Flexplorer 130 Aurelia, Apripista

Il Flexplorer 130 Aurelia del Cantiere delle Marche è un vero explorer yacht con architettura navale e design esterno di Sergio Cutolo di Hydro Tec. Gli interni sono di Francesco Paszkowski Design. A 10 nodi ha un’autonomia di 7.500 miglia nautiche

by Massimo Longoni – photo by Guillaume Plisson

Quando nel 2011 scese in acqua Vitadimare3, il primo explorer yacht costruito dal neonato Cantiere delle Marche, questa tipologia di imbarcazioni era sconosciuta ai più e sicuramente non vi era alcun cantiere al mondo interamente votato alla costruzione di explorer vessel. Di strada il cantiere anconetano ne ha fatta tanta, scalando le classifiche dei maggiori produttori di yacht superiori ai 30 metri. Oggi si attesta al 12mo posto e mantiene incontrastato il suo primato a livello mondiale nel segmento degli explorer yacht.

Come è riuscito Cantiere delle Marche, in pochi anni, a diventare un protagonista sulla scena dello yachting internazionale? Il Flexplorer 130 Aurelia, lo yacht che presentiamo in queste pagine, contiene buona parte delle risposte: specializzazione, costruzione di alta qualità, approccio propositivo e proattivo. A questo aggiungerei la capacità di non avere paura di percorrere strade non battute. La gamma Flexplorer ha esordito con un 130, Aurelia, che ha catturato l’attenzione al Cannes Yachting Festival lo scorso settembre con la sua imponente gru A-frame che svettava dal ponte principale in posizione operativa, e il successo commerciale della serie è stato confermato dal cantiere che ha successivamente annunciato la vendita di tre Flexplorer 146. Il gioco di parole che abbina Flexibility a Explorer annuncia lo spirito di questa gamma che fa della flessibilità la sua linea guida. I Flexplorer 146 in costruzione hanno infatti caratteristiche molto diverse tra loro: tre o quattro ponti, presenza o meno della gru A-frame, layout totalmente diversi.

Appena saliti a bordo ci si rende conto che la terrazza poppiera è davvero enorme. Quando le due porzioni di impavesata vengono abbattute, la superficie diventa ancora maggiore e il contatto con il mare è assicurato anche stando comodamente sdraiati sui lettini prendisole.

Ma torniamo ad Aurelia. Nonostante le sue dimensioni che non raggiungono i 40 metri, è una nave robusta e affidabile in grado di navigare nelle immensità degli oceani e raggiungere le mete più remote in totale sicurezza. Le linee esterne sono decise, composte da geometrie nette che non sconfinano però in uno spigoloso minimalismo. Sergio Cutolo di Hydro Tec ha disegnato gli esterni di questo yacht così come la sua efficiente carena. La sovrastruttura è ben proporzionata, la prua quasi verticale, il ponte poppiero del main deck enorme. Visitando lo yacht ci si rende conto che le soluzioni stilistiche rispondono a esigenze funzionali precise. La differenza minima tra lunghezza fuori tutto e al galleggiamento rivela lo sfruttamento massimo dei volumi interni calibrati sulle esigenze abitative dell’armatore, mentre il pozzetto è stato disegnato per accogliere un tender di una decina di metri, dimensioni molto grandi se paragonato alla lunghezza dello yacht.

QUANDO IL TENDER È IN ACQUA, LO SPAZIO VIENE ARREDATO CON DIVANI E LETTINI E SI TRASFORMA IN UNA SPLENDIDA BEACH AREA.
SU ENTRAMBI I LATI DUE PORZIONI DI IMPAVESATA SI ABBATTONO TRASFORMANDOSI IN TERRAZZE. I LUCERNARI A PAVIMENTO DANNO LUCE ALLA PALESTRA REALIZZATA NEL LOWER DECK E ATTREZZATA
CON MACCHINE TECHNOGYM.

