Austin Parker 54 Fly, oltre la tradizione

Lontana dalle mode per durare nel tempo. Il 54 Fly è il quinto modello della gamma di Austin Parker, anch’esso frutto della collaborazione tra Fulvio De Simoni e l’ufficio tecnico del cantiere

by Niccolò Volpati

È una storia che arriva da lontano, quella delle lobster boat. A metà dell’800 si spostavano a remi o a vela. Agli inizi del secolo successivo arrivarono i primi motori a gasolio, ma la struttura dello scafo non cambiò molto. Si trattava sempre delle stesse barche a vela a cui era stato tolto l’albero e aggiunto il propulsore. Erano pescherecci, barche da lavoro. Servivano per catturare le gigantesche aragoste che popolano i mari della costa Nord Est americana. Un mare fatto di acqua salata, ma anche di tanta acqua dolce.

Nel Maine l’oceano Atlantico si mescola a migliaia di laghi e fiumi e i crostacei rappresentavano una miniera d’oro da rivendere nel New England. L’arrivo del motore a bordo delle lobster porta a una prima trasformazione. La chiglia diventa a skeg, cioè il dritto di prua affilato va lentamente appiattendosi verso poppa. È un’evoluzione molto simile a quella di un altro famoso scafo americano: il fisherman. Non a caso, anche questa è una barca da pesca. E proprio questa conformazione della carena e queste linee d’acqua conferiscono alle lobster due caratteristiche che si porteranno dietro per molti anni, fino ai giorni nostri: tenuta del mare e stabilità. Le lobster sono per definizione molto marine, solide, robuste e affidabili. Quelle di oggi possono essere più o meno rivisitate.

Certamente, a bordo di un modello Austin Parker non avrete la sensazione di essere saliti su un peschereccio. Il 54 Fly, in particolare, è il risultato di un miscuglio. Ci sembra un po’ riduttivo definirlo una “rivisitazione in chiave moderna”. Si tratta di una sorta di meticcio, con alcune caratteristiche che non tradiscono le origini da aragostiera e altre che se ne distanziano molto, al punto di realizzare perfino un fly. Il risultato è una barca nuova, certo in linea con altri modelli del cantiere, ma sicuramente non può essere classificata come un restyling di uno scafo classico. Il merito va ripartito tra l’architetto Fulvio De Simoni e l’ufficio tecnico Austin Parker.

Il pozzetto del 54 Fly richiama alla mente quello delle vecchie lobster. A cosa serviva questo spazio? Era un’area di lavoro per eccellenza, l’accesso al mare doveva essere agevole, anche perché si issavano e calavano in mare le nasse per la cattura dei crostacei. La soluzione studiata da De Simoni prevede un’apertura totale dello specchio di poppa grazie a un meccanismo elettroidraulico. Il piano di calpestio e la superficie del pozzetto risultano pertanto ampliati e tutt’uno con la piattaforma bagno. Quest’ultima sfrutta per intero il baglio e ha una profondità di 85 cm. Ovviamente un pozzetto di questo tipo non serve per calare le reti, ma piuttosto per vivere a pieno il contatto con il mare. Per raggiungere il fly c’è una scaletta che spiove fino a metà del pozzetto. I gradini sono numerosi, ma non è ripida proprio perché ha molta inclinazione, occupando parecchio spazio in coperta.

Il layout più distante dalla tradizione lobster è certamente quello degli interni. Le vecchie aragostiere avevano al riparo solo la postazione di guida e, al massimo, una cuccetta singola. Quando si usciva a pesca in due ci si alternava al timone, nel caso si dovessero raggiungere i banchi più distanti dalla costa. Il registro, per fortuna, è radicalmente cambiato. Gli spazi disponibili sono abilmente sfruttati a tutto beneficio del comfort. Due soluzioni ci sembrano significative: quelle della cucina e della cabina armatoriale. La prima è stata collocata in posizione ribassata rispetto alla dinette. In questo modo non si sacrificano metri quadri alla vivibilità dell’area living. Per quanto riguarda l’armatoriale, il layout prevede un’ubicazione all’estrema prua. Per rendere più confortevole il locale, la cuccetta è posta leggermente in diagonale. Questa soluzione permette di avere sempre almeno 60 cm di larghezza per muoversi intorno al letto.

