Austin Parker 54’ Mahon, Happy Island

Si chiama Mahon e infatti è un 54’ fatto per navigare a lungo e con qualsiasi condizione di mare. Come da tradizione Austin Parker

by Niccolò Volpati

La prima volta che si arriva in barca a Mahon, sull’isola di Minorca, è difficile rimanere indifferenti. È uno dei più grandi fiordi naturali del Mediterraneo. Un porto sicuro per proteggersi da qualsiasi vento di tramontana e da quelli che soffiano dal Golfo del Leone verso Sud senza trovare alcun ostacolo. Minorca, infatti, è in mezzo a tutto, per questo, sin dai tempi dei fenici, Mahon è stato utilizzato come approdo sicuro. La sensazione quando ci si avvicina è che sia lì, a portata di mano, ma in realtà c’è ancora un’ansa da superare. È un fiordo talmente profondo che la città sembra non arrivare mai. Qualcosa di simile lo si prova forse solo a Bonifacio, ma il fiordo di Mahon è più profondo. È come entrare in una grotta, lasciando fuori tutti i pericoli.

Austin Parker ha deciso di chiamare Mahon il suo nuovo 54’ e mai nome fu più appropriato, perché la sicurezza in navigazione, oltre all’eleganza, è la sua cifra stilistica. Il progetto è sempre di Fulvio De Simoni, le linee sono classiche e i motori sono due Cummins da 715 cavalli ciascuno in linea d’asse. Niente colpi di testa e sperimentazioni. Tutto quello che funziona si ripropone, aggiornato.

Si può dire che si tratta di un semicustom, soprattutto per gli interni, visto che si può scegliere tra un layout a tre o a due cabine. La plancia è alla giusta distanza e si timona confortevolmente sia seduti, sia in piedi. Tutto è a portata di mano e comodo da utilizzare.

Fuori dalla banchina il mare è calmo, ma la presenza di grandi imbarcazioni nel Golfo Paradiso, soprattutto davanti a Portofino, mi consentono di testare il passaggio sull’onda. Le banchine di Santa Margherita Ligure non sono certo quelle di un grande porto commerciale, lo spazio per fare manovra non è molto. Il 54’ ha un joystick con eliche di prua e di poppa e, nonostante la linea d’asse non brilli per agilità, mollare gli ormeggi e districarsi in spazi stretti non mi è sembrato difficile. 

La carena appare molto stabile e sicura. Ha la classica postura da lobster, come tutti gli Austin Parker: leggermente seduta sulla poppa, anche perché il peso dei propulsori è lì, V di prua accentuata per fendere l’onda e andatura sicura di sé. Al timone il governo dell’imbarcazione appare facile. Non è una barca per mettersi a fare gincane tra le boe, ma garantisce comunque un buon livello di manovrabilità. Vira senza problemi, accelera senza strappi e alla massima velocità raggiunge quasi 27 nodi. Insomma, è quel tipo di barca che quando metti la prua fuori dalla diga foranea ti viene voglia di navigare a lungo. La sensazione è che non avrebbe sofferto anche se le condizioni del mare fossero state più impegnative, del resto l’omologazione CE è un categoria A come tutti i modelli del cantiere.

Armatoriale a prua, due cabine ospiti a centro barca e due bagni. Gli interni sono quelli che il cantiere consente di modificare di più, sia come disposizione, sia per gli arredi.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA: ANCHE QUESTO MODELLO
DEL CANTIERE È STATO PROGETTATO DA FULVIO DE SIMONI.

Della postazione di comando mi è piaciuta l’ergonomia. La plancia è alla giusta distanza e si timona confortevolmente sia seduti, sia in piedi. Tutto è a portata di mano e comodo da utilizzare. Meno convincente la visibilità. Niente di drammatico, ma il parabrezza è composto da due pezzi, pertanto la parte centrale che li divide ostacola leggermente la visuale.