Ed è proprio attorno al tender che è nato il progetto di questo Flexplorer, come ci racconta Vasco Buonpensiere, co-fondatore e Sales & Marketing Director di Cantiere delle Marche: «Questo cliente aveva un nostro Darwin di cui era molto soddisfatto, ma desiderava un tender più grande per poter svolgere tutta una serie di attività, raggiungere spiagge e coste non accessibili con uno yacht, esplorazioni costiere, ecc. Non voleva però essere vincolato da una gru troppo grande e ingombrante. L’idea, scaturita da un’intuizione del nostro Amministratore Delegato che ha molta esperienza nel settore delle navi mercantili, è stata quella di importare un elemento presente su navi da lavoro e pescherecci oceanici e adattarlo alle esigenze e all’uso su uno yacht di lusso. Si tratta della gru A-frame, una gru a ponte in grado di varare e alare a poppa dello yacht un tender di grandi dimensioni – e quindi pesante – senza causare allo yacht alcuno sbandamento laterale. Scelta questa strada, il passo successivo è stato quello di progettare la struttura e studiare un sistema per farla scomparire quando non in uso. Abbiamo coinvolto nel progetto AMS-Advanced Mechanical Solutions, una società di ingegneria specializzata in progettazione per la nautica. Il risultato è una imponente struttura in carbonio, quindi robusta e leggera, che scompare totalmente nella pavimentazione in teak del ponte. L’alloggiamento della struttura è celato da flap che lavorano in sincronia con la gru stessa. È stata una grossa sfida e, alla luce del suo perfetto funzionamento, possiamo dire che abbiamo fatto bene a coglierla. D’altra parte, essere degli apripista è nel nostro Dna!».

Due foto del salone del main deck arredato con un tavolo in legno fossile Edwood by Sugak e un ampio divano in pelle Tuscany Siena di Baxter. 

Tornando al pozzetto c’è da dire che, una volta varato il tender (un Joker Boat Clubman 28 EFB), la superficie di oltre 115 metri quadrati viene attrezzata con divani, chaise longue, ombrelloni, tavolini e si trasforma in un grande soggiorno esterno, una beach area aperta sulla spiaggetta di poppa dotata di scaletta che agevola la discesa e la risalita dall’acqua. Il ponte acquista ulteriore superficie e apertura sul mare grazie a due porzioni di impavesata abbattibili. Dalla spiaggetta si accede a una bella palestra attrezzata con macchine Technogym che prende luce anche da sei vetrate a soffitto. Restando all’esterno e salendo di un livello, si arriva alla terrazza poppiera dell’upper deck che accoglie una sala da pranzo esterna ombreggiata dall’aggetto del ponte superiore e, a prua, un’area conversazione con divani contrapposti. Ancora un livello più in alto e si accede a un piccolo sun deck che l’armatore ha voluto come angolo a uso privato, con un divano che guarda a poppa e una piscinetta fiancheggiata da prendisole. Girando all’esterno dello yacht si apprezza la qualità costruttiva, dalla posa del teak alla solidità degli acciai, sia delle attrezzature di coperta, sia del corrimano. Gli arredi esterni sono stati scelti nelle collezioni di Dedon e Roda.

Se gli esterni danno ad Aurelia un carattere molto spiccato, tale impressione viene ulteriormente confermata e addirittura rafforzata dai suoi interni portatori di novità stilistiche sicuramente molto interessanti. I particolarissimi interni sono stati disegnati da Francesco Paszkowski con la collaborazione di Margherita Casprini. Anche in questo caso le scelte dell’armatore non sono convenzionali. Non ha voluto ambienti lussuosi.

Il salone sull’upper deck: l’atmosfera è molto accogliente, dominata da un grande tappeto vintage e da un divano super confortevole di Baxter.

Appena entrati nel salone principale ci si rende conto dell’originalità dello stile di Aurelia: un grande tavolo di legno fossile, massiccio e solcato da profonde spaccature, sta sulla sinistra, mentre a destra c’è un divano in pelle. La zona conversazione è completata da due poltroncine Baxter modello Houston e da una lunga panca in legno che corre lungo la murata e che, ad entrambe le estremità, termina con due materassoni trapuntati che ricordano i vecchi materassi di lana dei nonni. Il pavimento è composto da larghe doghe di quercia di dimensione diversa. La sorpresa continua con il rivestimento delle pareti e del cielino realizzati in cemento e con travi metalliche. Gli interruttori della luce sono di ispirazione industriale e l’impianto elettrico è completato da tubi e raccordi a vista. 

La suite armatoriale è a prua del main deck. Anche in questo ambiente pareti e cielini sono rivestiti in cemento. Sul ponte inferiore ci sono tre cabine per gli ospiti. Al posto della quarta cabina è stata realizzata una lavanderia.

Come dice Francesco Paszkowski: «Gli interni di Aurelia con il loro stile di ispirazione industriale, fanno pensare più a un sofisticato loft newyorkese che a uno yacht». Soprammobili, tappeti, quadri e alcuni pezzi d’arredo sono stati scelti personalmente dall’armatore che ama gli oggetti che hanno una storia, un vissuto e lo fanno sentire a casa.

Un’ampia scalinata congiunge il ponte alla piattaforma da bagno. Nella piattaforma poppiera è inserita una passerella transformer che agevola la discesa in acqua e la risalita a bordo.

