Anno Zero, l’editoriale di Franco Michienzi

Gli ultimi trent’anni hanno fatto registrare cambiamenti epocali nel mondo in generale e nella nautica in particolare, nel corso del 2023 proveremo a ripercorrerli

by Francesco Michienzi

Anno 2023, trentesimo compleanno di Barche. Cosa è cambiato nel mondo in generale e in quello nautico in particolare? Possiamo definire il 1993 come l’anno zero. Fu lì, pare, che il mondo ripartì, ricco di novità e moderni ribaltamenti. Si inaugurò una breve stagione di dolce e fecondo smarrimento occidentale, di coltivazione di una politica senza conti in sospeso, di invenzioni scientifiche, di nuovo respiro artistico. Visto oggi, da qui, possiamo definirlo un anno inebriante. Ci fu, infatti, l’elezione di Bill Clinton alla Casa Bianca, con tutte le aspettative che un figlio dei fiori si portava dietro; il primo boom della nuova straordinaria dimensione, Internet (il World Wide Web nasce nel 1991); la globalizzazione che mosse le merci in un pianeta che aveva aperto le frontiere, o ne aveva di friabili, e riconvertì ogni concetto economico conosciuto; in Sudafrica finì l’Apartheid e Nelson Mandela vinse il premio Nobel per la Pace.

IN TRENT’ANNI SONO OLTRE CENTO LE IMPRESE NAUTICHE CHIUSE
O FALLITE. ALTRE SESSANTA SONO RINATE CON ALTRE PROPRIETÀ. OGGI LE PRIME TRE AZIENDE AL MONDO SONO ITALIANE.

Nella musica i Nirvana incisero il loro ultimo disco, In Utero, prima del suicidio di Kurt Cobain, e con Pablo Honey esordirono i Radiohead, che in una decina d’anni renderanno rottamabile tutto ciò che nel rock era venuto prima. Ancora, Quentin Tarantino girò Pulp Fiction dando dinamismo all’ambiente e nella moda emerse il viso lunare di Kate Moss, facendo invecchiare di trent’anni tutte le Claudia Schiffer e tutte le Cindy Crawford del pianeta. Si potrebbe andare avanti per delle pagine, tanto che il New Museum di New York, l’istituzione di arte contemporanea più radicale della città, installò una mostra a celebrare quel 1993, in ogni declinazione possibile, in ogni calibratura cromatica, visiva e multitematica. 

Tuttavia, ripensandoci, anche riguardandolo con occhi edulcorati dall’invecchiare e dalla lontananza, il 1993 continua a lasciare il ricordo di un tempo oscuro, rabbioso, violento. Il prologo del 1992 aveva portato in Italia le stragi di Capaci e via D’Amelio, e il battesimo dell’inchiesta Mani pulite. Nel 1993 venne lanciato il mercato unico con le 4 libertà di circolazione per le persone, le merci, i servizi e i capitali. Gli anni Novanta sono inoltre il decennio di due importanti trattati: il trattato sull’Unione europea (trattato di Maastricht) nel 1993 e il trattato di Amsterdam nel 1999.

NEL 1993 VIENE LANCIATO IL MERCATO UNICO CON LE 4 LIBERTÀ
DI CIRCOLAZIONE PER LE PERSONE, LE MERCI, I SERVIZI E I CAPITALI. NELLO STESSO ANNO È STATO FIRMATO A MAASTRICHT IL TRATTATO SULL’UNIONE EUROPEA.

Per gli appassionati di calcio, Roberto Baggio vinse il Pallone d’oro 1993, il riconoscimento che premia il miglior giocatore dei campionati del Vecchio Continente. In quell’anno il presidente di Ucina, l’associazione dei costruttori nautici italiani, oggi Confindustria Nautica, era Mario Giusfredi, figura che si fece apprezzare durante il suo mandato per moderazione dei toni e una buona capacità di mediazione.

Questi ultimi trenta sono stati anni di vera rivoluzione industriale nella nautica, soprattutto italiana. Sono cambiate le metodologie e le tecnologie di costruzione. Sono cambiati gli attori e la loro dimensione. In Italia, all’epoca, non c’erano campioni di livello internazionale, oggi i primi tre cantieri al mondo sono italiani. Guardando indietro osserviamo quanti marchi storici non sono sopravvissuti alle crisi cicliche che il settore ha registrato. Sono oltre cento le imprese nautiche chiuse o fallite. Senza contare altri 60 brand che sono rinati con altre proprietà. Tra questi ci sono nomi che hanno contribuito allo sviluppo del settore, ma che non sono stati in grado di cambiare per crescere e affermarsi nel mondo. All’epoca gli uffici tecnici nei cantieri erano rari, gli ingegneri si contavano sulla punta delle dita.

La vera chiave del successo della nautica italiana nel mondo è stata la voglia di migliorarsi per fare un prodotto eccellente. Fino agli anni Novanta l’approccio era stato più intuitivo e meno scientifico. Sono stati questi uomini alla guida di importanti cantieri italiani che, attraverso le loro personali idee, l’infinita passione, una buona dose di genialità e tantissimo lavoro, hanno costruito il loro successo. Possiamo definirli atti di amore e di sacrificio personale verso le proprie aziende. Successo che si è consolidato grazie all’ingresso di ingegneri negli uffici tecnici, i quali guidati dall’imprenditore lungimirante hanno saputo trasformare la creatività in vera innovazione. Molte realtà hanno decuplicato i propri fatturati, ma non tutte allo stesso modo. È intervenuta la finanza con nuovi strumenti, in molti casi ha fatto bene, in altri ci sarebbe da riflettere a fondo. Nel corso del 2023 cercheremo di raccontare con una serie di articoli i cambiamenti più significativi di cosa è accaduto in questi 30 anni. Un cambiamento che riguarda anche noi e il nostro modo di raccontare. Il supporto di tanti lettori ci conforta e ci spinge a cercare di migliorare ogni mese.

Un amico, estraneo all’editoria e alla nautica, mi ha chiesto perché pubblichiamo le auto di lusso e gli chef stellati. Ho risposto che noi cerchiamo di raccontare l’eccellenza in tutte le sue forme. In fondo dedicare una decina di pagine che riflettono anche lo stile di vita di tanti armatori non può nuocere a nessuno.

(Anno Zero – Barchemagazine.com – Gennaio 2023)