Il vantaggio della collaborazione con Fulvio De Simoni è quello di poter realizzare delle barche sempre migliori. Si possiede la conoscenza di ciò che ha funzionato ed è stato apprezzato e ci si può dedicare alla cura dei dettagli per migliorare i nuovi modelli. Un esempio è la silenziosità del 54’ Mahon. Da due entrobordo in linea d’asse ci si aspetterebbe molto rumore e invece non è così. I decibel sono decisamente pochi fino a 20 nodi e i valori più alti si raggiungono solo alle velocità più sostenute. Merito certamente di un’ottima insonorizzazione della sala macchine e anche le vibrazioni sono del tutto assenti, perfino nelle due cabine ospiti collocate a centro barca, quindi molto vicine ai propulsori. 

La coperta è tradizionale, ma molto ben organizzata con spazi separati che, se si aprono portelloni e finestrature, diventano attigui e in continuità tra loro.

Per quanto riguarda le prestazioni, si passa dai 14,5 nodi del minimo di planata ai 26,7 nodi della velocità massima. Interessante il dato dei consumi perché la forbice, per le stesse andature, passa da circa 100 litri a 284 litri/ora per entrambi i motori. In sostanza, è possibile navigare tra 15 e 20 nodi con un consumo complessivo compreso tra 100 e 200 litri/ora. Un valore contenuto che smentisce l’idea che con i motori in linea d’asse ci sia bisogno di molti litri di carburante. Dipende da voi, in sostanza. Il consumo cresce in modo più consistente solo dai 25 nodi in su. Inoltre, i 2.500 litri di capacità dei serbatoi garantiscono una giusta autonomia per navigare in lungo e in largo per il Mediterraneo. L’autonomia è sufficiente per raggiungere Mahon dalla Sardegna, così come dalla costa francese, a qualsiasi andatura si decida di navigare, perfino alla massima velocità. Il layout della coperta e del ponte principale è tradizionale, ma funzionale. Area living e sedute in dinette e in pozzetto, prendisole a prua.

Il 54’ misura sedici metri e mezzo di lunghezza fuori tutto, lo spazio quindi non manca, ma non è nemmeno sprecato. Mi è piaciuta la larghezza dei passavanti perché consente di muoversi in sicurezza anche quando la barca è in navigazione. Forse più innovativo è il layout dell’area notte, ma egualmente molto convincente. La cabina armatoriale è stata collocata a prua, distante dalla sala macchine, in modo da regalare all’armatore uno spazio ancora più confortevole. La cuccetta matrimoniale, inoltre, è in diagonale, in questo modo si percepisce uno spazio perfino maggiore rispetto a quello a disposizione. E poi si gode di un’ottima vista verso l’esterno grazie alle finestrature sullo scafo che vanno da centro barca fino a prua. Gli ospiti, trovano posto nelle due cabine con letti paralleli di poppa. L’unica cosa che non mi ha del tutto convinto degli interni è la larghezza delle porte delle tre cabine che si limita a 50 cm rendendo non troppo agevole l’accesso.

Engine room
I 1.430 cavalli complessivi dei due motori Cummins offrono un range ampio di velocità da crociera. Chi lo desidera può comunque chiedere che siano installati gli Ips di Volvo. 

Austin Parker International Slu
E-08320 Masnou ‘El – Barcelona, Spain

Sales office
Santa Margherita Ligure (GE)
T. 0185 699022
www.austinparker.com

PROGETTO 
Fulvio De Simoni Yacht Design

SCAFO
Lunghezza f.t. 16,50m • Larghezza massima 5,10m • Dislocamento a pieno carico 25.000 kg • Serbatoio carburante 2.500 l • Serbatoio acqua 600 l

MOTORI
2×715 Cummins QSM11 • Potenza 533 kW (715 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 10,8 l • Alesaggio per corsa 125mm x 147mm • Regime di rotazione massimo 2300 giri/minuto • Peso 1.188 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT A – 12 persone

PREZZO
€ 1.530.000, IVA Esclusa, con 2×715 Cummins in linea d’asse (Maggio 2022)

(Austin Parker 54’ Mahon, Happy Island – Barchemagazine.com – Maggio 2022)