Cap Camarat 12.5 WA, spinta tripla

Abbiamo provato il Cap Camarat 12.5, un walkaround motorizzato con tre fuoribordo Suzuki da 300 cavalli

by Niccolò Volpati

La prima impressione è quella di una barca robusta con tanto spazio a disposizione. Il bordo libero è piuttosto alto in modo da garantire una buona abitabilità interna. Anche la coperta ha superfici generose, merito soprattutto del baglio che supera i tre metri e mezzo. Il tutto impreziosito da alcuni dettagli nell’allestimento e nel design che hanno il compito di aumentare comfort e funzionalità.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Un esempio lo si incontra a prua. L’allestimento prevede una tripla chaise longue che consente di accedere al pozzo catena e in generale di muoversi senza difficoltà lungo il piano di calpestio. In questa zona, inoltre, la battagliola è interrotta proprio per favorire la discesa a terra quando, per esempio, si è ormeggiati di prua in banchina. In ogni caso, qualsiasi operazione si debba compiere, lo spazio è più che sufficiente. Le stesse chaise longue però si trasformano in un unico grande prendisole. La conseguenza è uno spazio ridotto per muoversi, ma delle due l’una: o ci si sdraia a prendere il sole o ci si muove per ormeggiare. La soluzione adottata da Jeanneau e da Patrice Sarrazin che hanno curato il progetto, è molto funzionale. E lo stesso si può dire per il resto della coperta. Il pozzetto è uno spazio versatile, ideale per rilassarsi e per accedere al mare.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Sulla sinistra, infatti, la fiancata è abbattibile così si può scendere in acqua senza dover compiere evoluzioni intorno ai fuoribordo. L’altra caratteristica è il T-Top, decisamente robusto perché poggia su dei montanti in inox sia verso poppa, sia verso prua. Le dimensioni sono notevoli e non copre solo il pilota e i copiloti che si possono sistemare sul divanetto da tre posti, ma anche la zona del pozzetto.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Il consumo è abbastanza contenuto e l’autonomia, grazie ai 1.150 litri di capienza dei due serbatoi, è abbondante.

Dal T-Top, infatti, esce una prolunga per il tendalino in modo da riparare anche le sedute di poppa e il tavolo da pranzo. Cap Camarat 12.5 è un walkaround e mantiene fede a questa definizione. È facile muoversi intorno alla consolle centrale perché i passavanti laterali sono larghi e perché battagliola e tientibene non mancano. E poi c’è lo spazio sottocoperta di cui ho apprezzato le altezze, le larghezze e la luminosità.

Le cabine sono due: a prua c’è la dinette trasformabile con il divanetto che diventa una cuccetta per due persone e c’è anche la cucina. Il bagno non solo è in un locale separato, ma anche il box doccia è separato dai sanitari del bagno. Ma quella forse meglio riuscita è la cabina di poppa. Nonostante rimanga sotto il pozzetto ha una buona abitabilità e poi sfrutta per intero il baglio della barca tanto da offrire tre posti letto. Due in una cuccetta a una piazza e mezza e una in una singola. E tutti e tre con le dimensioni giuste. Ottima anche la luminosità perché è stata dedicata attenzione ad alcuni dettagli. Dalla zona della plancia, proprio appena sopra il livello del piano di calpestio, sono stati realizzate alcune piccole finestrature che hanno la funzione di far filtrare la luce. In questo modo la cabina di poppa sembra anche più ampia e accogliente rispetto a quello che non sia già di suo.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Tre, oltre ad essere il numero perfetto, è una costante che s’incontra da prua a poppa. Tre chaise longue a prua, tre posti a sedere in plancia, tre posti letto nella cabina di poppa e tre motori attaccati allo specchio. Si tratta di tre Suzuki da 300 cv ciascuno con eliche controrotanti. Tanta potenza per garantire prestazioni elevate.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B
Nonostante le prestazioni elevate, la conduzione è facile e sempre sicura.

La carena, come per altri modelli del cantiere francese, è stata disegnata da Michael Peters e questa volta è liscia senza step. Onda non ce n’è, ma, per quel che è possibile verificare, il comportamento è buono. Nonostante la tanta velocità si ha sempre la sensazione di essere ben piantati sull’acqua. Lo scafo è stabile, anche quando si vira a tutta barra a velocità sostenuta. La barca s’inclina, ma mai dando la sensazione di farlo troppo. Insomma, agile, maneggevole e con un assetto facile da mantenere. L’ideale anche per chi non è troppo esperto.

