Azimut Yachts Verve 42, a desire for Freedom

Abbiamo provato il Verve 42 di Azimut Yachts con tre Mercury Verado V8 da 450 cavalli ciascuno

by Fabio Massimo Bonini 

Prima settimana di Novembre, qualche nuvola in cielo, vento sui 15 nodi, temperatura intorno ai 26 gradi centigradi. Adoro il sud della Florida, immagino per un attimo di essere da qualche parte in Europa e subito mi sento i brividi di freddo… Mi avvicino alla banchina di Marine Max a Dania Beach, vicinissimo a Fort Lauderdale, dove qualche giorno prima, durante il FLIBS, avevo ammirato il nuovo Verve 42 di Azimut.

LA ZONA LIVING MULTIUSO È ATTREZZATA CON TV, MINI-CUCINA
E TAVOLO A SCOMPARSA, AREA LOUNGE CON CUSCINERIE E APERTURA LATERALE A POPPA CHE, IN POCHI SECONDI,
DIVENTA PIATTAFORMA SUL MARE.

Riconosco subito la barca, elegante con i suoi colori grigio e bianco, vedo altri colleghi americani e Federico Ferrante, Presidente di Azimut Benetti USA, che mi accoglie con un grande sorriso. Oggi sarà lui il nostro “comandante” per la prova a mare. Il colpo d’occhio rimanda subito al 47 che avevo provato in occasione del suo debutto al Miami Boat Show due anni fa. Dettagli straordinari ripresi anche su questa versione più piccola, come il tavolo del pozzetto che scende a scomparsa a formare un unico grande pagliolato, la fiancata di sinistra che si abbatte per creare una piattaforma a livello mare. Sempre in pozzetto, uno schermo tv a scomparsa.

Il layout degli spazi è pensato per accogliere 12 ospiti di giorno. Sottocoperta, l’area dining è trasformabile in letto matrimoniale e la cabina doppia con bagno permettono a 4 persone di trascorrere a bordo una o più notti.

Come nel 47 il camminamento per andare verso prua è solo sul lato sinistro, il che garantisce ampi spazi a prua e nella zona di governo. Le sedute della plancia sono ergonomiche ed estremamente comode, ne avrò la conferma tra non molto, anche con mare formato. Un tocco di luce e aria in più rispetto al 47 sono garantite dal grande sun roof apribile.

Tutta la strumentazione è Raymarine. Alle spalle delle sedute di governo è posta una grande cucina con due griglie elettriche e lavabo, il tutto abilmente nascosto quando non in uso. Sotto il pagliolato della cucina esterna c’è una enorme ghiacciaia lunga quasi 2 metri, una meraviglia per gli appassionati di “boat party”. Ma non è tutto, perché a bordo ci sono sei ghiacciaie e tre frigoriferi, non male per un 42 piedi. Per tornare agli spazi di prua, oltre alla dimensione a cui ho già accennato prima e alla comodità delle sedute e dei prendisole, da segnalare la dotazione di un tendalino a protezione di sole e pioggia sostenuto da pali di carbonio facilmente amovibili e tutti stivabili in appositi gavoni.

IL VERVE 42, DISEGNATO DA FRANCESCO STRUGLIA, È CARATTERIZZATO DA VETRATURE CHE DALLA MURATA RISALGONO FINO ALLA FALCHETTA E CHE GARANTISCONO ALLA POSTAZIONE DI GUIDA UNA BELLA SENSAZIONE DI VICINANZA ALL’ACQUA.

Sottocoperta ovviamente gli spazi sono diversi e certamente ridotti, sempre se vogliamo continuare il paragone con la sorella maggiore, ma l’ampia dinette a V è quasi tutta a passo d’uomo e garantisce ottima vivibilità, o la totale trasformazione in cabina letto. La cabina vera e propria è spaziosa ed è posizionata a dritta più in basso sulla linea di galleggiamento.

Degno di nota il bagno, decisamente grande, con un luminoso oblò e doccia separata. La cucina è attrezzata e funzionale grazie ad una piastra elettrica, il forno Miele e naturalmente frigo e ghiacciaia. Conoscendo i gusti locali, direi che è una barca decisamente pensata per un pubblico americano, ma, certamente, più in generale, per un pubblico che ama le comodità, i “giochi” e gli spazi che non mancano.

