Il più grande spettacolo dopo il Vesuvio? L’America’s Cup 2027. Il filo che lega il Golfo di Napoli al più antico trofeo dello sport mondiale è tessuto nelle pagine che Carlo Zazzera ha voluto dedicare alla sua città, crocevia illustre di imprese e campioni legati alla grande vela
by Olimpia De Casa
In libreria dallo scorso 23 giugno, “Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup” è un libro da non perdere per più di una ragione. Per il fatto che per la prima volta, in 176 anni di storia della massima competizione velica, sarà l’Italia ad ospitare nello spettacolare Golfo di Napoli il più antico trofeo dello sport mondiale. Per l’originalità della trattazione, un racconto inedito delle storie e dei legami che uniscono la città del Vesuvio alla sfida tra Yacht Club in assoluto più competitiva, sia sul piano sportivo sia su quello tecnologico.
Perché la pubblicazione è assolutamente godibile e apprezzabile non solo da chi è cresciuto a pane e drizze, ma anche da tutti coloro che vogliano navigare alla scoperta del più grande evento sportivo che nel 2027 farà del capoluogo campano l’ombelico della vela mondiale. L’altro motivo per leggere l’ultimo volume di Carlo Zazzera per LeVarie Edizioni è che i proventi netti della vendita saranno devoluti all’ASD Black Dolphin per sostenere i corsi di vela per ragazzi in difficoltà di Napoli e provincia. È del resto intrecciata a Partenope la storia dell’America’s Cup raccontata nelle 224 pagine che a un anno dal grande evento portano a immergersi immediatamente nell’atmosfera che avvolgerà la 38esima edizione. Significativi i link più e meno noti: dalla prima partecipazione del team italiano di Azzurra, nel 1983, con un’emozionante partenza da Napoli, alla sfida ufficiale del Reale Yacht Club Canottieri Savoia con Mascalzone Latino nel 2003 (con il record di ben undici napoletani nel team) e nel 2007, sino a quella del Circolo del Remo e della Vela Italia con Luna Rossa nel 2027.
E ancora, dalla vittoria del Moro di Venezia nella Louis Vuitton Cup 1992, il prestigioso torneo degli sfidanti all’America’s Cup a San Diego, con ben otto napoletani in equipaggio, a Francesco de Angelis, primo timoniere non anglosassone ad alzare lo stesso trofeo nel 2000 con Luna Rossa ad Auckland, ai due successi di Lars Borgström, unico velista napoletano presente in entrambi quei trionfi italiani, che detiene anche i record di partecipazioni (quattro, insieme con Francesco de Angelis e Pierluigi de Felice) e di team con i quali ha corso (tre, come Carlo Castellano).
Da quel lontano 1983 ventisei uomini e donne di Napoli sono stati protagonisti nei team che hanno preso parte all’America’s Cup. Il volume ripercorre le loro storie, i successi conquistati, i segreti e le testimonianze, che vengono arricchite con aneddoti, curiosità, episodi iconici. Il libro, che Carlo Zazzera dedica al comandante Antonio Romeo (il nonno), che gli ha trasmesso il mare nel Dna, e a Luca (il figlio), con il quale spera di riuscire a fare lo stesso, è al fianco dell’iniziativa Carbon Fiber Design Contest, ideata dall’ingegnere Domenico Brigante e organizzata da Olympus e Tepco per dare lustro alla scuola napoletana dei materiali compositi. Giunto alla sesta edizione, e già collegato all’America’s Cup in occasione delle World Series del 2013, il contest costituisce un punto di incontro tra Università, industria e professioni tecniche, con il coinvolgimento di Unione Industriali Napoli, ACEN e AITeM e la partecipazione al sesto DRAF International Symposium on Dynamic Response and Failure of Composite Materials di Ischia del 2026.
(Napoli nell’America’s Cup, in libreria il nuovo volume di Zazzera – Luglio 2026)






