Carlo Bazzichi, un esempio indimenticabile

“Il Carlino della Cuv” ha tagliato l’ultimo traguardo verso il mare infinito dell’universo. Forse ha portato con sé i progetti degli scafi in lega d’alluminio, rivettati come le ali degli aerei, unica soluzione (allora) per una barca leggera che volasse sull’acqua per battere ogni primato

by Aldo Martinetto

Il cantiere Cuv fu fondato nel 1968 da Carlo Bazzichi quando, esaurito il tirocinio presso i cantieri Picchiotti e Benetti, mise la sua esperienza a disposizione di una motonautica italiana offshore in rapida ascesa in tutte le competizioni mondiali. I suoi monocarena furono sviluppati partendo da un progetto di Don Shead, ma ebbero una continua evoluzione sulla spinta dell’entusiasmo e delle affermazioni di piloti come Francesco Cosentino, Renato Della Valle, Alberto Petri, Angelo Spelta, Maurizio Ambrogetti, Adriano Panatta, Claudio Castellani, Guido Nicolai, Alberto Smania, Bruno Abbate, Giulio De Angelis, Gianfranco Rossi e Peppino Guerracino.

Se i monocarena del “Carlino” rimasero a lungo imbattibili, anche i suoi catamarani non furono da meno con Joe Mach. Le affermazioni sono ancora recenti (2004), ma gli scafi sono già in alcuni musei a dimostrazione di uno stile e di una tecnica vincente di marca italiana: nell’arco di venticinque anni queste imbarcazioni sono sempre state protagoniste e a loro sono stati assegnati tre titoli mondiali, nove europei e otto italiani. I cantieri viareggini furono celebri fin dai tempi della vela per la velocità dei loro sooner e dei loro brigantini, ma Cuv è stato loro degno successore al tempo del motore. Carlo Bazzichi oggi ci guarda dall’alto dell’universo e noi dobbiamo riconoscere in lui un esempio non solo d’intuizione tecnologica, ma anche di grande modestia comportamentale. Ai tempi nostri non guasta!

(Carlo Bazzichi, un esempio indimenticabile – Barchemagazine.com – Giugno 2009)