Boero/Aeffe, boat wash

Due aziende italiane uniscono gli sforzi per combattere il fouling. È nata la sinergia tra boero, che produce antivegetative, e aeffe, che realizza i robot sottomarini Keelcrab per la pulizia dello scafo

by Niccolò Volpati

Cominciamo dalle basi. Il fouling è dato da incrostazioni biologiche, vegetali o animali, che attaccano la carena delle barche. Lo fanno appena lo scafo tocca l’acqua, non c’è scampo. Trascorso poco tempo dal varo si forma una pellicola di batteri e di altri microrganismi che costituiscono la base fertile per le incrostazioni biologiche. Prima arrivano le alghe, poi si forma la classica “barbetta” e infine i denti di cane. Più la barca rimane ferma, più è probabile che questo processo sia veloce.

Qual è il sistema per proteggere lo scafo? La vernice antivegetativa. Fino a pochi anni fa era composta da resine, solventi, pigmenti e biocidi. Il biocida però non è eco sostenibile. Serve per contrastare il fouling, ma ha degli effetti collaterali. È tossico sia per chi lo applica, sia per l’ambiente marino. Per questo l’Unione Europea, già da dieci anni, ha introdotto normative che hanno l’obiettivo di limitare il più possibile i biocidi. Nel 2001 veniva definitivamente bandito lo stagno e il 31 dicembre del 2017 entrava in vigore la normativa BPR, acronimo di Biocidal Product Regulation, con lo scopo di ridurre al minimo l’impatto ambientale e i rischi per l’uomo. Ma questa è storia passata. I biocidi sono praticamente spariti e le aziende che producono antivegetative si sono dovute adeguare realizzando altri prodotti.

Fabio Terzaghi è Ceo e amministratore delegato di Aeffe Srl che produce i ROV Keelcrab.

Quello che non era così prevedibile è stato l’aumento della temperatura del mare. Negli ultimi anni, anche il Mediterraneo ha avuto un surriscaldamento decisamente elevato. Tanto per farsi un’idea, basti citare il fatto che l’estate scorsa, nel mese di luglio, le acque all’interno del porto di Imperia hanno raggiunto la temperatura record di 27 °C. E con una temperatura dell’acqua così alta, il fouling ci va a nozze.

IL ROV HA CONTROLLO REMOTO E PERMETTE DI RIMUOVERE LE ALGHE DALLO SCAFO. IN ESTATE SI RACCOMANDA UNA PULIZIA AL MESE, IN INVERNO È SUFFICIENTE UNA VOLTA
OGNI DUE MESI.

Boero, azienda italiana che produce antivegetative, e Aeffe, una società comasca che ha realizzato Keelcrab che è un ROV per la pulizia dello scafo, hanno stipulato una partnership per offrire un servizio in package. Di cosa si tratta? Ai prodotti Boero, tutti perfettamente a norma, anche perché l’azienda ha sempre investito in anticipo con il suo settore Ricerca&Sviluppo, si aggiunge un robot sottomarino controllato da remoto. Qualcuno lo definisce “drone subacqueo”, ma il termine corretto è ROV, acronimo di Remotely Operated Vehicle, ben conosciuto da sommozzatori e subacquei in tutto il mondo.

Luca Serventi è il Sales Manager della divisione yachting del Gruppo Boero.

I ROV possono avere telecamere e macchine fotografiche che servono per il monitoraggio e si usano sotto le piattaforme petrolifere, così come in campo industriale o negli impianti di acquacoltura. Keelcrab, invece, è stato realizzato appositamente per la pulizia delle carene delle barche. È alimentato da un cavo, che oltre a fornire corrente, avendo un’anima in Kevlar, è molto resistente e può essere utilizzato anche per movimentare il ROV. Ha un motore elettrico con un’elica intubata, una specie di idrogetto sottomarino. In più ci sono cingoli, spugne e corpo spazzola. Avete presente il car wash? Questo è simile, ma è il ROV a muoversi, non la barca. Keelcrab sviluppa una forza di suzione e aspirazione verso lo scafo che gli permette di aderire perfettamente alla superficie della carena e di avanzare lentamente. 

A differenza del car wash, non fa tutto da solo, serve un operatore che lo guidi. È un’operazione semplice che può compiere chiunque: un membro dell’equipaggio, l’armatore o un dipendente del cantiere che si occupa del rimessaggio. È anche piuttosto veloce perché per una barca a vela di 40 piedi sono sufficienti circa 45 minuti di lavoro.

Quello che non è in grado di fare è togliere incrostazioni profonde e sedimentate. Una macchina da utilizzare una volta al mese durante l’estate o ogni due mesi in inverno. Si può anche utilizzare il giorno prima che si mollino gli ormeggi per una crociera. Insomma, è simile ai robot raccogli polvere che si usano negli appartamenti o a quelli tagliaerba. Se vi ritrovate una giungla in giardino, non potete aspettarvi che il robot riesca a farvi avere un prato all’inglese, così come i robot aspirapolvere sono efficaci se li si usa quotidianamente e non su un pavimento molto sporco. Lo stesso vale per Keelcrab. Funziona per rimuovere le alghe, non i denti di cane.

PER PULIRE UNO SCAFO DI 24 METRI DI LUNGHEZZA PER OTTO DI LARGHEZZA SERVONO CIRCA 90 MINUTI.

Per questo è nata la sinergia tra Boero e Aeffe, perché l’offerta è quella di un prodotto (l’antivegetativa) e un servizio (il ROV). A chi si rivolgono? Ai cantieri che fanno carena perché in questo modo saranno in grado di proporre qualcosa di più a un armatore. Si ala la barca, si fa carena, si dà l’antivegetativa e poi si programma una pulizia al mese in modo da avere uno scafo sempre perfetto. L’offerta è valida anche per i privati, soprattutto se si tratta di un mega o un gigayacht, che possono acquistare il proprio ROV da usare ogni volta che serve. Una carena sempre in ordine significa minor consumo di carburante e più velocità. Inoltre, Keelcrab ha un sacchetto filtrante che raccoglie tutto ciò che gratta dallo scafo, senza versare “scarti” sul fondo del mare. Insomma, l’antivegetativa Boero senza biocidi e il ROV per la pulizia dello scafo sono la risposta al surriscaldamento dell’acqua di mare, senza l’impiego di prodotti nocivi per l’ambiente.
www.keelcrab.com
www.boeroyachtcoatings.com

(Boero/Aeffe, boat wash – Barchemagazine.com  Gennaio 2022)