Apreamare Gozzo 45, the dolce vita

Per godersi il mare, la crociera, la permanenza a bordo e la navigazione. Il nuovo gozzo di Apreamare è sinonimo di dolce vita

by Niccolò Volpati – photo by A. Cocchi-A. Guerrieri

Gozzovigliare. Dal dizionario significa fare baldoria, mangiare e bere in abbondanza, divertirsi, fare festa. L’etimologia ci dice che il termine deriva dal latino tardo medievale che significa “cose di cui godere”. E, in effetti, Gozzo 45 di Apreamare non si distanzia molto da questa definizione. I gozzi sono forse una delle più tipiche barche italiane. Nascono dai navigatori arabi, a vela o a remi, ma la cosa sorprendente è che rappresenta la tipologia più fedele alla tradizione. È cambiata poco, soprattutto nelle forme. Serviva ai pescatori perché era veloce, ma anche stabile. Ideale per riportare il pescato in fretta in porto, senza rinunciare allo spazio a bordo per pescare in comodità. Gli stessi concetti si prestano anche per soddisfare le esigenze del diporto.

Il mobile cucina è in coperta, diviso in due dal montante di poppa dell’hardtop.

Rimanere fedeli alla tradizione, non significa non cambiare per nulla. Tutta la storia di Apreamare lo insegna, anche gli ultimi due modelli, varati a poca distanza uno dall’altro: prima Gozzo 35 e poi Gozzo 45. Le linee sono classiche. Quello che ci si aspetta da un gozzo. Le performance sono moderne. I motori sono due Cummins V-Drive da 600 cavalli. La prima caratteristica che apprezzo è la maneggevolezza e la facilità di conduzione. Il V-drive consente di risparmiare spazio in sala macchine, ma non è una trasmissione che garantisce enorme maneggevolezza. Invece, Gozzo 45 vira piuttosto stretto. Non è fatto per fare lo slalom tra le boe, ma offre una facilità di conduzione più che sufficiente. Il cantiere prevede anche la possibilità di installare gli Ips di Volvo, ma, francamente, non se ne sente la necessità. Alla massima sono arrivato a trenta nodi tondi tondi. Una velocità ideale. Oggi mi sembra che molte imbarcazioni abbiano come obiettivo il raggiungimento dei quaranta o cinquanta nodi. Ma ce n’è davvero bisogno? Faccio un po’ fatica a immaginarmi una famiglia, magari con dei bambini, che salta sulle onde a 50 nodi. Trenta di massima è più che sufficiente.

Volumi, abitabilità, luminosità e spazio per lo stivaggio indicano che si tratta di una barca pensata per la crociera e non solo per un fine settimana.

Il minimo di planata l’ho raggiunto a 12 nodi e quindi ce ne sono ben 18 di range di crociera. Un valore più che sufficiente per decidere se navigare veloce o in modo più tranquillo e parco nei consumi. Consumi che comunque non sono eccessivi. Per planare bastano 55 litri/ora totali e alla massima si arriva a 250. A conti fatti si naviga a 20 nodi di velocità con circa sei litri per miglio e a venticinque nodi con sette. L’assetto ideale, a mio avviso, è proprio tra i venti e i venticinque nodi di velocità. 

LA VERSIONE CON DUE CABINE PREVEDE CHE LO SPAZIO A SINISTRA SIA UTILIZZATO COME AMPIO GAVONE. A SCELTA PUÒ DIVENTARE
UNA CABINA PER L’EQUIPAGGIO.

La barca si stende bene, è perfettamente in assetto e anche la visibilità verso prua ne guadagna. In ogni caso è uno scafo sempre stabile, sicuro e facile da condurre. La carena, del resto, è stata disegnata da Umberto Tagliavini: un nome, una garanzia. Interni e coperta, invece, sono stati curati da Marco Casali che è riuscito a coniugare lo stile classico con le esigenze più attuali di un armatore. Le linee sono quelle tradizionali con i volumi e il layout perfetti per la crociera. Non è solo un calcolo matematico. Non è solo questione di centimetri, ma anche di scelte. E, a volte, le scelte possono essere sbagliate. Non qui. In coperta c’è tutto quello che serve. La piattaforma bagno a poppa, il prendisole, il divanetto a U con il tavolo a ribalta e poi una seconda area living a prua con divanetti contrapposti. 

