
La berlina da corsa
Frua inventa la sportiva di lusso, dall’abitacolo ampio e di gran comfort, la Quattroporte, raffinata berlina, ove le connotazioni che la distinguono all’epoca dagli angusti coupé di produzione internazionale non sono un ostacolo al rendimento prestazionale, anzi, ne esaltano le peculiarità più esclusive di Decio G. R. Carugati
Autore del design di Maserati Serie 1 Tipo AM 107, magica sintesi configurale, Pietro Frua nel 1963 realizza la possibilità di corrispondere alla dimensione berlina una meccanica decisamente corsaiola, con l’adozione del propulsore otto cilindri, opportunamente “addomesticato”, della celebre 450S di Fangio e Moss. Inventa, quindi, la sportiva di lusso, dall’abitacolo ampio e di gran comfort, un vero caposaldo, ché il marchio del Tridente riesce a conciliare valenze sino a quel momento considerate incompatibili. Nella definizione della forma, Frua opera inoltre il superamento delle linee curve, avviluppate, già perseguito, negli anni ’50, da Pinin Farina.
L’equilibrio di insieme è altresì frutto di consumata perizia delle maestranze tutte della Vignale, dai battilastra ai tappezzieri incaricati dell’approntamento della carrozzeria. Nel segno di Frua ben risaltano le ampie superfici vetrate, il perfetto gioco delle proporzioni, il cofano aggettato, sbalzato oltre i fari appena retrostanti a doppio cono illuminante. La vettura dichiara all’impatto il forte appeal di un intrinseco potenziale dinamico, unitamente alla morbida, avvolgente composizione degli interni che si distinguono nella scelta dei materiali, dei rivestimenti, pelli e radiche, delle cuscinature, nelle dotazioni di avanguardia, quali il condizionatore d’aria in quegli anni offerto ancora unicamente come optional.
La Quattroporte Maserati viene definita la berlina di classe più veloce al mondo. Tocca 230 km/h, impareggiabile la tenuta di strada, vanta quattro freni a disco servoassistiti per la massima sicurezza di guida. Federico Fellini racconta a Gianni Grazzini, in Intervista sul cinema (Laterza, 1983), la sua passione per le automobili negli anni ’60. «Facevamo a gara, Mastroianni e io, nello sfidarci con una nuova automobile. Lui comprava una Jaguar? E io la Triumph. Anche lui la Triumph? E io la Porsche. Anche Marcello la Porsche? E io la Bmw». Entrambi gli sfidanti prediligono coupé e spider prestigiosi, anche se l’amico, l’attore più amato, non rinuncia all’occasione di spiazzare il grande Federico, presentandosi alla guida di una Quattroporte Maserati color volpe argentata.
Nasce a Torino nel 1913. Allievo della Scuola Fiat, viene assunto a diciassette anni negli stabilimenti Farina come disegnatore, poi come direttore tecnico. Prima della guerra si mette in proprio e comincia a farsi apprezzare per l’eccellenza dei suoi progetti. La Spider A6G del 1950 segna l’inizio della sua collaborazione con Maserati. La Quattroporte del 1963 sarà la prima berlina con motore corsaiolo. Frua lavora inoltre per Glas, Bmw e Rolls-Royce (per quest’ultima disegna la Phantom VI). Muore a Torino nel 1983.
(Maggio 2012)






