Reagire si può
Non è tempo di piagnistei: contro la crisi e la recente manovra del governo bisogna agire e farlo in modo intelligente, focalizzandosi sui clienti. È quello che ha fatto Mauro Corvisieri, alla guida di C.Boat, cantiere di Palermo specializzato in barche dislocanti in acciaio pensieri e parole raccolti da Laura Biazzi
La recente legge della manovra Monti ha spiazzato molti operatori del settore nautico che ancora una volta si sono sentiti penalizzati. Voi siete stati uno dei pochi a reagire in modo proattivo e immediato. Ci spiega nel dettaglio in che cosa consiste la vostra offerta e a chi è rivolta?
Sin dalle prime ore, nelle quali si paventava il fatto di mettere una tassa sulle barche e su altri beni considerati di “lusso”, ho pensato a tutti i miei clienti, veri appassionati dell’andar per mare. Sapevo che una doccia fredda del genere avrebbe scoraggiato anche gli armatori più tenaci e che questo avrebbe portato un rallentamento di trattative esistenti e future. Così ho cercato di “inventarmi” qualcosa che, oltre a rassicurarli che non fosse cambiato nulla nelle loro tasche, in qualche modo potesse portarli a trasformare un fatto “negativo” in “positivo”. E cosa c’è di meglio di offrire a qualcuno un’opportunità che non aveva mai avuto? Un posto barca gratis per due anni e l’annullamento (almeno per due anni) di quella tassa che, volente o nolente, fa sentire un armatore “tartassato” dal fisco.
Una volta capito quali erano i valori delle tasse e il range di prezzi nei porti, ho fatto dei rapidi conti e ho stabilito che quest’anno ritoccheremo verso il basso i nostri margini di guadagno su ogni imbarcazione.
Inoltre, C.Boat Yacht Builder ha sempre cercato di dare qualcosa in più ai propri clienti e per questo motivo dal 2012 vende i propri yacht con una garanzia di quattro anni.
La nautica è un settore industriale che produce reddito, Pil e posti di lavoro. L’opinione pubblica, però (complici i media e un po’ di demagogia) la collega all’evasione fiscale e ai “furbetti”. Crede sia possibile un’inversione di tendenza?
Purtroppo molti hanno sempre avuto in testa l’equazione “barca = evasore” e non nego che in passato questo sia avvenuto. Far pagare le tasse è sacrosanto ma va fatto con criterio ed equità. Penso che sia possibile invertire la tendenza con efficaci campagne promozionali da parte di noi imprenditori e dello Stato.
Quali sono i cambiamenti interni al settore che cantieri, operatori, fornitori e media dovrebbero effettuare e in che modo?
Con questo modus operandi attuato dal governo, cantieri e fornitori, non producendo più, licenziano e l’unica strada percorribile per poter uscire dal vortice è l’unione di tutte le forze. Gli operatori, e soprattutto i media, devono continuamente sottoporre all’attenzione delle istituzioni cosa sta succedendo.
Quando si dà una lettura alla legge appena emanata, salta subito all’occhio che un altro settore penalizzato sarà quello della portualità: non dimentichiamo che una barca italiana che va all’estero non paga e una che batte bandiera estera che si trova in acque italiane paga. La fuga degli scafi stranieri dai nostri porti è sicura. Il danno all’indotto nautico turistico potrebbe essere enorme, ben più oneroso delle entrate stimate in “soli” 200 milioni di euro. In più ho forti perplessità sull’applicabilità, in quanto vi è libera circolazione fra Paesi comunitari secondo disposizioni Cee.
Come vede il futuro scenario della nautica dei prossimi anni?
Per carattere non sono mai stato pessimista e spesso mi sono trovato a percorrere strade in salita, come credo che oggi stia facendo qualsiasi imprenditore in Italia. L’unico cambiamento che vedo è in positivo, con clienti che avranno voglia di acquistare barche e altri che avvicinandosi alla nautica acquisteranno scafi usati. Vedo nuovi porti e armatori che navigheranno sereni, senza stare attaccati a una motovedetta per i continui ripetuti controlli. Vedo un’Italia con una nautica migliore ma tutto questo, che non è un sogno, per esistere avrà bisogno di serie proposte di tutti. Io ho già iniziato a dare il mio contributo.






