Un lettore ci scrive per condividere la sua profonda amarezza verso tutti coloro – in primis la stampa televisiva – che non comprendono il valore dell’industria nautica e il suo stato attuale di enorme difficoltà, ma alimenta la creazione del “mostro” per la pubblica opinione…
Prima serata su Rai 3: Ballarò.
Si discute dell’azione del nuovo governo e del come trovare i famosi 8 miliardi che servono per imu e iva.
Per illustrare cosa sta avvenendo, in video, una mano scrive su un foglio di carta da pacchi alcune parole simbolo, seguendo il discorso che si sente in audio. La voce dice che, intanto, in questo dramma da scarse risorse, il Governo non ha trovato di meglio che abolire la tassa sulle barche: la mano depone sul foglio una foto di un superyacht da una cinquantina di metri e una fototessera di Briatore…
Ecco: raramente credo di aver avuto in passato una immediata consapevolezza così netta su chi è “il colpevole”, chi devo ringraziare per il massacro che è avvenuto in Italia ai danni del nostro comparto industriale (la nautica), di un settore così dinamico, di assoluta eccellenza, leader mondiale incontrastato, generatore di ricchezza da esportazione, che non ha mai ricevuto dallo stato neanche mezzo euro di fondi pubblici a nessun titolo. E che oggi è quasi disintegrato…
Orrido animale, la stampa televisiva e i “giornaloni”: creano il mostro da additare alla pancia della pubblica opinione, che poi stuzzica accarezzandola per il verso del pelo che ha fatto crescere.
Quanti potranno essere, nella redazione che ha poi imbastito la scaletta del programma, ha fatto le ricerche, ha infine “scritto il pezzo” e ne ha curato la regia, i “giornalisti” coinvolti in quel passaggio: due? Tre redattori?
Suppongo che per infarcire tutto il resto della puntata, ci abbiano lavorato anche parecchi altri, che però si sono occupati di varie cose (i “tabelloni” con le statistiche, gli ospiti da convocare, i servizi in video, Crozza…).
Ebbene, quei due-tre soggetti sono lì, chiarissimi nella mia mente, con la bava unta che gli cola dal mento, mentre sgrufolano soddisfatti e inconsapevoli sulle miserie delle 22 mila famiglie di coloro che hanno perso il lavoro nella filiera della nautica da diporto…
Sono le 04:10. Non riesco a dormire, per quanto mi ha amareggiato e agitato questa abbagliante e immediata consapevolezza della volontà di autodistruzione del nostro Paese e dell’impunità di cui godono cattivi maestri (maestri?) come questi.
Penso a quanto impegno, quanta dedizione, quanta determinazione ho messo nel lavoro che ho fatto e cerco di continuare a fare in questo disgraziato settore, bombardato a tappeto da almeno 5 anni.
Penso a mia figlia con angoscia…
Paolo
(Agosto 2013)






