CdM Avdace, the ultimate explorer boat

Avdace è il primo progetto interamente custom realizzato da Cantiere delle Marche. Un explorer yacht di dimensioni medie tanto insolito quanto affidabile grazie a contenuti tecnici di altissimo livello

by Massimo Longoni – photo by Scoobyart

Il cantiere anconetano ha acquisito una profonda esperienza nella costruzione di explorer yacht avendo varato, ad oggi, oltre venti imbarcazioni appartenenti a due serie semi-custom delle linee Darwin Class e Nauta Air, oltre a due explorer della serie Acciaio, un 105 e un 123. Al momento della firma del contratto per la costruzione del K42 Avdace, questo progetto rappresentava il debutto di Cantiere delle Marche nel segmento custom. «Il cantiere ha avuto la soddisfazione di verificare che anni di impegno e un approccio al mercato nautico attento e flessibile hanno contribuito a costruire una grossa credibilità a livello internazionale», ha affermato Vasco Buonpensiere, co-fondatore e Sales & Marketing Director di CdM. Collaborazioni con progettisti di grande livello, da Sergio Cutolo di Hydro Tec a Mario Pedol di Nauta, da Horacio Bozzo a Tommaso Spadolini e Francesco Paszkowski hanno rafforzato l’immagine di un cantiere che offre il meglio dell’Italian Style abbinato a qualità costruttiva e impiantistica che non hanno nulla da invidiare ai migliori cantieri nord europei.

CdM AvdaceIl progetto K42, battezzato Avdace dal suo armatore Andrea Merloni, porta la firma di Andrea Pezzini-Floating Life che ha sviluppato la serie K in collaborazione con Mauro Sculli responsabile dell’architettura navale; mentre l’ingegnerizzazione è stata affidata a Sergio Cutolo di Hydro Tec. Project Manager per conto del cantiere, è stato Domenico Ranieri che ha dato un contributo significativo alla definizione del progetto, mentre l’armatore è stato rappresentato dal progettista stesso, Andrea Pezzini, che ha monitorato ogni fase della costruzione.

«Avdace rappresenta una prova evidente delle capacità tecniche e organizzative del cantiere. Affrontare una costruzione interamente custom era una sfida non indifferente, ma eravamo pronti ad affrontarla», ha dichiarato Ennio Cecchini, Amministratore Delegato di Cantiere delle Marche. «CdM ha contribuito al progetto con le sue migliori risorse umane e tecniche e siamo riusciti a portarlo a compimento con la tempistica e le modalità stabilite», aggiunge Cecchini. «È uno yacht spartano sotto molti aspetti, ma è quello che voleva l’armatore. All’inizio non voleva neanche che fosse stuccato, ma lo abbiamo convinto dei vantaggi di una leggera stuccatura, sia sotto il profilo estetico sia della resistenza della verniciatura. Non ci sono porte molto grandi né scorrevoli. Avdace è quello che sembra: un robusto explorer costruito per essere utilizzato intensamente e dotato di tutte le caratteristiche tecniche e funzionali necessarie».

Avdace ha uno scafo dalle linee forti e decise con una prua quasi verticale. La sovrastruttura è particolarmente imponente con un top deck insolitamente grande. Questo ponte è una richiesta specifica dell’armatore, un cinquantenne single che ama circondarsi di amici e ospitarli a bordo ma che, all’occorrenza, desidera potersi ritirare in un luogo assolutamente privato. «Volevo in primo luogo un vero explorer», ha affermato Merloni. «In secondo luogo, desideravo un ponte tutto per me dove rilassarmi in totale riservatezza».

L’armatore vive a bordo con continuità e il layout di Avdace è stato progettato in base alle sue esigenze.

Osservando i piani generali, questo concetto si manifesta chiaramente. Lo yacht ha 5 ponti. Partendo dal basso troviamo il tank deck, il lower deck, il main deck, l’upper deck e il top deck. Il nostro viaggio nel ventre dello yacht inizia nel tank deck, dove troviamo i locali tecnici razionalmente organizzati. Gli spazi tecnici sono divisi in quattro sezioni contigue nelle quali sono posizionati tutti i macchinari, i quadri elettrici e gli equipaggiamenti principali. L’altezza dei locali, bianchi e ordinati, è notevole e lo spazio è generoso. Ciò rende agevole e sicuro il lavoro dell’equipaggio e facile l’accesso a tutte le apparecchiature, valvole, interruttori, pannelli di controllo. Ancora una volta i locali tecnici rappresentano un fiore all’occhiello per CdM sotto ogni aspetto, dalla qualità dei macchinari alla loro installazione e disposizione. La loro dimensione è sorprendente e assolutamente fuori dalla norma.

