Azimut 72 Fly, perfetto equilibrio

Elegante nelle forme, efficiente in navigazione. Il nuovo 22 metri di Azimut ha interni firmati da Fabio Fantolino per la prima volta assieme al Cantiere di Avigliana

by Massimo Longoni

La parola chiave per descrivere questa barca? Equilibrio”. Fabio Fantolino è il designer degli interni del nuovo Azimut 72 Fly, alla sua prima collaborazione con il cantiere di Avigliana. Per lui è anche un esordio assoluto nel mondo della nautica, ma il suo studio di architettura, con sede a Torino e Milano, è un nome ben noto nell’ambito dell’interior design residenziale e hospitality. Approfittando di essere a bordo con lui ci siamo fatti raccontare il suo lavoro: “L’obiettivo finale era trasmettere un’idea di eleganza diffusa trovando l’equilibrio tra il rispetto della tradizione nautica e la ricerca della contemporaneità”.

La scelta di materiali racconta la trasversalità stilistica tra mondo nautico e design d’interni contemporaneo, al noce americano con verniciatura opaca fanno eco bronzo e laccati lucidi. La grande suite armatoriale è a centro nave e sfrutta l’intero baglio massimo dello scafo. Dispone di bagno, cabina armadio e una scrivania con chaise longue. Le forme sono in equilibrio tra linearità e morbidezza.

Voglia di contaminazione quindi, sentirsi in barca come a casa, pretendere lo stesso livello di lusso e intimità. È questo che chiedono gli armatori? “Direi di sì. Per fare un esempio, posso dire che abbiamo adottato colori e design senza estremi. Accoglienti. Toni che arrivano dal mondo della terra e delle piante. Una volta saliti a bordo si è immediatamente invogliati a restarci, a navigare”. Rispetto all’architettura civile sulle barche gli spazi sono però molto più contenuti, bisogna rispondere a molte funzioni in volumi ristretti… 

Al lower deck trovano posto, oltre alla tradizionale cabina Vip a prua, una matrimoniale lungo la murata di sinistra e una doppia a letti separati a dritta. Ad estrema poppa, con ingresso dalla plancia, la zona equipaggio.

“Proprio in quest’ottica abbiamo realizzato la cucina nel main deck che è aperta, a vista, ma che scompare. Quello che è un locale di servizio viene inglobato nel contesto. Allo stesso modo abbiamo evitato di frammentare gli ambienti per non farli sembrare troppo piccoli. Il ponte principale, dove ci troviamo ora, non a caso è un grande open space. Le grandi vetrature hanno reso possibile di dilatare gli spazi sul main deck, eliminare i confini tra il fuori e il dentro. Il mio lavoro sugli interni è stato quello di non interrompere questa trasparenza”. Le linee sono potenti, tese, scultoree. Il bordo libero è basso e non appesantisce il profilo; il parabrezza è molto inclinato verso poppa; il montante dell’hardtop, grazie ad un sapiente gioco di chiaro-scuri, scompare alla vista. Nel complesso, pur trattandosi di un puro flying bridge da 53 tonnellate di stazza, con quattro grandi cabine più i locali per l’equipaggio a poppa, il risultato estetico finale è estremamente leggero, sportivo. A testimoniare questa sua indole brillante, nelle forme quanto nella sostanza, durante la nostra prova in una giornata ideale, di acqua piatta e niente vento, abbiamo anche superato la velocità massima dichiarata dal cantiere, 31 nodi, arrivando a 32,4.

Il fly sfrutta tutta la lunghezza della barca, allungandosi fino al coronamento. La zona di prua è un’accogliente lounge, alle sue spalle si allungano il bancone bar e una zona living al riparo dell’hardtop apribile. La lounge di prua è trasformabile e offre ampi prendisole con comode sedute. Un bimini smontabile con supporti in fibra di carbonio ombreggia l’intera area.

Un semplice numero, utile fino ad un certo punto, che racconta come lo studio Navale Ausonio e il dipartimento R&D di Azimut abbiano fatto un gran lavoro. Rispetto al progetto del 2015/2016 (firmato Righini-Galeazzi e venduto in più di 70 esemplari) il disegno della barca è completamente nuovo: sovrastrutture, carena, e tunnel. Non sono variate la trasmissione, in linea d’asse, e la motorizzazione, due Man da 1.400 cavalli ciascuno. Un’abbinata che si è dimostrata anche questa volta corretta.

La velocità di crociera economica, quella da lunghe tratte, che garantisce un’autonomia di 400 miglia nautiche, è di 20 nodi con un consumo di 12,5 litri/miglio. La velocità di crociera veloce, a circa il 90% dei giri a disposizione, si attesta sui 27 nodi (15 litri/miglio). Nel mezzo quella che è a mio avviso l’andatura ideale per godersi al meglio, in un gran silenzio e senza nessun tipo di vibrazione molesta, il nuovo Azimut 72 Fly.

Engine room
In sala macchine Azimut 72 Fly monta una coppia di Man da 1.400 cavalli ciascuno, la trasmissione è in linea d’asse. La barca della prova montava eliche Veem a 5 pale ed era equipaggiata con uno stabilizzatore Seakeeper NG18.

AZIMUT YACHTS
Via M.L. King, 9/11
I-10051 Avigliana – Torino
T. +39 011 93 161
www.azimutyachts.com

PROGETTO
Alberto Mancini (exterior design) • Fabio Fantolino (interior design) • P.L. Ausonio & Azimut R&D Dept. (naval architecture) 

SCAFO
Lunghezza f.t. 22,57m • Larghezza massima 5,62m • Immersione 1,82m • Dislocamento a pieno carico 53 t • Capacità serbatoio carburante 5.200 l • Capacità serbatoio acqua 1.100 l

MOTORE
2 x Man 1400 • Potenza 1.029 kW (1.400 cv) • Alesaggio per corsa 128mm x 157mm • Cilindrata 24,2 l • Numero di cilindri 12 V90° • Regime di rotazione massimo 2300 giri/min • Peso 2.270 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT A

PREZZO
A partire da 3.300.000 € (Febbraio 2024)

(Azimut 72 Fly, perfetto equilibrio – Barchemagazine.com – Febbraio 2024)