Barche Panel Discussion: Mettersi in ascolto

Flessibilità. Materiali. Ascolto. Queste le chiavi di volta emerse dalla tavola rotonda dal titolo “Come cambia l’interior design (nella nautica) alla luce delle opportunità offerte dalle soluzioni free standing” che si è svolta a Milano, all’interno degli spazi dell’Housing & Hospitality Division del Gruppo Colombini, dove a dare il benvenuto agli ospiti è stato lo stesso Giovanni Battista Vacchi, A.D. del Gruppo Colombini

by Claudia Giulia Ferrauto

È stato un momento di confronto godibile e intenso che si è aperto con queste premesse date dal moderatore Franco Michienzi: “La concezione degli interni delle barche, e la sensibilità dell’abitare sull’acqua, sono state svincolate per lungo tempo da quanto accadeva nel mondo dell’arredo contemporaneo. Il settore dello yachting sta però vivendo una rivoluzione che negli ultimi anni l’ha portato a livelli paritetici a quelli dell’industrial design. Indaghiamo meglio questi aspetti, con un focus particolare sull’opportunità offerta dagli arredi free standing”.

Giovanni Battista Vacchi

A dare il benvenuto agli ospiti è stato lo stesso Giovanni Battista Vacchi – A.D. del Gruppo Colombini – che dopo aver salutato i presenti ha aperto la giornata dicendosi onorato di accogliere ospiti così importanti. Vacchi, che in un recente passato ha avuto tra le altre cose una forte esperienza manageriale nel settore nautico, è passato poi a introdurre meglio la dimensione della sua realtà aziendale e che si è offerta come palcoscenico del dibattito. «Questa dove siamo ospiti, è la terra che rappresento. Nel Gruppo Colombini abbiamo quattro marchi, Colombini Casa, Febal Casa, Rossana per le cucine, la Contract Division, con cui ci occupiamo anche di cantieri nautici, e il brand Bontempi casa, marchio d’altagamma, che si attesta nella fascia premium del settore e che è il marchio di maggiore prossimità al servizio del settore nautico/navale».
Giovanni Battista Vacchi,
A.D. del Gruppo Colombini

Dato il calcio d’inizio, è stato poi un susseguirsi di brillanti osservazioni tra figure note e mostri sacri nel settore che ha permesso di delineare una sintesi di ciò che oggi è importante nel rapporto tra mondo nautico e aziende dell’arredo. Ospiti dell’incontro, l’architetto Valentina Zannier (partner dello Studio Nuvolari-Lenard), Fulvio De Simoni (fondatore di Italproject e dello studio Fulvio De Simoni Yacht Design), Pierangelo Andreani (studio Andreani Design), Alessio Battistini (fondatore dello studio IdeaeItalia), Michele Dragoni (studio Dragoni Yacht Design), Sergio Buttiglieri (Style Director dei cantieri Sanlorenzo) e Gianni Roveda (Contract Director di Colombini Group).

Le questioni poste sul tavolo da Michienzi hanno abbracciato molti aspetti: ci si è interrogati su stile e tendenze, chiedendosi se ci fosse un modo nuovo di pensare alla barca e quanto pesino concretamente le richieste dell’armatore nella definizione finale di un progetto. Si è poi passati ad aspetti pratici e tecnici, come ad esempio quali spazi esistono per chiedere all’industria del mobile prodotti specifici per lo Yachting. È stato toccato anche un tema cruciale, la tendenza così cresciuta negli ultimi anni a “portare la casa in barca”, chiedendosi se questo durerà in futuro, per finire si è parlato anche di sostenibilità dei materiali. Insomma, una valutazione a tutto tondo sul mondo dell’arredo e dello Yachting che ha portato a capire come le aziende possano attrezzarsi, ma anche come il settore nautico può trarre vantaggio dal settore del mobile. 

Lürssen Yachts MY AHPO

«Più si cresce nelle dimensioni della barca, più si può generare l’occasione per cui con un’azienda specifica si va a creare un qualcosa di dedicato e unico che avrà il nome dell’azienda che l’ha prodotto, ma creata dal designer che ha disegnato tutto il resto della barca. Questo fa nascere delle sinergie e delle collaborazioni molto particolari. Noi l’abbiamo fatto e lo stiamo ancora facendo in particolare con le aziende italiane, perché hanno una filosofia interna e una flessibilità che altrove non è facile trovare. Un aspetto importante è quello della selezione dei materiali. Quando facciamo le commissioni tra pezzi di arredo e pezzi fatti in cantiere, è importante considerare che una barca ha una sua identità e quindi la difficoltà è riuscire a trovare degli elementi pronti che possano sposare bene essenze e tessuti presenti a bordo».
Architetto Valentina Zannier,
Chief interior designer e socio partner
dello Studio Nuvolari-Lenard.