Pochi yacht superiori ai 60 metri hanno spazi tecnici di tale ampiezza, e Avdace è lungo meno di 43 metri. Essendo un vero explorer, Avdace dispone di ampi spazi per l’immagazzinamento di provviste e materiali vari e di aree di servizio ampie e ben attrezzate. Grazie a grandi dispense, quattro celle frigorifere, frigo e freezer, lo yacht può navigare per settimane senza dover fare scalo per gli approvvigionamenti. Una stanza refrigerata consente lo stoccaggio dei rifiuti, mentre un’ampia lavanderia/stireria facilita il lavoro delle stewardess. Lasciata la zona tecnica, arriviamo sulla piattaforma poppiera.

CdM Avdace

Progettata da Domenico Ranieri e Mauro Sculli, la piattaforma ha una sezione centrale che si abbassa sotto il livello dell’acqua diventando una scaletta da bagno, ma funge anche da passerella regolabile in altezza. Partendo da qui si può salire sul ponte principale percorrendo una delle due comode scalinate simmetriche, oppure entrare nel lower deck, in un ampio locale multifunzionale che può essere usato come palestra, beach club o, principalmente, come discoteca. Il locale, perfettamente insonorizzato, è attrezzato con potenti sistemi audio e una postazione per il DJ. Le casse sono di Martin Audio, il Subwoofer di Klipsah e il mixer digitale è il Pioneer NSX900. L’impianto audio-video include anche uno schermo TV da 98” di Samsung. A mezza nave, due cabine Vip dispongono di balconcini a ribalta. Lo stile e l’arredamento delle cabine è semplice e fresco, lo stesso che si ritrova in tutto lo yacht. Colori e comfort miscelati in modo da creare ambienti in stile marino funzionale e gradevole. L’armatore ha dato input precisi alla decoratrice degli interni, Alessandra Negrato, che li ha interpretati e tradotti in forme e colori freschi e rilassanti, ben rifiniti, ma assolutamente informali.

Sullo stesso ponte, la grande cucina è stata attrezzata da Marrone, azienda apprezzata da numerosi chef stellati. Grazie ad attrezzature di tipo professionale, due chef sono in grado di preparare pasti per 250 persone. Adiacente alla cucina c’è una dinette ampia e confortevole per l’equipaggio dalla quale si possono controllare gran parte degli impianti e delle strumentazioni di bordo, motori, generatori, ecc. Dalla pantry, un montavivande porta i piatti pronti sul ponte principale e sull’upper deck rendendo il servizio facile e veloce. A prua del ponte inferiore ci sono 4 cabine doppie per otto membri di equipaggio. L’armatore, consapevole dell’impegno che la sua costante presenza a bordo richiede all’equipaggio, ha specificatamente chiesto che venisse loro dedicato uno spazio ampio, ben attrezzato e molto confortevole.

CdM Avdace

A un livello superiore, il main deck ha un layout insolito. Non ci sono né un salone né una sala da pranzo interna. La vita sociale si svolge all’aria aperta. Un bar ben attrezzato è protetto dall’aggetto del ponte superiore, mentre lo smisurato pozzetto è predisposto per trasformarsi in area soggiorno o pranzo utilizzando mobili e tavoli facilmente rimovibili realizzati con una struttura leggera rinforzata con fibra di carbonio. L’area può essere protetta dal vento o dal sole con tendalini e tende laterali. Il terrazzo poppiero, oltre a essere il cuore della vita all’aria aperta, diurna e notturna, è anche il luogo in cui, in navigazione, viene alloggiato un tender custom di circa 10 metri che viene movimentato tramite una vistosa gru rossa dalla portata di 8.890 chili.

Il pozzetto è predisposto per diventare una pista da ballo all’aria aperta con casse e postazione del DJ. Sempre sul main deck, a prua, c’è una seconda gru – da 2.200 chili – destinata all’alaggio e al varo del tender di servizio, di una Range Rover Defender appositamente modificata da Tweaked Automotive, di una moto BMW GS 1200, e dei jet ski. L’ufficio tecnico del cantiere ha progettato una sorta di soppalco mobile in carbonio per razionalizzare in poco spazio la sistemazione di tutti questi mezzi. Il pavimento di questa parte del ponte è protetto da una resina super resistente Flexigel API. Un bagno per gli ospiti è sul camminamento laterale di dritta, mentre una pantry, a sinistra, è opportunamente collegata alla cucina che si trova sul lower deck tramite un montavivande. Due delle quattro ampie cabine ospiti matrimoniali sono sul main deck. Vi si accede tanto da un disimpegno interno che dai camminamenti laterali.

