FIM – Fabbrica Italiana Motoscafi, voglia di vincere

Un brand giovane, ma con un solido know-how alle spalle. Sono partiti con le idee chiare, una profonda conoscenza del mercato e tanta passione. Il primo modello ha riscosso parecchio successo, i programmi per il futuro sono interessanti

by Luca Sordelli – photo by Andrea Muscatello

Quattro contro uno. Poteva essere un’intervista molto difficile. Salone di Genova, mi accolgono a bordo del loro 340 Regina Corrado Piccinelli, titolare e direttore commerciale di FIM; Manuela Barcella, direttrice dell’azienda, che si occupa dei rapporti con i clienti e i dealer, dell’amministrazione e partecipa allo sviluppo dei nuovi progetti; Paolo Ferragni, della Ferragni Progetti, designer e direttore tecnico; e infine Vannis Marchi, uno dei due co-fondatori della Liu-Jo e azionista di FIM, oltre che armatore di un FIM. Insomma, lo stato maggiore al completo.

FIM è un marchio giovane, nato nel 2019, animato dalla passione tipica di chi deve conquistare il mondo, ma con alla guida persone con un’esperienza ventennale nel mondo della nautica, maturata collaborando nella produzione con grandi cantieri, ma anche nell’ambito del refit e del service. Un bel mix di entusiasmo e saggezza, quindi, e un bel team che ha risposto in gruppo alle mie domande, inondandomi di informazioni, progetti e visioni. Parto dalle basi.

La prima barca lanciata da FIM è stata il 340 Regina, un natante “trasformabile”, la dimostrazione di come anche su scafi di piccola taglia si può lavorare per avere soluzioni tailored-made.

Primo modello, 340 Regina. Perché iniziare proprio da qui per lanciare un nuovo brand? Mi risponde Corrado Piccinelli: «Bisognava presentarsi sul mercato con un entry level, una barca facile da gestire e da portare, anche da soli, un natante dal prezzo competitivo. Un punto di partenza per creare una clientela». «Allo stesso tempo – aggiunge Paolo Ferragni – abbiamo voluto subito dare l’idea di come possiamo trasformare una barca, anche di piccole dimensioni, da tutti i punti di vista: possono cambiare materiali, colori, tipi di tettuccio, motorizzazioni, e a bordo molti elementi si possono spostare per rispondere a più esigenze funzionali».

La prova di quanto mi stanno raccontando è tangibile. Sono infatti seduto nel pozzetto del 340 Regina dove il tavolo, con intorno cinque sedute, si trasforma rapidamente in un grande prendisole. «Di solito – continua Ferragni – i natanti non offrono così tanta scelta. L’esperienza precedente del team di FIM nella costruzione, vendita e postvendita delle imbarcazioni ci ha portato a sapere in anticipo, pur essendo un brand ancora giovane sul mercato, cosa vogliono gli armatori. A proporre quello che gli altri non offrono»«La nostra – aggiunge Piccinelli – non è una gamma nata per la nautica dai grandi numeri, ma vuole essere un vera interpretazione del Made in Italy». Interviene Manuela Barcella: «La nostra qualità artigianale viene riconosciuta ed apprezzata. Proprio qui, al Salone, ne abbiamo avuto la prova. L’appeal del brand arriva molto dalla possibilità di avere, anche su un 34 piedi di lunghezza, una forte personalizzazione. Dare la possibilità di scegliere ci ripaga».

Ecco, a proposito di Salone. Come ha reagito il mercato al vostro arrivo?
«Questo è stato il nostro primo vero Salone Nautico di Genova– racconta Piccinelli –, quello del 2020, come ben sappiamo, è stato un po’ strano. La cosa sorprendente è che quest’anno le persone che arrivavano e volevano visitare le barche sapevano già quasi tutto. Siamo già molto chiacchierati. Non più così nuovi».

IN ARRIVO PER LA STAGIONE 2022 C’È UN NUOVO 47’
CHE SI CHIAMERÀ 470 REGINA E AVRÀ UNA RIVOLUZIONARIA
ZONA DI PRUA SUL PONTE DI COPERTA. PER IL FUTURO STIAMO
GIÀ PROGETTANDO UN 60’.

Una barca piccola, proposta da un brand nuovo, dalle forme molto personali. Il 340 Regina è per giovani?
Qui interviene subito il designer. «Sì, se parliamo di design con colori in contrasto, visibili e riconoscibili. Ma non vogliamo focalizzarci su una clientela solo giovane. E non a caso abbiamo anche armatori esperti. Inoltre, cambiando la configurazione, muta molto lo spirito della barca. Ad esempio, più corsaiola con i fuoribordo, più da famiglia con gli efb».