L’altezza di tutti gli spazi è sempre più che sufficiente perché è di poco superiore ai due metri. Quella che risulta, invece, un po’ troppo sacrificata è la sala macchine. Ospita due Man da 900 cavalli e una serie d’impianti. Il problema è che si trova circondata dalla cabina marinaio e dal garage del tender. Intendiamoci, tutto quello che ci deve stare c’è, solo che non è facilmente ispezionabile. Per accedere agli impianti è necessario rimuovere la scaletta dal suo alloggiamento, una volta che si è scesi per far visita ai propulsori con trasmissioni in linea d’asse.

Il dislocamento a pieno carico supera le 28 tonnellate, ma i due Man riescono a spingere il 54 Fly fino alla ragguardevole velocità di 33,6 nodi. Il range di crociera è ampio, si parte da un minimo di planata a 14 nodi per passare a una andatura veloce intorno ai 28 e la massima oltre i 33. Anche i consumi registrano dati positivi, soprattutto considerato le prestazioni che i motori sono in grado di offrire. La rumorosità in plancia è contenuta. Nella cabina armatoriale è leggermente più elevata perché, nonostante si trovi distante dalla sala macchine, sente l’effetto dell’onda sul dritto di prua. Come l’abitabilità, anche la manovrabilità è all’insegna del comfort. L’elettronica dei Man è sufficiente e mai eccessiva. La barca è facile da gestire e non serve essere ammiragli di lungo corso per governarla.

Alcune dotazioni standard Àncora da 30 kg con 100 m di catena calibrata maglia 10 • Verricello salpancora • Elica di prua • 4 passacavi inox • 4 bitte • Finestrature anteriori e laterali in cristallo temperato • Ponte di coperta rivestito in teak • 2 flap idraulici • Scala di accesso al flybridge • Bussola magnetica • Impianto tv led 26” con inverter • Stereo cd/dvd • Box doccia separato con carabottino in teak e porta in cristallo • Serbatoio gasolio 2.800 l • Serbatoio acqua 600 l • Serbatoio acque nere 280 l • Serbatoio acque grigie 250 l

Alcuni optional (Iva esclusa) Motori Man 8V 900 cv (€ 50.000) • Antenna satellitare tv (Ftv 45) + radome vuoto (€ 13.000) • Tetto apribile (€ 8.000) • Aria condizionata (€ 26.000) • Elica di poppa (€ 9.000) • Dissalatore 120 l (€ 19.000) • Ice maker (€ 3.000) • Tv cabine ospiti + cd/dvd 22’’ (€ 1.200) • Kit dotazioni di sicurezza (€ 2.400) • Tavolo pranzo con movimentazione elettrica (€ 3.500) • Verniciatura scafo blu (€ 25.000)

Alcune misure in cm Larghezza passavanti 43 • Altezza in dinette 199 • Larghezza accesso salone 121 • Altezza cabina armatore 202, sopra la cuccetta 131 • Cuccetta armatore 195 x 160 • Altezza bagno armatore 205 • Altezza in cucina 202 • Larghezza accesso area notte 62 • Altezza cabine ospiti in ingresso 185, altezza minima 170, sopra le cuccette 106 • Altezza bagno ospiti 214

La scheda
Costruttore
Cantieri Navali Austin Parker
Rosignano Marittimo (LI)
tel. 0586.792412
[email protected]
www.austinparker.it

Progetto Fulvio De Simoni • Ufficio tecnico del cantiere

Scafo Lunghezza f.t. 16,04m • Larghezza 5,06m • Dislocamento a pieno carico 28,7 t • Dislocamento a vuoto 24,1 t • Riserva carburante 2.800 l • Riserva acqua 600 l • Cabine 3 • Bagni 2 • Cabina equipaggio 1 • Portata max 12 persone

Motori standard 2 Man 800 cv • Motori della prova 2 Man V8 • Common rail a iniezione diretta con controllo elettronico • 8 cilindri a V 90° • 4 valvole per cilindro • Potenza 900 cv (662 kW) • Regime di rotazione 2300 giri/min • Peso 1.565 kg

Prezzo € 1.390.000 + Iva (con i motori della prova costa 50.000 euro in più) (Maggio 2012)

Certificazione CE CAT A

(Austin Parker 54 Fly, oltre la tradizione – Barchemagazine.com – Maggio 2012)