Il layout di Aurelia non presenta grosse sorprese. Sul main deck, a prua, c’è una bella suite armatoriale e, sempre sullo stesso ponte, c’è una grande cucina. Nella lobby spicca un elemento davvero originale: nella tromba delle scale è stata inserita una cantina vini che sale fino all’upper deck. Si tratta di una colonna trasparente, contenente decine e decine di pregiate bottiglie su rastrelliere girevoli, le cui porte d’accesso si aprono solo con l’impronta digitale. L’oggetto è di grande impatto e, oltre a rendere facilmente accessibili i vini sui due ponti, è un pezzo di design e di ingegneria notevole. Arriviamo, salendo accanto alla cantinetta dei vini, nel saloncino panoramico dell’upper deck. Anche qui lo stile è molto particolare e gli oggetti scelti sono poco o nulla convenzionali, tra tutti spicca un antico proiettore su treppiede per pista d’atterraggio, un oggetto insolito trovato in un mercatino delle pulci di Firenze.

Tra i tanti dettagli spicca sicuramente l’imponente gru A-frame in grado di movimentare un tender di grandi dimensioni. La struttura in carbonio, quando non è in funzione, scompare in alloggiamenti a filo con la pavimentazione del ponte. Un elemento molto interessante degli interni è il wine-cellar che si estende tra il main e l’upper deck.

La prua alta fende le onde con sicurezza e garantisce una navigazione confortevole in tutte le condizioni del mare.

Torniamo giù e scendiamo nel lower deck, dove l’armatore ha voluto solo tre cabine per gli ospiti, due Vip e una doppia. Al posto della quarta cabina c’è una grande lavanderia/stireria. L’armatore intende navigare a lungo e desidera che il suo equipaggio abbia a disposizione ambienti spaziosi e comodi sia per il lavoro, sia per i momenti di riposo. Le tre cabine equipaggio e una bella dinette occupano la parte prodiera del ponte e sono collegate tramite una scala separata alla cucina che si trova sul main deck. La sala macchine, che ospita i due motori Caterpillar C32 che erogano 746 kW ciascuno a 1600-1800 giri/min e gli altri impianti, è grande e impeccabile nella disposizione che consente un accesso agevole a tutti i macchinari. Al di sotto del lower deck corre un under lower deck che offre ulteriore spazio di stoccaggio e un accesso diretto agli stabilizzatori. 

Aurelia monta due coppie di stabilizzatori CMC Marine ad attuazione elettrica che, come spiega Sergio Cutolo, presentano molti vantaggi: «I benefici di avere quattro pinne al posto di due sono molteplici. Le pinne sono di dimensione minore e quindi offrono minore resistenza e, lavorando insieme ai timoni indipendenti grazie a un sofisticato software, contribuiscono al mantenimento della rotta». Lo yacht, da specifica, avrebbe dovuto avere una velocità massima di 14 nodi e un’autonomia di circa 5.000 miglia nautiche a 10 nodi. Le prove in mare hanno dato risultati diversi. La velocità massima ha sfiorato i 16 nodi contro i 14 preventivati e, soprattutto, l’autonomia prevista di 5.000 miglia nautiche si è dimostrata assai maggiore superando agevolmente le 7.500 miglia nautiche, sempre a 10 nodi.

I dati, rilevati in prova in mare con lo yacht a mezzo carico, hanno superato le più rosee aspettative.

Engine room
La sala macchine è amplissima e rende facile il lavoro dell’ingegnere di macchina. Un tank deck, al di sotto del lower deck, consente un agevole accesso agli impianti tra i quali le due coppie di stabilizzatori.

CANTIERE DELLE MARCHE
Via E. Mattei, 36
I-60125 Ancona
www.cantieredellemarche.it
www.cdmexperience.com

PROGETTO
Hydro Tec (exterior design e architettura navale) • Francesco Paszkowski Design (interior design)

SCAFO
Materiale costruzione Acciaio/Alluminio
Lunghezza 39,37m
Larghezza 8,60m
Immersione 2,60m
Dislocamento 392 t
Stazza lorda 453GT
Serbatoi carburante 60.000 l
Serbatoi acqua 8.500 l
Serbatoi acque grigie/nere 2.000 l

MOTORI
2 x Caterpillar C32 (A rating, Heavy Duty)
Potenza 746kW @1600-1800 giri/min
Velocità max 15 nodi
Autonomia a 10 nodi: 7.500 miglia nautiche

CERTIFICAZIONI
C Malta Cross HULL • MACH Ych, unrestricted navigation

(Flexplorer 130 Aurelia, Apripista – Barchemagazine.com – Giugno 2022)