Design – Codice Icona

La società Benefit veronese reinterpreta alcuni oggetti di arredo ideati tra gli anni ’30 e gli anni ’80 del secolo scorso. Un tributo al movimento del design italiano famoso in tutto il mondo. Ogni produzione, dalla scelta alla realizzazione, dura anche due anni

by Francesca Ciancio

Ridare forza, colore, spinta creativa al genio artistico di designer che non ci sono più o che, ancora con noi, sono testimoni della rinascita di alcune loro creazioni. È l’intento, ma si potrebbe dire anche il tributo, a cui la società veneta Codiceicona ha deciso di dar forma.

CodiceIcona

Lampadario Mir
Roberto Fiorato con il lampadario Mir rende omaggio alla configurazione della Stazione Spaziale Russa del 1986. Non ha forma definita, muta in base agli apporti che ne determinano l’aspetto. Il fulcro di un esploso rappresentativo dichiara innanzitutto la sua ragion d’essere come fonte di luce.

CODICEICONA NASCE COME BRAND TESTIMONE DELL’ECCELLENZA
DEL DESIGN ITALIANO NEL MONDO, PROMUOVENDO ARREDI, COMPLEMENTI E ILLUMINAZIONE CHE RAPPRESENTANO
IMPRESCINDIBILI SCELTE SENZA TEMPO.

Lo fa rendendo contemporanei alcuni dei pezzi iconici del design italiano: che vengono modificati su parametri ingegneristici nuovi, e resi più funzionali alle esigenze attuali. Sono inoltre attualizzati nei colori e prodotti in materiali più moderni. L’anima, però, non cambia. È la stessa dello schizzo di partenza, pensato e disegnato dalle mani di personaggi del calibro di Luciano Baldessari, Shigeaki Asahara, Alessandro Mendini, De Pas, D’Urbino, Lomazzi, per citarne alcuni. Dalla nascita di Codiceicona, nel 2018, a oggi, sono diciannove i pezzi di arredo selezionati da un comitato scientifico formato dal presidente Decio G.R. Carugati, dalla vicepresidente Michela Bondardo, da Roberto Fiorato, Massimo Anselmi, Walter Maria De Silva, Marco Maiocchi, Michela Baldessari e Giulia Pordd. A loro è stato affidato il compito di fare ricerca, scovare tra cataloghi, ricordi e racconti dei pezzi che hanno fatto grande l’arredo Made in Italy per poi riutilizzarli, mettendoli nelle mani di abili artigiani.

CodiceIcona

Appendiabiti Octopus
Octopus rappresenta l’intrinseco potenziale dinamico di un appendiabiti, disegnato nel 1990 da Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi, dove otto bracci protendono verso l’alto pronti ad accogliere giacche, mantelli e cappelli costituendo, in verso opposto e ben disposto a sostenerne il carico, l’assetto di base.

Uno Zeitgeist capace di ridare vita a indimenticabili pezzi dei grandi maestri del ’900. Ecco perché Nicola Fiorato, Chief Executive Officer della società Benefit veronese, non parla di imitazione, semmai di emulazione e di omaggio a chi ha contribuito a fare grande il nome dell’Italia nel design. Ci spiega Fiorato: «Non sono oggetti scelti a caso perché ciascuno di questi divulga una storia e una connessione con il periodo storico in cui è stato progettato. Sono pagine aperte su un periodo che va dagli anni ’30 agli anni ’80 del secolo scorso, ma la novità, e direi anche la bellezza, è di riportare in auge quel contesto rendendolo ancora fruibile. Sono pezzi che hanno già in sé il concetto del “fuori tempo”, perché la loro straordinarietà sta nel fatto di essere sempre attuali. Noi, come Codiceicona ci siamo limitati a mostrarli di nuovo, a farli rivivere attraverso accorgimenti più contemporanei, rispettando, ad esempio, norme di sicurezza che negli anni ’60 o ’70 non esistevano».

CodiceIcona

Lampada Blitz
Francesco Trabucco con la lampada Blitz, progettata nel 1969, è assertore di una poetica di modi tesi alla ricerca, allo studio del possibile, dell’opportuno, del fattibile in ogni ambito di suo interesse ideativo.

