International boating forum

Si è svolto nell’ambito del Salone nautico di Genova il 1° International boating forum durante il quale sono state sviluppate le tematiche riguardanti la nautica da diporto a livello mondiale con lo scopo di individuare uno sbocco per il suo rilancio

di Clelia Pirazzini

La conferenza, che ha messo a confronto i massimi protagonisti internazionali, è stata aperta da Lamberto Tacoli, chief sales & marketing officer del Gruppo Ferretti con un accenno all’export che in molti casi è stato l’àncora di salvezza delle aziende italiane del settore. Non tutti i Paesi emergenti ai quali si guarda con interesse devono però essere messi sullo stesso piano. In Cina, per esempio, dove il boom economico ha creato una classe sociale con grandi disponibilità di denaro, non esiste la cultura del mare e la nautica non è nemmeno concepita come passatempo. Ma tutta l’area asiatica, anche per altri motivi non favorisce oggi lo sbocco dei nostri prodotti nautici. Alcuni Paesi sudamericani e soprattutto il Brasile, ma anche il Messico, possono invece essere considerati degli ottimi mercati. Anche qui, però, ci sono dei problemi: la tassazione elevata sulle barche importate. Paolo Vitelli, presidente Azimut-Benetti, ha asserito che proprio a causa delle elevatissime imposte sulle barche di importazione è stato costretto a trasferire il cantiere direttamente in questo Stato sudamericano, dove ha trovato sostegno e una burocrazia più facile.
Ma tutti i relatori si sono trovati d’accordo su una strategia da seguire non solo dall’Italia, ma da altri Paesi europei: il Mediterraneo deve ridiventare il primo mercato in assoluto per il rilancio della nautica, rappresentando le radici, le fondamenta della marineria. Come ha ribadito Leonardo Ferragamo, spetta a ogni Paese che si affaccia sul mare nostrum promuovere iniziative per il rilancio della nautica e soprattutto dell’Italia, che è come un grande molo atto ad accogliere diportisti e semplici visitatori. In questo modo si potrebbero spalancare anche le porte del mercato asiatico, proponendo marchi prestigiosi, il nome, la capacità di creare prodotti di classe. Puntare quindi sul brand, come succede con la moda, con le Ferrari, proponendo le nostre barche che, come ha detto Massimo Radice di Sessa Marine, si devono presentare con un concetto artigianale che non teme raffronti, ma con innovazioni tecnologiche.

(International boating forum – Barchemagazine.com – Novembre 2011)