Sono tutti d’accordo: fra le più valide soluzioni per il rilancio della nautica da diporto in Italia è necessaria la realizzazione di nuovi porticcioli turistici, in particolare con spazi dedicati alla piccola nautica.
by Clelia Pirazzini
Lo studio “Prospettive di evoluzione della portualità ligure”, curato da Gianfranco Ugolini dell’Osservatorio nautico nazionale nell’ambito del progetto Tpe (Turismo porti e ambiente, rete dei porti turistici per la sostenibilità ambientale) ha evidenziato come la Liguria, che figura come la prima regione per il numero di posti barca, non riesce a soddisfare la richiesta. Anche perché ai diportisti locali si aggiungono quelli di altre regioni interne, in particolare dalla Lombardia che annovera il più alto numero di diportisti per un 34% presenti nella Riviera ligure.
Per far fronte alla domanda e per una corretta sostenibilità ambientale si sono trovati tutti d’accordo nel recupero di aree dismesse dei porti commerciali e della riqualifica di quelli esistenti con opere ecocompatibili. Il progetto Tpe lavora per salvaguardare e migliorare la qualità degli approdi e la loro gestione e si prefigge lo scopo di promuovere attività atte a rendere più efficiente la qualità dei servizi offerti dai porticcioli che a loro volta costituiscono il volano per l’incremento del turismo nautico. Il progetto “Life Ambiente Pharos” ha portato alla certificazione ambientale quattro porticcioli turistici in un modo integrato con i Comuni.
Il progetto Turismo porti e ambiente ha inoltre focalizzato uno studio sulla possibile realizzazione di strutture a secco, che nella vicina Francia stanno riscuotendo molti consensi.
(Studio sulla portualità ligure – Barchemagazine.com – Novembre 2011)