Valentina Zannier

Tra le istanze emerse dalla tavola rotonda un primo memento per le aziende dell’arredo è quello di considerare sempre la profonda differenza che c’è tra barche grandi e barche piccole, come precisa Valentina Zannier:I prodotti che andiamo a richiedere alle aziende sono ancora vincolati. Su barche piccole le possibilità di utilizzare dei prodotti già fatti è molto ridotta. Più si cresce nelle dimensioni della barca, più si può generare l’occasione per cui con un’azienda specifica si va a creare un qualcosa di dedicato e unico che avrà il nome dell’azienda che l’ha prodotto, ma creata dal designer che ha disegnato tutto il resto della barca. Questo fa nascere delle sinergie e delle collaborazioni molto particolari. Noi l’abbiamo fatto e lo stiamo ancora facendo in particolare con le aziende italiane, perché hanno una filosofia interna e una flessibilità che altrove non è facile trovare”.

Sanlorenzo 100
Sergio Buttiglieri

«Quando arrivai nella nautica nel 2006, restai sconcertato da un immaginario stereotipato del lusso con barche arredate come delle ville, diciamo di cattivo gusto, e mi sembrò inconcepibile che ci fosse questo scollamento tra design che ogni anno raccontiamo al Salone del Mobile e il mondo della nautica italiana che è un’eccellenza mondiale. Io ho semplicemente chiamato i personaggi che io conoscevo, essendo stato vent’anni in Driade, a portare un immaginario elegante molto sobrio, creando delle connessioni con le aziende dell’arredamento italiano che sono imbattibili».
Sergio Buttiglieri,
Style Director dei cantieri Sanlorenzo

E su questo punto le fa eco Sergio Buttiglieri che concorda sulla qualità e sulla flessibilità, caratteristiche che portano le aziende italiane ad essere leader mondiali. Stesso discorso vale per i catamarani a motore, che sebbene sembrino offrire spazi per arredi free standing molto ampi, rispetto a una barca monocarena, si presentano non così abbordabili all’atto pratico. “Ci sono esigenze costruttive e spazi che difficilmente ne consentono l’uso, quindi a volte è un ‘vorrei ma non posso’, pur essendo in realtà spesso fonte di ispirazioni”, precisa Pierangelo Andreani.

Barche
Maxi Cat

«Il catamarano a motore sembrerebbe offrire spazi per arredi free standing molto ampi, ma il loro uso non è facile, pur essendo spesso fonte di ispirazioni. D’altronde, molte delle barche che seguo sono di produzione seriale quindi hanno spesso una falegnameria interna. Certo sarebbe più comodo, se ci fosse l’occasione, prendere pezzi già fatti. Per ora però è un percorso che risulta molto difficoltoso».
Pierangelo Andreani,
fondatore dello studio Andreani Design

Pierangelo Andreani

Entrando più nel vivo, tra le esigenze maggiormente sentite dal lato nautico nei confronti delle aziende, c’è quella di poter usufruire di una ricca selezione di materiali opzionabili, sia per estetica sia per proprietà tecnologiche. Il portfolio di opzioni è infatti un tema importante nella commistione tra design homemade del cantiere e prodotto finito pronto da imbarcare, perché la “disponibilità delle essenze, dei tessuti e dei colori senza ricorrere al custom, è molto importante, e non è sempre facile trovare la combinazione giusta tra le finiture offerte dalle aziende e l’habitat già presente a bordo,” puntualizza Michele Dragoni.

Barche
Arcadia 105
Michele Dragoni

«Il green oggi è una base che è considerata quasi assodata, vale per la nautica come per l’arredo, è una responsabilità che abbraccia tutti. Chi produce le barche, chi le disegna, ma anche chi le usa. Quello che noi possiamo fare è scegliere con maggiore coerenza tutto quello che è fattibile e quindi il materiale. Quello che veramente sta cambiando è l’approccio; sostenibilità significa valutare la reperibilità e l’equilibrio dei materiali, ed è un tema che sta esplodendo. Penso ad esempio a una moquette che è stata fatta recentemente, utilizzando la plastica recuperata dagli oceani, riciclandola dopo una serie di trasformazioni. È una tipologia di materiale che porta con sé un significato per cui un armatore è disposto a sceglierla per senso etico e il piacere di poter rivendicare, anche con gli ospiti, questa particolare attenzione».
Michele Dragoni,
fondatore dello studio Dragoni Yacht Design

Resta però acclarato il trend secondo cui nella configurazione dello yacht “si va alla ricerca di un allestimento totalmente made in Italy, e questo oggi comprende appunto anche il prodotto d’arredo”, come sottolinea Fulvio De Simoni.

