Molteni Museum, il nuovo allestimento è “FROM THE COLLECTION / in dialogue”

Nove anni dopo l’inaugurazione del Molteni Museum nel 2015, un nuovo allestimento permanente a cura di Ron Gilad  mostra le icone di Molteni&C, UniFor e Citterio

Un percorso tra arredi della collezione, documenti e materiali d’archivio che rivela e racconta un’altra storia del Gruppo Molteni: un viaggio in 90 anni di storia, dal 1934 ad oggi. Nel 2015 il Museo del Gruppo Molteni nasce per celebrare gli 80 anni di storia, innovazione, ricerca e qualità, e contribuire così alla diffusione della cultura del design, con la curatela di Jasper Morrison. Nel 2021 viene trasferito nello spazio espositivo Glass Cube, nel parco del Molteni Compound e riprogettato integralmente da Ron Gilad. Dedicato alla storia dell’impresa – prodotti, prototipi, grafica e immagini – con uno sguardo al presente e al futuro, ha l’obiettivo di mettere in scena la storia, l’identità e i valori aziendali.

Vite straordinarie di uomini e donne che hanno inventato, prodotto, costruito oggetti, lavoro e relazioni sociali. In un dialogo tra autori e oggetti di epoche diverse – la sedia, il tavolo, la libreria – , accostamenti di forme e simmetrie, colori e finiture, attraverso il nuovo allestimento, si scoprono corrispondenze nascoste e assonanze in ambienti raccolti e domestici, simili a una casa da vivere ogni giorno, dove conversare, leggere, studiare, lavorare e amare. Una nuova intimità. “Cosa sognate voi per la vostra casa? Una volta sognavano la casa in ‘istile‘, — ingenuo sogno piccolo borghese. Oggi voi sognate una casa piena di luce; una casa aperta sul cielo e sul verde con vaste finestre: una casa abitata dal sole. La casa nuova è figlia di un entusiasmo e di una confidenza nella vita”. (Gio Ponti, Domus, 110, febbraio 1937).

Una selezione di 50 prototipi e prodotti racconta di ricerche, attitudini e poetiche variazioni sul tema, compiute dai vari progettisti che, nel corso della storia, hanno collaborato con le aziende del Gruppo. Arredi quasi smaterializzati – Less, LessLess e Graduate, disegnati da Jean Nouvel – mostrano quella magnifica ossessione dell’architetto per le forme pure e monolitiche. Con Gio Ponti e il tema della leggerezza e della seduta – di poco sedile, o avvolgente e confortevole – le riedizioni si accostano le une alle altre, mostrando l’evoluzione di pensiero e di progetto. Dall’accostamento delle poltrone D.153.1, D.156.3 e D.150.5 e delle D.154.2 e D.151.4, emerge la costante ricerca di una relazione tra corpo e seduta. L’utilizzo di tessuti neri per le parti imbottite consente di soffermarsi sul progetto delle strutture, nella loro unicità.

E ancora, Aldo Rossi con i suoi “mobili o architetture” pensati perché rimanessero fuori dal tempo e “non costruiti per la moda” – la Cabina dell’Elba, il Carteggio, la sedia Milano, la poltrona Parigi. Nei pezzi di Rossi emerge il senso poetico dell’architetto, capace di attingere alla memoria personale e collettiva. Non solo dialoghi “interni” ma anche “esterni”. Il cassettone disegnato da Werner Blaser per la Mostra della Selettiva di Cantù del 1955 rivela, in questo allestimento, un’intima assonanza con la serie 4D, disegnata poco più di dieci anni dopo da Angelo Mangiarotti. Il dettaglio, come elemento compositivo essenziale e prezioso, estetico ma al contempo funzionale, si ritrova in entrambi gli oggetti: un disegno efficace che moltiplica la sua complessità nell’accostamento dei moduli. Serie che si basano sulla completezza del singolo pezzo, ma anche sulle potenzialità date dal sistema e dalla composizione, da sempre parte del Dna delle aziende del Gruppo. La leggerezza di Graduate si contrappone alla matericità di Piroscafo – Jean Nouvel concretizza l’idea di una libreria che pare fatta di aria, Luca Meda e Aldo Rossi immaginano un transatlantico capace di racchiudere e trasportare oggetti e memorie.

