Jean Gaudaire-Thor, nodi sconosciuti

Le opere recenti di Jean Gaudaire-Thor sono caratterizzate da un ritorno alla spontaneità e alla semplicità

by Sam Beckett and Elena Vallorotto

IN QUESTA NUOVA TAPPA DEL SUO LAVORO VEDIAMO SVILUPPARSI UN’IDEA DI ABBANDONO VOLONTARIO della composizione e di un nuovo tipo di tracciato sulla superficie della tela. L’aspetto di schizzo conferisce all’insieme dell’opera un carattere fluido e dinamico. In alcune opere si possono percepire luoghi di resistenza. Delle specie di nodi da marinaio sconosciuti, indefinibili, dove qualsiasi forma di analisi urta contro la potenza dell’ignoto, dell’indeterminato. In questo luogo nessuna parola può essere messa al posto della pittura, nessuna parola può raggiungere ciò che è detto dalla pittura. Ciò che tenta oggi l’artista è forse di pervenire a questo punto ultimo della creazione dove le forme giungono autonomamente, dove non c’è più bisogno di occuparsene, a quel momento in cui la ragione, la logica, il sapere ci sfuggono e si confondono con l’irrazionale. Picasso diceva «Bisogna cercare a lungo per non dover più cercare di dare un senso a ciò che si fa…».

In alcune tele come Tre vele o Barche sul rosso del 2014, si possono trovare delle zone non dipinte, sorte di piccole riserve in cui l’artista lascia vedere la trama della tela. Esiste una parola inglese per descrivere questa mancanza: è il termine “the Blank”. Un’assenza di colore. Si potrebbe dire piuttosto un varco. Questi “buchi”, queste riserve sono ottenute all’inizio del lavoro. Due, tre riserve sono distribuite sulla superficie della tela, a volte ne resta una alla fine del processo. Queste riserve, sovente di forma triangolare, evocano la struttura delle vele dei battelli, ma anche le fenditure così caratteristiche delle opere dell’architetto e pittore italiano Lorenzo Bernini. Mi piacerebbe citare a questo proposito Jean Gaudaire-Thor: «Per me questi squarci servono, nella maggior parte dei casi, a tenere più a lungo possibile uno spazio vergine da qualsiasi intrusione, come una radura in cui si può respirare, dove si sente la brezza venuta dall’alto mare».

(Jean Gaudaire-Thor, nodi sconosciuti – Barchemagazine.com – Giugno 2015)