Il nostro comandante speciale ha messo in moto i tre Mercury 450 racing che presto ci faranno godere della loro spinta. La motorizzazione è dotata di joystick e autotrim, in pratica tutte le regolazioni dell’assetto sono automatiche in base a velocità, condizioni del mare e distribuzione dei pesi a bordo. Immancabile poi l’utilissimo skyhook grazie al quale, schiacciando un bottone, la barca resta immobile nella posizione selezionata per mezzo di un sistema di geostazionamento collegato al GPS.

Abbiamo già lasciato la banchina e stiamo navigando lungo i canali che ci porteranno in oceano aperto. A bordo siamo in 6, vento da NE di circa 15 nodi. Il serbatoio del gasolio per il generatore da 130 litri è pieno al 75%, quello del carburante da 1.750 litri è pieno al 60% e quello dell’acqua da 250 litri è pieno al 100%. Usciti dall’outlet di Ft. Lauderdale troviamo un po’ di mare morto e onda residua di qualche burrasca di circa 70 centimetri, un metro. Il desiderio di sentire cantare i Mercury racing è forte e, spingendo a fondo le manette, la barca vola letteralmente tra le onde senza scomporsi più di tanto, asciutta e sempre perfettamente in assetto grazie anche alla tecnologia. Federico è raggiante e orgoglioso di questo mezzo.

Prima di prendere in mano il timone ci fermiamo e subito mi rendo conto che siamo immobili nonostante l’onda noiosa e al traverso. Nessuna magia, è il potente Seakeeper 5 che sta svolgendo il suo lavoro perfettamente. L’energia gli viene data silenziosamente dal generatore da 11 kW e 50 Amp. Mi metto in plancia di comando e, affondando le manette gradualmente, percepisco la solidità del mezzo e una carena che si comporta molto bene. A 3800 giri sto già planando, a 4000 giri, ancora lontano dal massimo, sto viaggiando a più di 20 nodi e consumando 18 galloni /h per motore, quindi 54 galloni /h. La sensazione è quella di affidabilità, solidità che in fondo si traduce in sicurezza.

La carena stepped ‘V’ ventilated tunnel, concepita da Peters, riduce la resistenza all’acqua garantendo un ingresso sull’onda morbido e deciso, senza rinunciare a ottime performance.

Le onde ci sono e lo scafo, disegnato dal mitico Mike Peters, fende l’onda senza impatti duri e si appoggia sull’acqua delicatamente dopo l’uscita dall’onda. In virata molto stretta la stabilità e la solidità, anche con questo mare, sono evidenti. Affondo ancora le manette e a 5000 giri siamo già a quella che considero una perfetta velocità di crociera, 30,5 nodi e ancora la stessa sensazione di comfort e stabilità anche zigzagando in modo disordinato e rapido senza neppure affrontare l’onda come da manuale. Perfetta. Spingo al massimo e con queste condizioni di mare a 6200 giri raggiungiamo i 45 nodi di velocità… ora però è necessario ridurre, in fondo non stiamo gareggiando con nessuno. Sono rimasto colpito come quando ho provato il 47. Un’altra piacevole sorpresa per un giocattolo adatto alla famiglia, a chi ama il mare e lo vuole vivere a 360 gradi godendo della giornata fuori, ma anche di una crociera in sicurezza con la possibilità di spostarsi o “scappare” velocemente prendendo solo il meglio di un’uscita in mare.

Engine data
Il Verve 42 ha una tripla motorizzazione fuoribordo a quattro tempi firmata Mercury Verado V8 da 450 cavalli grazie alla quale abbiamo navigato a 45 miglia all’ora di velocità massima. Il consumo complessivo alla velocità di crociera è stato di 295 litri/ora.

AZIMUT YACHTS
Via Martin Luther King, 9/11
I-10051 Avigliana (TO)
T. +39 011 93161
www.azimutyachts.com

PROGETTO
Francesco Struglia (design) • Michael Peters (architettura navale) • Azimut Yachts (concept)

SCAFO
Lunghezza f.t. 12,90m • Larghezza max 3,94m • Immersione max (incl. skeg) 1,20m • Dislocamento a pieno carico 14 t (approx) • Serbatoi carburante 1.750 l • Serbatoi acqua dolce 250 l • 1 cabina • 2+2 letti • Materiale di costruzione VTR e Carbonfiber

MOTORE
3xMercury 450R • Potenza 450 cv • 8 cilindri a V • Cilindrata 4,6 l • Regime di rotazione massima 6400 giri/minuto • Peso 313 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
785.000 €, esclusi optional e Iva (Ottobre 2022)

(Azimut Yachts Verve 42, a desire for Freedom – Barchemagazine.com – Ottobre 2022)