Stabile e performante come è lecito aspettarsi da Apreamare. Ma anche facile da condurre e maneggevole, anche nella versione con V-Drive.

Non manca niente, ma la cosa che mi è piaciuta è la sensazione di ampiezza. I passavanti sono molto larghi e offrono comodità e sicurezza, che non sono sempre scontate. Razionalmente, lo spazio che si occupa per muoversi a bordo è di circa 70 cm all’altezza delle spalle e 30 ai piedi. Volendo basterebbero queste misure per garantire di muoversi a bordo in scioltezza. Se ci si limita a 70 e 30 centimetri però la sensazione è quella di un ambiente angusto. Marco Casali, invece, ha scelto un’altra strada. Nonostante in coperta non manchi nulla, gli spazi sono comunque aperti e i camminamenti più larghi del necessario. E il risultato è quello di avere la sensazione di essere a bordo di una barca di oltre 50 piedi. 

I prendisole sono due: uno a poppa e uno sulla tuga. L’estrema prua è dedicata all’ormeggio.

L’hardtop ha una giusta dimensione. Protegge la zona della plancia, ma non è eccessivo. Il parabrezza non chiude, nel senso che non arriva a fondersi con l’hardtop e questo consente di avere una maggiore circolazione di aria. Anche questa scelta mi è sembrata azzeccata, perché si tratta di una barca mediterranea che, presumibilmente, navigherà in mari piuttosto caldi. La stessa filosofia degli spazi ampi e aperti è stata adottata sottocoperta. La cabina armatoriale a prua è aperta, senza paratie. Prima di giungervi si incontra un divanetto sulla sinistra e il locale bagno a dritta. Se questo spazio e la zona di prua con la cuccetta matrimoniale fossero stati divisi da una paratia, temo che avrei avuto la percezione di due locali angusti. La cabina ospiti è molto ampia, tanto da contenere un letto matrimoniale e uno singolo. Ideale per tre ragazzi o una coppia con un figlio. L’abitabilità è buona perché non si trova sotto il pozzetto, bensì in corrispondenza della consolle di guida. Un’altra versione degli interni prevede invece una terza cabina, sottraendo un po’ di spazio alla cabina ospiti che passa da tre a due posti letto. In definitiva, gli spazi sottocoperta offrono cinque o sei posti letto e due bagni. Un allestimento adeguato per la crociera a medio raggio e per lunghe permanenze a bordo.

Engine room
La trasmissione è a scelta tra una coppia di Cummins da 600 cv con il V-Drive oppure Ips 650 di Volvo con una coppia di 480 cavalli.

APREAMARE YACHTS
Via Terragneta, 72
I-80058 Torre Annunziata (NA)
T. +39 081 5378411
www.apreamare.it

PROGETTO
Umberto Tagliavini (carena e architettura navale) • Marco Casali (interni e coperta)

SCAFO
Lunghezza f.t. 14,70m • Lunghezza scafo 13,00m • Larghezza massima 4,70m • Pescaggio 1,20m • Dislocamento a secco 14.700 kg • Dislocamento a pieno carico 19.000 kg • Serbatoio carburante 1.600 l • Serbatoio acqua 400 l

MOTORE
2 Cummins QSC8.3 600 • Potenza 441 kW (600 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 8,3 l • Regime di rotazione massimo 3000 giri/min • Alesaggio per corsa 114mm x 135mm • Peso a secco 896 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO
A partire da 770.000 € Iva esclusa, con 2 x 600 cv Cummins. Trasporto escluso (Ottobre 2023)

(Apreamare Gozzo 45, the dolce vita – Barchemagazine.com – Ottobre 2023)