Chiediamo a Vannis Marchi cosa pensa di questi ragazzi. «Dicono la verità. Forse sottolineerei anche che questa barca con i motori fuoribordo raggiunge i 50 nodi. Che non è poco…».

Lei come ha scoperto FIM? «Io sono entusiasta di essere entrato in questo progetto molto, molto interessante. Sono sempre stato appassionato di nautica e da dieci anni Corrado Piccinelli segue le mie barche con ottimi risultati, con correttezza e disponibilità. E sottolineo che io sono uno che naviga molto e che la barca la porta da solo. So cosa voglio quando navigo».

Ok, provo a sintetizzare: FIM uguale a Trasformabilità, Velocità, Innovazione… cos’altro vi distingue? Piccinelli: «Made in Italy». Ferragni: «Robustezza». Marchi: «Passione. Che è un po’ il condimento, ciò che lega tutto questo». «Esatto – aggiunge subito Piccinelli –, parliamo della voglia di migliorarsi e di mettersi in gioco. Siamo una start-up, e ci approcciamo al mercato con modestia. Ci rimbocchiamo le maniche e interpretiamo le richieste».

Come vedete il mercato? Qui a Genova sono tutti ottimisti. Condividete?
Piccinelli: «Sì, assolutamente, siamo assediati per le richieste di visite alle barche. Tanti possibili clienti e molti di questi veramente interessanti. Non a caso abbiamo già avviato una vera ed estesa rete vendita, in Italia, ma anche in Francia, Grecia, Spagna, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania e Balcani. Anche negli USA».

In termini di numeri, quali obiettivi avete? «A regime faremo una barca ogni 20 giorni. Quindi, per l’anno prossimo 14/15 340 Regina, più tre unità di 470 Regina».

Calcoli ottimistici o reali? «Se i fornitori ce lo permetteranno, reali. Come si sa ora il problema è trovare alcune materie prime».

FIM nasce nel 2019 e ha gli stabilimenti a Trescore Balneario (BG). Nonostante la giovane età del brand, il suo team ha già alle spalle un’esperienza ventennale nel mondo della nautica.

Parliamo di futuro, cosa sta per arrivare. Citavate 470 Regina «Arriverà a maggio 2022. Una barca bellissima, con spazi sorprendenti e la possibilità di scegliere tra fuoribordo o Ips». «Il family feeling sarà evidentemente molto forte con il 340 – aggiunge Piccinelli –, ma ogni modello avrà le sue peculiarità che lo renderanno totalmente diverso da quanto c’è già sul mercato. 470 Regina, per esempio, avrà una prua rivoluzionaria, con prendisole traslabile e una vasca/piscina al centro». «Su questa barca inoltre – aggiunge Manuela Barcella – abbiamo ottimizzato lo sfruttamento degli spazi, significa avere più volumi vivibili a parità di lunghezza. Un’arma fondamentale per competere sul mercato».

E per un futuro ancora a più lungo respiro? «Questo – dice Marchi – lo decideranno loro, ma io da socio di passione e da imprenditore, quindi sempre proiettato verso il futuro, stiamo già progettando un 60’». «È anche quello che il mercato inizia a chiederci – interviene Ferragni –, è un bel passo in avanti. Ma la squadra di FIM collabora da tanti anni con cantieri che fanno barche anche ben più grandi. Abbiamo il know-how per arrivarci».

LE PAROLE CHIAVE DEL MARCHIO? VELOCITÀ, MADE IN ITALY E INNOVAZIONE. MA ANCHE ROBUSTEZZA, TRASFORMABILITÀ E, SOPRATTUTTO, PERSONE.

Ok, tutto molto bello, tanto entusiasmo. Ma quali possono essere le criticità, sempre pensando al futuro? Risponde secco Piccinelli. «Il cambio generazionale delle maestranze qualificate. Questo sarà un problema per tutto il settore. Tante consegne, numeri in crescita e tempi compressi, anche a causa di fornitori in difficoltà per la congiuntura internazionale. C’è poco tempo per insegnare. La sfida del futuro è gestire al meglio questa problematica. L’esperienza insegna. Dopo la crisi del 2008 mi sono reinventato nel mondo del refitting e del service. Ho creato lavoro, tenendomi strette le persone che contavano, di valore, anche in arrivo da altri cantieri che non si sono salvati, e dando sempre ai dipendenti una visione per il futuro».

Quindi, in conclusione, un’altra parola chiave per descrivere FIM può essere “Persone”? «Assolutamente sì. Il valore umano, ora più che mai, non ha prezzo».  

(FIM – Fabbrica Italiana Motoscafi, voglia di vincere – Barchemagazine.com – Marzo 2022)