Cronista alla ricerca della Verità, l’editoriale di Franco Michienzi

Antonio Risolo è stato il Cronista per eccellenza. Grande appassionato di nautica, era un giornalista che le notizie le andava a cercare. Ci lascia una eredità fatta di verità da raccontare e di valori che abbiamo il dovere di perpetrare

by Francesco Michienzi

“MIO PADRE ERA UN CRONISTA, UNO ABITUATO A CONSUMARE LE SUOLE DELLE SCARPE per cercare i fatti da raccontare e verificare le notizie da pubblicare”. Queste sono alcune delle parole pronunciate da Chiara Risolo per salutare suo padre Antonio. Un giornalista di grande spessore, uno di quelli con la schiena diritta. Esempio e guida per colleghi più giovani e inesperti. Siamo stati grandi amici, e lo saremo sempre perché la stima e l’amicizia non sono un bene materiale. Sono un patrimonio che non si consuma mai. Lo voglio ricordare perché il suo modo di scrivere e lavorare sono un insieme di valori che ho sempre condiviso e ho utilizzato come un monito per ogni singola riga che ho scritto e che scriverò nella mia professione di giornalista. Antonio è stato un giornalista sin dal 1974.

Iniziò la sua carriera nel 1970 come corrispondente dell’Ansa e della Rai, negli anni successivi lavorò anche a La Notte come cronista, capo servizio e caporedattore centrale, a Italia Oggi e il Giornale. Nel 1979 venne chiamato a dirigere il Giornale di Merate, che uscì per la prima volta in edicola il 7 dicembre di quell’anno. Maestro per generazioni di cronisti, grande appassionato di nautica, curava per il quotidiano il Giornale la rubrica “Giornale di bordo” e di recente aveva aperto il suo sito web Gente di Mare. Nel 2011 Confindustria Nautica e il Ministero per lo sviluppo economico gli consegnarono il titolo di Pioniere della nautica, riconoscimento che lo rendeva particolarmente fiero.

Antonio Risolo
Antonio Risolo, nella foto al centro, ci ha insegnato a vivere i fatti in prima persona per poter raccontare delle verità senza essere i portatori di notizie preconfezionate. L’inaugurazione del Salone Nautico di Venezia è stata una buona occasione per valutare un evento senza filtri.

Pensavo proprio a lui durante la cerimonia di inaugurazione del Salone Nautico di Venezia. Mentre ascoltavo i vari discorsi mi sono detto che, come diceva Antonio, le notizie le devi andare a cercare, devi essere lì, senza filtri e mediazioni. Non so se si può considerare una notizia o solamente un fatto di cui prendere atto, ma ascoltare il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, con un piglio molto deciso, mi ha sorpreso molto. “L’economia del mare è un’opportunità di crescita e di rilancio per tutto il Paese, anche se il momento è istituzionale, e, normalmente non si fanno dichiarazioni di questo tipo, è mio dovere ringraziare gli imprenditori come Alberto Galassi perché ha creduto fortemente in questo evento…”. Probabilmente il protocollo non permette di citare persone collegate ad aziende. Ma questo protocollo ha messo in evidenza quanto le rigidità istituzionali siano distanti dal paese reale e come la politica fatta dai politici di professione sia incapace di avere un atteggiamento veramente utile ai bisogni della società italiana.

Luigi Brugnaro, a differenza dei suoi predecessori, è un uomo pragmatico, un imprenditore che bada alla sostanza delle cose e ha capito che l’Arsenale di Venezia è un luogo fantastico e ideale per trasmettere al mondo la bellezza del Made in Italy e delle nostre barche. Una bomboniera in grado di valorizzare ogni cosa. Certo, se non fossi stato presente non avrei colto, dai resoconti dei giornali o dai comunicati stampa, questa dicotomia tra la pomposità delle fanfare e la visione di futuro che trasmette un uomo come Brugnaro. Mi ricorda il sindaco di Genova, Marco Bucci, anche lui votato ai bisogni delle imprese che creano opportunità di lavoro per i suoi cittadini. Basta ricordare il lavoro straordinario che ha fatto per la ricostruzione del ponte Morandi.

Questa edizione del salone di Venezia segnava la ripartenza di un mondo che ha voglia di correre e ritrovare tanti volti famigliari, suscitando una certa euforia. In realtà, non bisogna correre il rischio di trasformare questo salone in qualcosa che c’è già e che funziona molto bene come il Salone Nautico di Genova. Proprio per le caratteristiche della città, questo evento dovrebbe essere una sorta di boutique dell’industria nautica italiana e non un salone generalista dove vedere ogni cosa. Noi siamo il primo produttore mondiale di navi da diporto e l’Arsenale è lo scenario perfetto per proporlo con la giusta rilevanza. Bellezza richiama altra bellezza. Solo essendo presenti a un evento si possono coglierne i particolari per poterli raccontare con una notizia. Bisogna sempre cercare la verità per essere dei veri cronisti. Buon vento, Antonio.

(Cronista alla ricerca della Verità – Barchemagazine.com – Luglio 2021)