Con la manetta del gas tutta abbassata siamo arrivati praticamente a 45 nodi e per planare ne sono bastati poco più di sedici. Il consumo è nella media. Non è mai eccessivo, nonostante si tratti di una tripla motorizzazione. Solo alla massima velocità i litri/miglio superano i sette complessivi, mentre in crociera si rimane tra i cinque e i sei. Notevole l’accelerazione, e non potrebbe essere altrimenti, anche grazie alle eliche controrotanti. In quattro secondi si plana e per raggiungere la massima velocità servono 24 secondi.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Forse basta una coppia di motori per una potenza complessiva più contenuta. 2×350 cv potrebbe rappresentare la soluzione più indicata per una famiglia che non ha intenzione di battere i record di velocità.

Tanta l’autonomia, grazie soprattutto ai 1.150 litri di capacità dei serbatoi. Da 3000 fino a 5000 giri l’autonomia è sempre sopra le 200 miglia. Significa che si può navigare con un pieno dalla Sardegna fino alle Baleari dai 15 ai 35 nodi di velocità. Il problema è che i serbatoi sono solo due e non sono comunicanti, nonostante il cantiere proponga il Cap Camarat 12.5 WA sia con 2×450 cv, sia con 3×300 cv. Tre motori e due serbatoi significa che due propulsori pescano da un serbatoio e il terzo dall’altro. Non c’è equilibrio e si rischia di rimanere a secco con uno, mentre l’altro serbatoio è ancora a metà. Per ovviare al problema si monta una pompa che serve per compensare il consumo da uno e dall’altro. 

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B

Anche le manette di Suzuki sono due e non tre, ma questo incide relativamente poco. Ce ne si accorge in particolare quando si sta facendo manovra in porto. Una manetta agisce su due propulsori e quindi ha una spinta maggiore e un raggio di virata più stretto rispetto all’altra. Il consiglio è quello di spegnere il motore centrale così si hanno due manette che agiscono sui due fuoribordo più esterni. In questo modo la barca risulta molto semplice da manovrare e molto equilibrata. E, infine, chi non vuole agire solo con le manette, può sempre optare per il joystick che non soffre la tripla motorizzazione.

Jeanneau Cap Camarat 12.5 WA e 3xfuoribordo Suzuki DF300B
I tre Suzuki con elica controrotante garantiscono tanta spinta in accelerazione. La planata si raggiunge facilmente e anche la velocità massima è notevole. Siamo arrivati a 44,9 nodi.

Condizioni della prova
Santo Stefano al Mare (IM), in assenza di onda e vento. Tre persone a bordo con 550 litri di benzina e 200 litri di acqua.

Tabella

GiriNodiLitri/oraLitri/miglioAutonomiadbA
6003,372,154752
1000513,22,644254
15007,123,33,235961
20008,736,24,128068
250010595,919470
300013,978,65,620574
320016,181523075
350020,793,84,525578
400026,71164,326778
450032,11574,923480
500036,42045,620581
5500412696,517682
600044,93227,116185
Da zero a planata in 4 secondi
Da zero alla massima velocità in 24 secondi

La scheda
Costruttore
Jeanneau
Les Herbiers, Francia
https://www.jeanneau.com/it-it/

Motorizzazione
Suzuki
https://marine.suzuki.it

Progetto: Michael Peters Yacht Design, Sarrazin Design e Jeanneau design

Scafo: Lunghezza fuori tutto 11,90m – Larghezza massima 3,58m – dislocamento a vuoto 7.123 kg – Serbatoio carburante 1.150 l – Serbatoio acqua 200 l

Motore: 3xDF300B Suzuki – Potenza 220,7 kW (300 cv) – 4 tempi – 6 cilindri a V 55° – Cilindrata 4.028 cc – Alesaggio per corsa 98mm x 89 mm – Regime di rotazione massimo 5700-6300 giri/minuto – Rapporto al piede 2,08:1 – Peso 290 kg

Certificazione CE: CAT B per 11 persone; C per 12 persone

Prezzo: 193.614 €, Iva inclusa

(Cap Camarat 12.5 WA, spinta tripla – Barchemagazine.com – Giugno 2021)