
Sopra, il sigaro del mese fotografato su un’opera di Salvador Dalí, Destino, 1946, olio su masonite, cm 77 x 3 x 61.
Domanda (e risposta) curiosa
Una volta mi è stato chiesto se il sigaro sia arte e io ho dato una risposta semiseria e criptica: «Forse sì, ma anche no. Perché occorre saper distinguere tra estetica e cultura». Ne è seguito un silenzio imbarazzato
di Mark Bosshard
Il sigaro è indubbiamente stato creato per dare piacere. E ciò che dà piacere, quando non procura utilità, tradizionalmente riguarda l’estetica. D’altro canto non ogni forma di manifestazione umana – quando creativa ed estetica – veniva considerata arte. Tradizionalmente l’arte è stata concepita come manifestazione creativa dell’ingegno umano che richiede una perizia tecnica, oltre che portare a un risultato estetico. Oggi, ma la cosa risale già al secolo scorso, le cose sono cambiate: l’arte è andata via via confondendosi con la cultura in genere, nel senso che chiunque in qualunque modo comunichi un concetto, attorno al quale si genera un consenso sociale (entrando in tal modo nella cosiddetta cultura), per questa sola ragione può essere considerato artista. Ecco dunque perché il sigaro – che è estetico e richiede perizia tecnica, ma non esprime alcun messaggio culturalmente accettato (anzi!) – non è arte in senso moderno, ma può forse avvicinarsi al concetto di arte in senso antico. O forse no.
Partagas “Lusitanias”
Questa volta ho tolto dall’humidor un “grande classico” del sigaro cubano. Anzi: un classico doppiamente grande, tanto per dimensioni quanto per gusto. Si tratta infatti di un monumentale double corona, con capa di colore medio-chiaro che emana un deciso sentore di cuoio. Quanto al gusto, non aspettatevi la tipica aggressività e la nota “piccante” di Partagas: questo gigante buono si caratterizza per una fumata che si apre con una forza media, connotata da un ampio e avvolgente aroma di cuoio e di spezie, per poi sciogliersi – nel secondo terzo – in un morbido profumo di miele, cuoio e mandorla che continua sino alla fine della fumata, in cui emerge, in coda, una leggera e piacevole nota piccante.
Sigaro indubbiamente impegnativo e da fumatori esperti, ma molto probabilmente il miglior double corona che sia in circolazione.