All’ufficio open space funzionale e modulare, delimitato dalla parete a tutta altezza RP, disegnata nel 2004 da Renzo Piano per UniFor per la sede del Sole 24 Ore, e organizzato attraverso il sistema Modulo 3 di Bob Noorda e Franco Mirenzi, si accosta Secretello disegnato da Michele De Lucchi, uno scrittoio intimo, raccolto, privato ma al contempo pubblico. 

Il nuovo allestimento progettato da Ron Gilad mette in dialogo epoche e personalità: un confronto continuo che si apre ai visitatori coinvolgendoli nella ricerca di nuove relazioni sottese all’armonia complessiva degli spazi. Cuore del museo è una timeline che ripercorre la storia del Gruppo dal 1934 ad oggi. La storia di un’industria italiana, fondata da Angelo e Giuseppina Molteni, che si sviluppa dagli anni ’50 con la collaborazione di architetti e designer italiani e internazionali, come Luca Meda, Afra e Tobia Scarpa, Aldo Rossi, Werner Blaser, Yasuhiko Itoh, Richard Sapper, Foster + Partners, Jean Nouvel, Álvaro Siza, Pierluigi Cerri, Michele De Lucchi, Hannes Wettstein, Rodolfo Dordoni, Dante Bonuccelli, Patricia Urquiola, Ron Gilad, Ferruccio Laviani, Michael Anastassiades, Renzo Piano, Herzog & de Meuron e Vincent Van Duysen. Fino alla riedizione di una collezione di arredi disegnati da Gio Ponti tra il 1935 e il 1970, nucleo della Heritage Collection, ampliata con il tavolo Blevio di Ignazio Gardella. Dai primi passi di impresa artigianale, tante cose sono cambiate. La produzione, oggi industriale. La distribuzione, oggi internazionale. La capacità d’innovazione, con investimenti costanti in ricerca e sviluppo. Una cosa è rimasta invariata: la qualità, fil rouge che unisce da tre generazioni l’evoluzione di un Gruppo fra i leader mondiali nel settore dell’arredo di design.

Molteni Theater

Il Molteni Museum

L’esperienza maturata nella gestione del Museo è stata lo stimolo principale per la creazione di un nuovo progetto. La collezione permanente rimane il cuore della proposta, ripensata e riorganizzata da Ron Gilad secondo nuovi criteri di curatela. A questa si affiancano iniziative speciali, grazie alla flessibilità degli spazi, come mostre temporanee che spaziano dal design all’architettura, dalla fotografia all’arte, con la creazione di un articolato programma di eventi legati al Museo. La comunicazione e la fruizione dei contenuti sono globali e aperte al mondo, grazie alle piattaforme digitali. Così è nato il portale online dedicato al Molteni Museum, con l’obiettivo di informare, spiegare e appassionare l’utente grazie a contenuti extra su pezzi iconici che hanno segnato la storia del brand e, più in grande, del design. Moltenimuseum.com dedica spazio, oltre ai prodotti esposti, anche ai prodotti in archivio, parte integrante della Collezione storica. La sede del Molteni Museum testimonia e valorizza la storia del Gruppo. L’edificio che lo ospita viene costruito agli inizi degli anni 2000, prima studio fotografico, poi showroom e infine spazio per mostre temporanee. All’interno del padiglione, la distribuzione è data da pareti angolari e speculari che generano due spazi espositivi distinti e dedicati ad accogliere oggetti diversi: centralmente una galleria, inscritta nel lucernario e dedicata all’esposizione di contenuti a parete; nel resto del padiglione spazi più ampi, dove esporre oggetti e opere di grande formato. La distribuzione espositiva è una scelta funzionale e il risultato della relazione tra lo spazio geometrico e gli oggetti da esporre: gli angoli solidi, generati dall’incontro di superfici architettoniche interne definiscono la spazialità e le proporzioni volumetriche ottimali atte ad esporre oggetti tridimensionali e di grande formato o, come nella galleria centrale, opere bidimensionali disposte a parete, come grafiche, manifesti e fotografie della storia aziendale. 

(Molteni Museum, il nuovo allestimento è “FROM THE COLLECTION / in dialogue” – Barchemagazine.com – Marzo 2024)