Un lavoro davvero certosino quello dei membri del comitato scientifico, impegnati nella ricerca di oggetti spesso non più in produzione da anni o addirittura realizzati solo come prototipi, arredi spariti dal mercato del vintage e che esistono, su bozzetti, solo negli archivi delle fondazioni. 

Tavolo Badano 
Franco Albini firma, nel 1954 il progetto Badano, quello di un tavolo, meglio di un sistema, che porta il nome del committente, che comprende lo sviluppo di differenti configurazioni, grazie alla composizione degli elementi di base. 

Da questo punto di vista Codiceicona porta avanti un lavoro che sembra rimasto incompiuto: «Una delle cose più interessanti di questa idea imprenditoriale è quella di aver coinvolto i designer ancora in attività, i padri di questi oggetti, che tornano a mettere le mani sulle loro creazioni, fino a creare qualcosa di esclusivo per noi come è successo con il tavolo Con-Tatto di Walter De Silva», precisa Roberto Fiorato.

CodiceIcona

Il Carrello Musica 
Il Carrello Musica, progettato da Joe Colombo, esprime lo spirito del nuovo tempo che anima i giovani designer negli Anni Sessanta. Gioia di vivere, allegria, ritmo, colore. Tutti elementi che caratterizzano sia il jazz sia il lavoro di Joe Colombo. Secondo Gillo Dorfles i suoi lavori sono sempre estremamente vitali, estremamente liberi, pur essendo perfettamente riusciti da un punto di vista progettuale.

Una volta identificate le “icone” secondo “codici” di sensibilità e valori condivisi, il processo produttivo passa nelle mani di artigiani dotati di talento e affinità con il team. Ecco che entrano in gioco manovalanze di pregio, a Milano, Brescia, Verona e Venezia. Un lavoro che, dalla scelta fino alla realizzazione del manufatto, può durare anche due anni: «A fare grande il design italiano di quegli anni è stata anche la componente artigiana con capi-officina che, dinanzi alle idee folli di certi designer, non dicevano non si può fare, ma rispondevano “troviamo la soluzione”. Si buttavano con coraggio in certe imprese. Forse oggi sono un po’ meno, ma esistono ancora e sono quelli che abbiamo scelto», racconta ancora Fiorato.

CodiceIcona

Lampada Spinnaker La Lampada Spinnaker, disegnata nel 1969 da Costantino Corsini e Giorgio Wiskemann, è caratterizzata dalla piega della lamiera, morbida e rigonfia, che evoca quella della vela prodiera di ampia superficie curvilinea.

CodiceIcona

La collezione Codiceicona piace agli amanti del design, agli architetti e chissà che non possa essere scelta da qualche armatore: «In questo momento stiamo lavorando a una sedia pieghevole in legno degli anni ’50 disegnata da Gustavo Pulitzer, architetto triestino ingiustamente poco noto in Italia, ma che fu molto apprezzato Oltreoceano, tanto da essere il più importante progettista di transatlantici per la rotta Italia-America. Credo che questo oggetto sarebbe perfetto in ambito navale. Per noi è fondamentale che questi arredi siano anche uno stimolo a riscoprire personaggi troppo velocemente dimenticati», conclude Fiorato.

CodiceIcona

Sedia Plia 1969
La sedia pieghevole Plia, progettata da Giancarlo Piretti nel 1969, è caratterizzata da una dinamica di apertura e chiusura delle parti rotanti risolta in un unico snodo. Il sedile e lo schienale sono realizzati con uno stampo da un foglio di plastica trasparente. La struttura è di tubi sottilissimi di acciaio. 

CODICEICONA SELEZIONA LE OPERE CHE HANNO FATTO LA STORIA
DEL DESIGN, NE ACQUISISCE I DIRITTI E, OVE POSSIBILE, ASSISTITA
DALLA COLLABORAZIONE DEI DESIGNER CHE HANNO CREATO L’OGGETTO, PROCEDE ALLA RIVISITAZIONE DELLE OPERE IN CHIAVE MODERNA.

(Design – Codice Icona – Barchemagazine.com – Giugno 2023)