosto delicato”.

S501 Kinda

Photo credit Giuliano Sargentini.

Il rapporto tra NAMES, Naval Architecture Marine Engineering Studio, e Tankoa Yachts non si ferma agli S501: la collaborazione, infatti, continua anche con il T450 disegnato da Giorgio Cassetta e il progetto full-custom 58 metri disegnato da Francesco Paszkowski.

S501 Vertige

Photo credit Alberto Cocchi

Attualmente abbiamo un accordo in corso con Tankoa per fornire il supporto tecnico completo – architettura navale, distribuzione dei pesi, prestazioni, ingegneria e così via – per tutti i loro nuovi progetti, compresi i progetti custom che i clienti potrebbero richiedere”, conclude Rogantin.

Nella foto di apertura il Tankoa Yachts S501 MY Olokun, photo credit Giuliano Sargentini.

(Francesco Rogantin: ecco come sono fatti i Tankoa Yachts S501 – Barchemagazine.com – Febbraio 2023)