I 50 anni del Centro Velico Caprera

Basta un numero su tutti: sono 120 mila i velisti che, dal 1967, il CVC ha avvicinato a questo sport. Certamente la scuola di vela di maggior successo nel nostro paese, ma anche un’istituzione che in questi 50 anni ha saputo diffondere anche una profonda cultura per il mare, un grande rispetto per questa disciplina.

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A festeggiare questi dieci lustri di vita si è riunito oggi tutto il “board” del CVC – composto, come chiunque operi nella scuola, solo da volontari – nell’affascinate contesto delle sale del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano dedicate al mare, raccontandone i successi (con la proiezione di suggestivi video d’epoca, con parole di Luca Goldoni) ma anche i programmi futuri.

Interessanti le proposte che non vanno solo verso una voglia di ampliare il successo di adesioni da parte degli allievi, ma anche quella di rendere accessibile il suo patrimonio ad  una collettività più ampia aprendola ad allievi con ridotte capacità motorie e vari livelli di disabilità.

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Rientra in questa visione il progetto del CVC a supporto di WOW (Wheels on Waves) che partendo da New York, il prossimo mese di aprile, preleverà dal Segretario ONU Antonio Guterres la Convenzione dei Diritti dei disabili per consegnarla, dopo la traversata oceanica a bordo del primo catamarano al mondo totalmente accessibile ai disabili, in Vaticano a Papa Francesco.

Il CVC di offrirà anche opportunità di trarre benificio a persone affette da particolari patologie, ad esempio di tipo oncologico, che potranno vivere l’esperienza “terapeutica” del Circolo Velico Caprera, dal suo mare e dal suo vento. E’ nata infatti la collaborazione fra il Centro Velico Caprera e l’Istituto Europeo Oncologico, che vedrà, il prossimo mese di giugno, un gruppo di allievi/pazienti oncologici, assistiti da una equipe di specialisti IEO e con il supporto tecnico di un team di selezionati istruttori del CVC, misurarsi in una esperienza fuori dall’ordinario.

Il CVC, infine, ha iniziato anche una collaborazione con Plastic Busters, progetto dell’Università di Siena sotto l’egida dell’ONU, con l’obiettivo di monitorare e ridurre l’impatto delle micro plastiche nel mare, ovviamente tenendo sotto controllo l’arcipelago della Maddalena e il suo parco.

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