FIM 340 Regina, la Regina può ambire al trono

È la prima in assoluto, ma il cantiere può vantare quasi 25 anni di lavoro per alcuni famosi brand. Il risultato è una barca molto curata che ha una carena sorprendente, soprattutto ai bassi regimi

by Niccolò Volpati

UNA CERTA DOSE DI INCOSCIENZA È NECESSARIA, PERCHÉ CON LA SOLA RAZIONALITÀ NON SI VA DA NESSUNA PARTE. Aprire un cantiere e mettersi a produrre barche, di questi tempi, è una bella sfida. E FIM, acronimo di Fabbrica Italiana Motoscafi, ha deciso di accettarla, ma la loro non è semplice follia perché partono da solide basi. Infatti realizzano barche per brand molto prestigiosi da quasi venticinque anni. Sanno ciò che fanno e così, un giorno, Manuela Barcella e Corrado Piccinelli si sono detti che si può fare! Al progetto si è subito aggiunto Paolo Ferragni, che ha curato architettura navale e design d’interni e coperta.

FIM 340 Regina
Manuela Barcella, Ceo & founder di FIM, e Corrado Piccinelli, Sales manager

Pronti via, ecco la numero zero che si chiama 340 Regina e misura poco più di dieci metri con un’omologazione che rimane nel campo dei natanti. E un po’ di incoscienza devono comunque averla, visto che mi trovo a testarla praticamente appena varata. Nemmeno loro hanno avuto il tempo di provarla a fondo e mettere a posto eventuali difetti. In pratica sto provando un prototipo, cosa solitamente inusuale per un cantiere. FIM ha deciso di fare tutte le cose insieme e tutte nello stesso momento. Molliamo gli ormeggi e iniziamo ad accelerare. In sala macchine ci sono due Volvo V8 a benzina da 300 cavalli ciascuno e la trasmissione è con i piedi poppieri.

La potenza è tanta e la spinta non manca. Accelera e plana con tempi da gommone sportivo. Ottima anche la sensazione in virata. La timoneria è sempre morbida, nonostante la potenza sia piuttosto elevata. L’angolo in virata è equilibrato: né troppo stretto, né troppo largo, ma, soprattutto, ho apprezzato la capacità di raddrizzamento. Appena usciti dalla virata, infatti, la barca ritorna subito in assetto. Non ha bisogno di aiuto con i flap o qualsiasi altro ausilio tipo interceptor. La carena va bene così, l’assetto corretto ce l’ha nel Dna.

FIM 340 Regina

Siamo sul lago di Garda in un giorno senza particolare vento e con poca onda. Però c’è traffico, sia di mezzi privati, sia di traghetti che vanno da una sponda all’altra. Una buona occasione per provare ad attraversare le loro scie e vedere come si comporta 340 Regina. Anche sotto questo aspetto, nulla da eccepire. La V di prua fende l’onda e lo scafo rimane indifferente, nel senso che non sembra nemmeno accorgersene che l’acqua non è più piatta. Ma la caratteristica che mi ha colpito più di tutte, nel comportamento della carena, è la sua capacità di planare anche a bassa velocità. Per verificare il minimo di planata, solitamente, inizio a togliere gas.

Lo faccio progressivamente e poco alla volta. Ho fatto la stessa operazione con 340 Regina, ma, con mio sommo stupore, lo scafo non si sedeva mai. Toglievo ancora gas e lo scafo continuava a rimanere fuori dall’acqua. Alla fine, sotto i nove nodi la barca si è “seduta”. Per l’esattezza, ho registrato il minimo di planata a 8,8 nodi con 26 litri/ora di consumo istantaneo.

FIM 340 Regina
FIM 340 Regina

Due cose però mi hanno lasciato un po’ perplesso. La prima sono le vibrazioni. Mi sono sembrate eccessive, soprattutto quelle del rollbar, forse si potrebbe ipotizzare una sovrastruttura più solida per ridurre il problema. La seconda è l’ergonomia della postazione di guida. Il volante è troppo in basso e il sedile non si trova alla distanza corretta dalla plancia. Probabilmente anche a questa imperfezione è possibile porre rimedio nei prossimi modelli. In compenso, la plancia mi è piaciuta molto, sia per il design che ricorda quello automotive, sia per funzionalità. È proprio solo un problema di ergonomia quello che l’affligge.

FIM 340 Regina

Tantissime le personalizzazioni: da walkaround a open con il tendalino a scomparsa per il pozzetto, fino a quella con la panca a prua, ideale per il charter di giornata.

È convincente anche la coperta per la sua versatilità. Le soluzioni di allestimento sono innovative, come quella del prendisole di poppa. Spesso gli schienali sono ribaltabili così si trasformano in poggiatesta per il prendisole. Qui, invece, si rimuovono facilmente e si incassano lateralmente, in questo modo si ottiene un’area prendisole di dimensioni assai generose. Grazie al tavolo con la gamba telescopica, infatti, tutto il pozzetto, fino alla plancetta bagno, diventa una mega zona prendisole.

La coperta è molto versatile e trasformabile con soluzioni pensate per soddisfare le esigenze dei crocieristi: dalle aree prendisole ampie alle tante sedute, ideali in navigazione.

Paolo Ferragni è riuscito a progettare degli interni molto convincenti. Siamo a bordo di una barca omologata natante, è bene non dimenticarselo, ma, nonostante ciò, l’abitabilità sottocoperta, appena scesi i gradini che portano alla dinette trasformabile, è di quasi due metri.

Tanta abitabilità, luminosità e aerazione anche all’interno. Tutto quello che serve per godersi la crociera a corto e medio raggio.

Oltre alla cuccetta matrimoniale a prua, ci sono due cuccette singole ubicate sotto il pozzetto. C’è almeno un metro d’aria sopra la cuccetta anche se si rimane in corrispondenza del pozzetto. Ottime la luminosità e l’aerazione, in tutti i locali, inclusa la cabina di poppa. Qui ci sono due finestrature con una parte di oblò apribile che contribuisce a dare la sensazione di ampiezza alla cabina. In dinette gli oblò sono perfino su due file, una che rimane all’altezza degli occhi quando ci si siede, così si riesce sempre a guardare verso l’esterno. E non è certo una caratteristica diffusa sui natanti.

Engine room
Diesel, benzina, piedi poppieri o fuoribordo. La scelta è ampia tra marche, modelli e potenze. Per la nostra prova c’era una coppia di Volvo da 300 cv ciascuno a benzina.

FIM Srl, Fabbrica Italiana Motoscafi
Via Europa Unita, 6/8
I-24069 Trescore Balneario (BG)
T. +39 035 19964739
[email protected]
www.fimotoscafi.com

PROGETTO: Ferragni Progetti (architettura navale, design d’interni e coperta)

SCAFO: Lunghezza fuori tutto 10,40m • Lunghezza di omologazione 9,98m • Larghezza massima 2,99m • Pescaggio 0,57m • Peso a vuoto 4.800 kg • Serbatoio carburante 600 l • Serbatoio acqua 120 l

MOTORE: 2xVolvo Penta V8-300-CE/DPS • Alimentazione iniezione diretta benzina • Potenza 224 kW (300 cv) • 8 cilindri a V • Cilindrata 5,3 l •Alesaggio per corsa 96mm x 92mm • Rapporto di compressione 11,0:1 • Peso a secco 452 kg

CERTIFICAZIONE CE: CAT B per 10 persone

PREZZO: 229.000 € standard con due motori benzina Volvo V8 da 300 cv

(FIM 340 Regina, la Regina può ambire al trono – Barchemagazine.com – Gennaio 2021)