Nuovi prodotti per il diporto e nuove strategie: abbiamo incontrato il general manager di Furuno Italia per farci raccontare i programmi dell’azienda giapponese
QUANDO PENSI A FURUNO, PENSI A STRUMENTAZIONE ELETTRONICA DI QUALITÀ. Il marchio è sinonimo di elettronica da professionisti, i fisherman da combattimento hanno in plancia un ecoscandaglio Furuno. Per contro, la sua fama è anche quella di strumenti che hanno bisogno di un ingegnere anche solo per essere messi in funzione. Nel 2014, l’azienda giapponese, l’unica nel settore dell’elettronica ancora proprietà della famiglia che l’ha fondata, la famiglia Furuno appunto, ha cambiato le strategie distributive in Italia. Per molti anni la distribuzione è stata affidata ad Arimar, poi è nata Furuno Italia. Massimo Bugli, impegnato per 22 anni in Arimar e da sempre nella divisione elettronica, è stato nominato General Maneger di Furuno Italia.
Da chi è composta Furuno Italia?
Da 34 persone. 27 arrivano da Arimar. Furuno ha voluto confermare in blocco il team che ha sempre lavorato nella distribuzione in Italia. Dei 34 dipendenti, ben 25 sono tecnici, perché l’azienda, da sempre, presta molta attenzione al service pre e post vendita.
E la sede?
Quella centrale è a Gatteo, vicino a Rimini, poi continuiamo ad avere quella di Viareggio e quella di Genova dove ci sono tecnici sia per il settore navale, sia per il diporto. Infine, c’è quella di Augusta in Sicilia e recentemente ne abbiamo aperta una a Napoli.
Quali servizi offrite?
L’assistenza è garantita dai 25 tecnici sparsi per l’Italia e da tutti i tecnici e installatori esterni che sono anche dealer di Furuno. In ogni porto c’è un rivenditore. Tecnici interni ed esterni fanno annualmente corsi di aggiornamento sui nuovi prodotti. I principali cantieri italiani (Azimut, Benetti, Ferretti Group, Baglietto, Sanlorenzo) apprezzano il contatto diretto con la casa madre. I nostri tecnici sono in grado di seguire un’installazione dalla progettazione fino al montaggio a bordo.
Qual è, secondo lei, il vantaggio che avete rispetto ad altri competitors?
Lavoriamo e abbiamo una gamma prodotti per tanti settori navali e non solo per il diporto: naviglio mercantile, pesca professionale, barche da lavoro, navi da crociera e trasporto passeggeri; oltre, ovviamente all’elettronica per lo yachting. Inoltre, non siamo un dealer che sposta scatole in magazzino e spedisce pacchi al cliente. Siamo tecnici specializzati con due diverse qualifiche: commerciale e diporto.
Quali sono i nuovi prodotti e a chi si rivolgono?
I NavNEt TZtouch2 sono strumenti touch screen multifunzione che sfruttano la tecnologia già sviluppata per i settori professionali o per i mega yacht come, per esempio, la possibilità di scaricare dati meteo direttamente sul plotter tramite wi-fi. Questa nuova gamma è stata progettata per barche da 12 a 20 metri. Sopra i 30, Furuno è già leader, ma si pensa che nei prossimi anni si assisterà a una nuova primavera anche per barche di medie dimensioni e quindi abbiamo sviluppato dei plotter multifunzione proprio per queste tipologie.
E per la vela?
Anche in questo settore, che storicamente non rappresenta il core business di Furuno, ci stiamo attrezzando. La nuova gamma di strumenti FI 70 dispone di sensori proprietari incluso quello del vento. Il protocollo è NMEA 2000, pertanto si possono montare questi display anche mantenendo i sensori che già ci sono a bordo.
Furuno è, da sempre, sinonimo di radar e pesca.
L’ultimo radar che abbiamo realizzato è wireless e siamo anche gli unici ad averlo. è l’ideale per le barche a vela perché non servono cablaggi, a parte l’alimentazione. In questo modo non si aggiunge peso all’albero. I dati tra radar e plotter si trasmettono senza fili ed è possibile anche realizzare l’overlay con la cartografia. Per i nuovi modelli di fisherman, invece, Furuno ha realizzato un particolare software proprietario che consente di avere la stessa qualità della tecnologia Chirp anche con un trasduttore normale. I trasduttori Chirp, infatti, sono piuttosto costosi, mentre con questo software, che è di fatto un filtro, si ottiene comunque un ottimo ecoscandaglio.
(Massimo Bugli, ritorno al futuro – Barchemagazine.com – Dicembre 2015)