Barche
Pershing 140

«Su una barca grande è possibile utilizzare arredi di un certo tipo, su una barca piccola diventa difficile. Oggi collaboriamo con alcune realtà aziendali che hanno già esperienza nel nostro settore e questo ci aiuta molto. C’è stato un avvicinamento verso le necessità della barca che ha portato anche dei free standing. Però sono entrati fornendo cose in alternativa a fornitori che già avevamo. In generale c’è stato un certo incremento, dovuto anche al fatto che il mercato a un certo punto è molto cresciuto».
Fulvio De Simoni,
fondatore di Italproject e dello studio
Fulvio De Simoni Yacht Design

Fulvio De Simoni

Su questo punto gli fa eco Alessio Battistini che aggiunge: “La cosa più bella rispetto alle collaborazioni con le aziende che fanno freestanding, è che è aumentata moltissimo la riconoscibilità del prodotto italiano. E una collaborazione con brand del lusso italiano – che sia un divano, una sedia, un tavolino – aiuta il nautico a rendere il proprio progetto ancora più riconoscibile di quello che succedeva prima”.

Barche
Ferretti Yachts 1000
Alessio Battistini

«Rispetto a qualche anno fa oggi sono nate delle vere e proprie collaborazioni che hanno portato i brand del lusso ad adeguare il proprio lavoro alle esigenze della nautica. Per questo ci sono dei reparti specifici che hanno sviluppato questo tipo di collaborazioni, dedicate proprio al mondo della nautica. Tornando alla questione del free standing quindi, direi che è uno strumento che usiamo sia sulle barche grandi sia sulle barche piccole, anche se è vero quello che hanno detto De Simoni e Zannier, cioè che ci sono dei limiti sostanziali tra le due categorie».
Alessio Battistini,
fondatore con Davide Bernardini
dello studio IdeaeItalia

Ma su che tipo di prodotto deve puntare un’azienda, soprattutto per fare un primo step d’ingresso nel settore? Certamente una buona idea può essere una linea di prodotti outdoor. “È un elemento molto interessante su cui lavorare, tutte le linee outdoor oggi sono diventate uno spazio importante per molte aziende italiane, quando prima non lo erano, anche grazie ai nostri input”, dice Zannier. Osservazione su cui concorda pienamente Buttiglieri, che ricorda come “i migliori brand dell’arredamento contemporaneo oggi producono tantissimo anche per l’outdoor, che è diventato un elemento importante per la loro collezione. E grazie alle esigenze particolari che noi abbiamo presentato loro, hanno cambiato anche i materiali. Per questo oggi offrono un panorama di scelte che prima non avevo e sono aziende molto interessate al tema della sostenibilità”.

Un’ulteriore parentesi a proposito dell’offerta dei materiali è quella della qualità, intesa come resistenza, ciclo di vita e proprietà tecniche, perché non puoi fare tutto con i materiali e quindi anche sapere che forme puoi dare, come li puoi lavorare è un punto su cui la commissione della nautica, nell’arredo, può dare ancora tanto”, aggiunge Valentina Zannier.

Torna quindi la questione dei materiali, stavolta non per il finish, ma per le loro caratteristiche di resistenza tecnica, di sostenibilità nonché di capacità plastica, anche perché non tutti sono adatti agli ambienti marini.

Barche
Febal Casa Collezione Giorno Libeskind022

«È stato un lavoro induttivo quello fatto finora, le aziende hanno visto la nautica come un’opportunità di business, prima che come un momento di confronto, quindi molti si sono “buttati” pensando che fare un letto per una casa o per una barca fosse la stessa cosa. In realtà serve l’expertise giusta. Dal mio punto di vista invece il compito delle aziende è quello di ascoltare molto, specialmente in un settore con delle peculiarità così forti come quello nautico/navale. Sono molto contento di aver partecipato a questa tavola rotonda, perché prima di approcciare un mercato in maniera sistematica c’è bisogno di questo tipo di input, al fine di procedere per analisi e strategia».
Gianni Roveda,
Contract Director di Colombini Group

Gianni Roveda

Per quanto concerne invece lo stile, la percezione generale è che ci sia una confluenza e una commistione reciprocamente utile tra aziende dell’arredo e lo yachting; e se in tempi recenti si è assistito a un trend teso a “portare la casa in barca”, chi ha il polso della situazione crede che questa inclinazione tenderà a ridimensionarsi nel tempo. “Credo che questo avvicinamento da parte dell’azienda sia molto interessante è che molto importante è riuscire a mantenere un mix a bordo tra quello che viene fatto interamente in cantiere e la parte che può essere creata in collaborazione con un’azienda esterna, ricordandosi di far sì che gli ambienti siano quelli di uno yacht e non degli spazi che ricordano le hall degli alberghi, come a volte accade”, sottolinea Fulvio De Simoni.

Infine, Gianni Roveda conferma che per poter approcciare un mercato in maniera sistematica siano essenziali i feedback di chi in un particolare settore opera da anni. In sintesi, è necessario mettersi in ascolto per poter agire al meglio. La percezione generale alla fine dell’incontro è quella di una confluenza e una commistione utile dall’arredo allo yachting, e viceversa, e che il viaggio insieme, sebbene sia già ben collaudato, sia solo agli inizi.

Foto di apertura, Febal Casa Collezione Giorno Nolita

(Barche Panel Discussion: Mettersi in ascolto – Barchemagazine.com – Settembre 2022)