Una scelta difficile
Tra i periodi più divertenti della vita “nautica” di un diportista credo ci sia quello dedicato alla ricerca della barca. Saloni e fiere con il luccicante contorno di gadget, tanti weekend passati in giro per i più bei porti, riempiendosi gli occhi di eleganti scafi e paesaggi incomparabili, incontrando altri amanti del mare e scoprendo angolini segreti che ci riconciliano con il nostro Paese
di Romano Less
Per molti, la cui moglie non ama granché la barca, la ricerca dell’imbarcazione in giro per i porti è una buona occasione per averla vicino, ben contenta del diversivo turistico. Pochi hanno la fortuna di trovare in lei un valido supporto, ma in questo caso è bene che ne sfruttino le capacità, l’intuito e la concretezza, che nelle trattative è sicuramente una carta vincente.
Nuova o d’occasione, la barca rappresenta una conquista mai facile, mai scontata. L’emozione palese o nascosta è grande, simile ai primi approcci affettivi adolescenziali. Questo discorso non è applicabile a chi si dedica al recupero di barche d’epoca, attività meritoria che dovrebbe essere incentivata in tutto il mondo per incoraggiare la conservazione di un patrimonio storico e tecnico di sicuro interesse.
Ma teniamoci alla realtà comune: un cittadino con reddito normale e media esperienza nautica che ha saggiamente deciso di dedicare una somma precisa – e non di più – all’acquisto e alla gestione di un mezzo. Attenti, perché il primo problema non è dato dalla spesa iniziale, in genere abbastanza nota dai listini, ma da tutti gli oneri connessi al possesso e all’uso di una barca. Posto 100 il costo nudo e crudo, aggiungete almeno 20 di spese accessorie, quali adempimenti burocratici, messa in mare, piccoli imprevisti ecc.
Il più delle volte basta a sforare il budget, con relativi ovvi imbarazzi. Come prevenire tali evenienze è difficile dirlo, le vie delle sorprese sono infinite e su una barca se ne incrociano la maggior parte… E non si creda ci siano troppe differenze tra un nuovo “così-così” e un usato “fresco”. Sull’usato, però, si è detto già molto e ricordo sempre di guardare il venditore più che la barca, sia proprietario che broker, chiedendosi, all’americana, “comprereste un’auto usata da costui?”.
Ci sono infatti persone che nell’uso migliorano e perfezionano la loro barca, arricchendola di accessori e ovviando agli immancabili difettucci, ed è facile riconoscerle. Molto più difficile la difesa dall’altro genere, che si camuffa da esperto armatore ma in realtà ha con le sue cose un rapporto usa e getta. I suoi motori hanno soltanto 1.500 ore? Bravo, peccato che non abbia mai cambiato olio e filtri e abbia i serbatoi pieni di morchia (alle prime due onde il motore si spegne), il frigo perde e così via. Il problema in tal caso è serio, perché le magagne non sempre sono immediatamente individuabili, possono saltar fuori a distanza di mesi, a pagamenti finiti e passaggio di proprietà registrato. La classica prova in mare di un’oretta il più delle volte passa liscia, sfruttando l’entusiasmo dell’uscita e la bellezza del mare… Qualche rumorino sospetto è coperto dalle chiacchiere o dalla radio a palla, l’assetto anomalo vi sfugge, oppure «sì, ma abbiamo messo le eliche xxx, poi si cambiano, ah, no, i flap, il tender, sa…». Balle, scusate, se la barca nella prova non è impeccabile come dal suo standard, lasciate perdere.
Da ultimo, richiamo la vostra attenzione sui contratti, i preliminari e le opzioni. Badate bene di non firmare dove ci sono caratteri troppo piccoli: può capitare che non siano specificate chiaramente parti fondamentali, come tempi di consegna, penali per ritardi e inadempienze. Non sarebbe la prima volta che la barca promessa per giugno arrivi a settembre, magari con accessori diversi o altre difformità. Cantieri seri non ci dovrebbero cascare, ma…
Ecco allora che il modulo prestampato potrebbe essere una trappola. Vediamo come saltarla a pie’ pari. Abbiamo concluso una serrata trattativa, ottenendo un prezzo più che buono e/o una serie di accessori in listino come opzionali. Dobbiamo pretendere che il tutto sia riportato espressamente in chiaro sul contratto e sull’eventuale bolla di consegna e che sia specificata ogni somma, voce per voce. Al momento della consegna abbiate la costanza di verificare punto per punto quanto stabilito, senza lasciarvi distrarre. Passato questo momento topico, specie se avete finito i pagamenti, ogni possibile contestazione sarà un cammino impervio, tutto in salita. Consegna che di solito coincide col varo, ma potrebbe verificarsi in altre condizioni. Nel primo caso compete una prova generale di tutte le funzionalità, dalla navigazione allo stereo.
Il personale potrebbe cercare di sottrarsi, hanno sempre fretta e molto da fare, figuriamoci farli tornare la settimana prossima dalla sede di Milano a Palinuro…
Se invece il varo è previsto, per esempio, a Genova e il vostro porto è in Toscana, il massimo sarebbe partecipare al trasferimento con l’equipaggio del cantiere: qualche ora in mare aperto vi consentirebbe ogni verifica, compresi gli effettivi consumi, che mi sembrano spesso sottostimati. La cena che offrirete loro all’arrivo sarà un giusto compenso per quello che vi avranno fatto scoprire, in bene e in male, di quel che avete comprato.
C’è forse ancora qualcuno che per altre vie si affaccia da novizio e preso dai mille dubbi e angosce nel tempo della scelta si affanna a leggere, ascoltare e domandare. La confusione crescerà in proporzione al numero delle risposte, contraddittorie e assolutamente divergenti. Sempre in base all’approccio estetico-affettivo, alle notizie di Radiobanchina, moderna epigona di Radio Fante, alle questioni più banalmente commercial-pubblicitarie a cui sono legati molti esperti, anche davvero competenti. In questo disperante orizzonte chi potrà darmi il giusto orientamento? Se dico nessuno non mento, ma aggiungo qualche amico alla mia già lunga lista.
Rassegnatevi a elementi banali: ormai la maggior parte dei modelli correnti sono abbastanza adeguati all’uso, la marcatura CE dovrebbe garantirne una ragionevole sicurezza, i valori commerciali sono più o meno standardizzati per anno, quasi come per le auto, fate verificare il vostro esemplare per accertarvi che non abbia gravi danni e considerate la prima esperienza come uno scotto da pagare per entrare nell’esclusivo club…







