Itama 54 – Impossible to resist it

Fedele agli stilemi del cantiere, si mostra con un layout rinnovato e più funzionale. Al timone? Una garanzia, come sempre. Per navigare bene e veloce

by Niccolò Volpati – photo by Massimiliano Romualdi

     Al timone di Itama 54 la tentazione di  affondare la manetta è fortissima perché è fortissima – e dunque rassicurante – anche la sensazione di assoluto controllo dell’imbarcazione.

     Questo nuovo open è un irresistibile invito alla navigazione e alla velocità, che si raggiunge agilmente grazie ai due potenti Man da 850 cavalli ciascuno (montati sulla versione optional; quella standard prevede 730). Appena supera la fase di dislocamento, lo scafo si distende: assetto e visibilità sono perfetti. Vira facilmente e il giusto: non s’inclina troppo, né troppo poco. È maneggevole e facile da condurre.

     La prova è avvenuta con mare calmo, anche se, ovviamente, non sono mancate le onde di scia generate dalle numerose barche in transito al largo di Cannes. Eppure, il passaggio è sempre stato morbido perché la V di prua ha permesso di fenderle chirurgicamente.

Sottocoperta non manca davvero nulla, ma gli spazi sono più di “servizio”. Itama 54 è un open e, come tale, va vissuto appieno all’aperto. Gli interni sono razionali e funzionali. L’allestimento si sviluppa lungo tutta la lunghezza, garantendo due cabine con due bagni en suite, una grande cucina e un divanetto lineare di fronte alla tivù.

     Tra la plancia e la sala macchine c’è tutta la tecnologia che serve, senza inutili eccessi. Ci sono, ad esempio, i correttori di assetto Interceptor, made in Quick, che rappresentano senza dubbio un valido aiuto persino per gli armatori più esperti. Anche i dati relativi ai consumi confermano l’idea che valga davvero la pena sfruttare i cavalli a disposizione: per navigare a 20 nodi, infatti, ci vogliono poco meno di dieci litri per miglio, a 25 nodi ne bastano otto. In realtà, più si “spinge” e più Itama 54 dà il meglio di sé.

     Gli interni e la coperta sono stati realizzati da Tommaso De Luca. Il compito – ammettiamolo – non era affatto semplice: si trattava di ammodernare senza tuttavia stravolgere il Dna della barca, anche perché lo stile Itama, che gli armatori peraltro si aspettano, non è mai stato in discussione. Ebbene, De Luca ha centrato in pieno l’obiettivo. In coperta, la zona di poppa è tradizionalmente occupata dal prendisole triplo e dalla piattaforma bagno. 

// Il layout concentra tutta l’area living in pozzetto e il prendisole con la piattaforma a poppa. La prua, come da tradizione, rimane sgombra e arredata con soli due prendisole a incasso. //

    Il quadrato del pozzetto sfrutta al meglio la superficie a disposizione perché, di fatto, è come se fosse raddoppiato. Ci sono il classico divano a U intorno al tavolo da pranzo, il mobile cucina e la consolle di guida, ma anche un altro angolo per il living con un secondo divanetto. L’accesso a prua, come per tutti gli Itama, avviene attraverso il parabrezza, ma il portello, questa volta, non si trova al centro, bensì a dritta. In questo modo, il passaggio è sempre agevole ma leggermente defilato, il che consente di ottenere un allestimento più funzionale. La zona di prua è sgombra e occupata solamente dal doppio prendisole, leggermente incassato rispetto al piano di calpestio della tuga, ed è una soluzione perfetta, perché i cuscini rimangono nascosti alla vista senza alterare le linee delle fiancate che restano pulite. Non c’è la battagliola che risulterebbe un pugno nell’occhio sotto il profilo estetico.

     Sottocoperta, il layout dimostra che in fase di progettazione non c’è mai stata l’ossessione per i volumi. Il comfort c’è, si vede, si respira, ma senza forzature. Quando si scende la scaletta, per esempio, non ci si imbatte in un classico disimpegno e a poppa non si trova una cabina che, rimanendo sotto il piano di calpestio del pozzetto, sarebbe stata sacrificata in altezza. Si accede piuttosto a un corridoio che, a sua volta, consente l’accesso alle cabine, tutte con bagno en suite.

// I PRENDISOLE di prua sono leggermente incassati rispetto
al piano di calpestio della tuga: in questo modo risultano
quasi INVISIBILI. E l’effetto è très chic. //

     Quella armatoriale è all’estrema prua e il bagno ha un box doccia separato. La cabina degli ospiti, invece, è ubicata leggermente più a poppa, pur restando nella zona di prua della barca. Gli interni offrono anche una grande cucina lineare con un generoso piano di lavoro e un divanetto, sempre lineare da 4-5 posti. Tutto si sviluppa in lunghezza. Ma è nella natura di Itama, che va vissuto soprattutto in superficie.

Engine room

Sempre Man e sempre con la linea d’asse. Si può però scegliere la potenza: la versione standard monta una coppia da 730 cavalli, quella opzionale da 850.

ITAMA, FERRETTI GROUP BRAND
Via Classicana, 68
I-48122 Ravenna (RA)
www.itama-yacht.com

PROGETTO
Tommaso De Luca (interni ed esterni) e Ferretti Engineering

SCAFO
Lunghezza f.t. 16,44m • Larghezza massima 4,73m • Pescaggio 1,70m • Dislocamento a vuoto 19.500 kg • Serbatoio carburante 2.500 l • Serbatoio acqua 450 l

MOTORE
2x Man i6-850 • Potenza 626 kW (850 cv) • 6 cilindri in linea • Cilindrata 12,42 l • Alesaggio per corsa 126 mm x 166 mm • Regime di rotazione massimo 2300 giri/minuto • Peso 1.215 kg

CERTIFICAZIONE CE
CAT B

PREZZO*
1.290.000 € – Base – Iva esclusa – Franco cantiere

* Il prezzo si riferisce a Luglio 2026

(Itama 54 – Impossible to resist it – Barchemagazine.com – Tratto da Barche, Luglio 2026)