CdM Avdace

Saliamo ancora e raggiungiamo l’upper deck, l’ultima zona accessibile agli ospiti. Da qui in poi inizia l’area off limits riservata all’armatore. A poppa dell’upper c’è un salottino attrezzato come cinema o media room. Dal salottino si esce sulla terrazza poppiera con un’ampia seduta, pouff e tavolini regolabili in altezza. A prua c’è invece la timoneria con plancia integrata Boning/Furuno, con adiacente una comoda cabina per il comandante.

Concludiamo l’analisi di questo interessante progetto dal top deck, il ponte dell’armatore. Dall’upper deck, una scala dà accesso all’appartamento armatoriale. Una porta ai piedi della scala e un citofono evitano intrusioni casuali. La cabina è a prua con accesso diretto all’esterno, al camminamento che circonda tutta la sovrastruttura e al terrazzino poppiero con jacuzzi.

L’appartamento privato dell’armatore comprende anche un salottino e una piccola cucina collegata all’upper deck tramite un montavivande in modo che l’armatore possa ricevere bevande e pasti senza ricorrere al servizio diretto dell’equipaggio. Il volume del top deck conferisce al profilo un’altezza inedita per uno yacht di queste dimensioni.

«Guardando l’altezza di Avdace pensiamo tutti alla sua stabilità e, credetemi, l’ho fatto anche io», dice Domenico Ranieri di Cantiere delle Marche che ha seguito la costruzione della nave e collaborato alla definizione del progetto. «È per questo che, grazie alla collaborazione con l’Ing. Pastore e tutto lo studio Hydro Tec, sono stati monitorati costantemente i pesi imbarcati fin dagli inizi della progettazione, aumentando fin da subito gli spessori del fondo e ottimizzando la distribuzione degli impianti piuttosto che mettere tonnellate di zavorra a barca finita». Da quello che abbiamo visto finora si capisce che il cantiere non si è trovato di fronte a un progetto ‘normale’. «Non è stato facile coordinare un team di progettisti quando uno è proprietario della carena (Andrea Pezzini, Floating Life), uno delle linee esterne e dell’architettura navale di base (Mauro Sculli), uno dell’ingegnerizzazione (Hydro Tec), uno per la progettazione degli interni (Alessandra Negrato)», ci ha detto Ranieri. «Per definire il K42, barca evidentemente unica nel suo genere, sono stati necessari più di 30 incontri tra Ancona, Vacallo (Svizzera) e La Spezia: più di un incontro al mese. Nonostante una specifica tecnica di costruzione già molto dettagliata, durante la costruzione sono state fatte circa 150 variazioni di ordine».

CdM AvdaceEngine room
Dotato di due motori Caterpillar C32 Acert SWAC EPA T3 che erogano 1.081kW ciascuno, Avdace può raggiungere la velocità massima di 15 nodi. A 10 nodi, grazie ai serbatoi di gasolio di 62.000 litri, percorre circa 5.400 miglia nautiche.

Cantiere delle Marche
Via E. Mattei 36
I-60125 Ancona – ITALIA
T +39 071 206705 / F +39 071 205729
www.cantieredellemarche.it
[email protected]
www.cdmexperience.com

PROGETTO: Floating Life (Exterior design)  • Studio Sculli (Architettura Navale) Hydro Tec (Ingegnerizzazione) • Alessandra Negrato (Interior design)

SCAFO: Lunghezza fuori tutto 42,80m • Lunghezza al galleggiamento 40,40m • Larghezza massima 9,40m • Dislocamento a pieno carico 450 t • Pescaggio 2,75m • Stazza lorda 490 GT • Serbatoi carburante 62.000 l • Serbatoi acqua 10.000 l • Serbatoi acque grigie/nere 20.000 l • Sentina 2.500 l • Olio nuovo/usato 400 l /400 l • Cabine ospiti 5 (10 persone) • Cabine equipaggio 5 (9 persone)

MOTORI: 2 x Caterpillar C32 Acert SWAC EPA T3 • Potenza 1.081kW • Trasmissioni Reintjes WAF542L • Rapporto 3.9:1 • Eliche 5 pale NiBrAl • Stabilizzatori CMC SE 120 • Velocità max 15,7 nodi • Velocità di crociera 14 nodi • Autonomia 5.400 nm a 10 nodi

(CdM Avdace, the ultimate Explorer boat – Barchemagazine.com – Marzo 2020)