Elba isola del tesoro?

È così difficile pensare alla nautica come fattore di sviluppo economico del nostro paese? Angelo Zerilli ci pone un tema sul quale è bene riflettere in modo approfondito relativo al distretto turistico dell’isola d’Elba ma che potrebbe essere solo un esempio tra i tanti

Gentile Direttore,
sono ben lieto di accettare il Suo invito a commentare il recente articolo apparso sul Sole 24 Ore in merito alla perdita, da parte degli imprenditori dell’isola d’Elba, della possibilità di poter usufruire dei benefici previsti per i Distretti Turistici.

A partire del 2011, infatti, i vari Governi che si sono succeduti, hanno emanato delle leggi che, almeno nelle intenzioni, volevano favorire il turismo, in quanto economia che, pur rappresentando una delle eccellenze italiane nel mondo, negli ultimi anni (o decenni?) è stata maggiormente abbandonata a se stessa. A tale proposito, basta ricordare che in questo Stato, che detiene l’80% dei beni culturali del mondo, abbiamo anche votato un referendum per abolire il Ministero del Turismo!!!.

Ora, tornando all’isola d’Elba, ben lungi da me la voglia di cercare o indicare un responsabile dell’accaduto, anche perché in Italia, come tutti ben sappiamo, di responsabili non ce ne sono mai stati.

L’amara conclusione è che anche all’Elba, una delle 1.000 bellissime località della nostra Nazione, si rimarrà senza la possibilità di poter beneficiare di aiuti che magari saranno anche di difficile ottenimento, ma che comunque avrebbero potuto rappresentare un importante punto di partenza per la valorizzazione di un’isola di incomparabile bellezza.

L’Assessorato regionale competente, in un articolo pubblicato in risposta di quanto lamentato dal Sole 24 Ore, ha precisato che le aziende elbane non hanno avviato il processo di costituzione del Distretto, processo che egli ha lamentato essere lungo e problematico, come se la legge di riferimento non fosse stata discussa e approvata anche in Conferenza Stato-Regioni, visto che a livello nazionale, il turismo è inopinatamente materia regionale.

Devo però ricordare che, anche volendo ammettere la difficoltà del percorso normativo, un’altra isola, quella di Ischia, ha praticamente concluso l’iter per la costituzione del Distretto Turistico e oggi – fine agosto 2013- è in attesa della firma del Decreto da parte della Presidenza del Consiglio, mentre sin dal marzo di quest’anno, è operativo il Distretto Turistico di Roma Capitale, che comprende molte città intorno a Roma, oltre alla totalità delle organizzazioni industriali e commerciali del Lazio, tra i quali anche le Associazioni dei Balneari.

Purtroppo, per l’Elba, devo dire che personalmente, quanto è successo, non mi ha meravigliato più di tanto.

Conosco molto bene Portoferraio, e ho ancora vivissimo il ricordo della prima volta che ci sono arrivato, con questo Forte che domina minaccioso dall’alto ogni nave e ogni nuovo visitatore che arriva. L’isola mantiene ancora fortissima un’atmosfera che l’articolista del Sole 24 Ore ha definito addirittura pre-risorgimentale, soffermandosi anche nel sottolineare come nelle sale del Comune non vi siano ne foto del Presidente della Repubblica, e nemmeno una bandiera italiana. è forse questa la spiegazione di quanto avvenuto per il Distretto Turistico. Forse, ma spero fortemente di sbagliarmi, è proprio in questo non volersi sentire appartenenti a una Nazione che ha determinato questa assurda chiusura in 30.000 isolani in 8 Comuni, con i loro Consigli Comunali, le loro Giunte, le loro Società partecipate, i loro Consorzi, le Comunità Montane, ecc. ecc., dove forse ognuno dei 30.000 ha o vuole avere una carica pubblica, con relativo appannaggio.

Qui, insieme a un imprenditore non elbano (gravissima colpa questa), abbiamo cercato per anni, ovviamente senza riuscirci, di ristrutturare con fondi privati, in chiave moderna, funzionale e nel pieno rispetto dell’ambiente, la zona dei cantieri navali e di dotare di un porto turistico la baia di Porto Ferraio, che personalmente reputo una delle più belle di tutto il Mediterraneo. Ma, come forse anche Lei sa, ultimamente il nemico n. 2, nel nostro Paese, è l’imprenditore privato (il n. 1 sappiamo tutti chi è).

Eppure l’Elba è un’isola che ha tutto per essere valorizzata dal punto di vista nautico! è tappa per coloro che navigano verso la Sardegna o lungo le coste tirreniche; la sua circumnavigazione è allo stesso tempo complessa ma affascinante, i luoghi incantevoli, l’atmosfera sicuramente retrò. In conclusione, caro Direttore, l’isola d’Elba per un motivo, Pompei per un altro, la Reggia di Caserta che non è proprio più una reggia, il Colosseo dove fanno sciopero all’improvviso lasciando 4.000 turisti stranieri al sole di luglio, e l’elenco è purtroppo senza fine, ma allora Direttore, non sarà che stiamo vivendo un degrado morale, sociale, culturale dal quale sarebbe proprio il caso di venir fuori se non vogliamo che i nostri figli, i nostri nipoti, il mondo intero non ci consideri una generazione di incapaci?

Angelo Zerilli

(Elba isola del tesoro? – Barchemagazine.com – Ottobre 2013)