80 metri di acciaio e alluminio levigati in forme slanciate e linee morbide. CRN ha varato una nave che esalta il concetto di relax e ospitalità con sei suite con terrazzo, una beach area di oltre 100 mq e un appartamento armatoriale che occupa un intero ponte
di Silvia Montagna
È un bel modo per festeggiare i 50 anni di storia per il cantiere anconetano del Gruppo Ferretti: il varo della nave più grande mai costruita da Crn e una delle maggiori realizzate in Italia. Una grande festa – con 3.000 persone fra cui istituzioni, ospiti illustri, dipendenti e l’intero management Ferretti – ha accolto con entusiasmo e commozione il nuovo 80 metri di acciaio e alluminio di sei ponti. Le menti che hanno collaborato alla creazione di questo gigante del mare sono lo studio Zuccon International Project, che ne ha curato le linee esterne e la compartimentazione degli interni, e il team di CRN Engineering che si è occupato dell’architettura navale.
Gli arredi sono stati progettati, su richiesta dell’armatore, dall’interior designer Laura Sessa. È facile immaginare che su uno scafo di queste misure ci sia di tutto e di più: è una vera e propria isola galleggiante di oltre 1.000 metri di superficie, un oggetto unico, costruito su misura del proprietario che desiderava un progetto ad hoc per accogliere i suoi ospiti: sei suite con balcone e terrazze apribili sul mare nel ponte principale e un rifugio esclusivo per l’armatore, con un ponte completamente dedicato, due zone esterne attrezzate con vasca idromassaggio e zona relax e un’area su cui può atterrare un elicottero fino a 3.000 chilogrammi. Una “chicca” è sicuramente il beach club di oltre 100 mq il cui portellone si trasforma in un’ampia spiaggia a pelo d’acqua. L’area relax prosegue anche all’interno con zona fitness e una spa con sauna.
Particolare attenzione è stata data agli alloggi dell’equipaggio – che prevedono più di 30 persone – a diretto contatto con la sala macchine e lo spazio garage. I motori sono due Caterpillar 3516B-C che spingono la nave a una velocità di crociera di 15 nodi e una massima di 16. L’autonomia, a 12 nodi di andatura, è di circa 6.000 miglia nautiche.
Diamo i numeri!
Per costruire Chopi Chopi ci sono voluti in media 80 persone al giorno e 660.000 sono state le ore lavorate totali. Se dovessimo stendere in lunghezza tutti i cavi elettrici raggiungeremmo i 100 chilometri, di cui uno solo per le fibre ottiche. A bordo l’equipaggio sarà composto da 33 persone e al suo interno ci sono ben due ascensori che collegano i sei ponti. Il valore della nave supera gli 80 milioni di euro ed è la 129 costruzione di CRN.
Lavori in corso
Nel cantiere di Ancona sono attualmente in costruzione o in via di completamento 8 navi da diporto a marchio CRN. Sono sei megayacht in acciaio e alluminio – CRN 125 60 m J’Ade, CRN 131 74 m (disegnati da Zuccon International Project), CRN 132 73 m (disegnato da Omega Architects), Crn 133 60 m (disegnato da Francesco Paszkowski Design), CRN 134 55 m (Nuvolari & Lenard) – e due CRN Navetta 43 m in composito, sempre di Zuccon International Project. A queste navi CRN, nel cantiere di Ancona si aggiungono cinque maxiyacht a marchio Custom Line (due CL 124’, due CL Navetta 33 Crescendo e un CL 112’ Next) e un Riva 122’ Mythos in alluminio.
Commento dell’architetto: Gianni Zuccon
«Chopi Chopi, di cui abbiamo curato il progetto delle forme esterne e la compartimentazione interna, è un passaggio importantissimo per il mio studio, perché da un lato è attualmente la nostra più grande realizzazione, dall’altro costituisce l’inizio di una nuova fase di ricerca focalizzata alla definizione di imbarcazioni di maggiori dimensioni. Da un punto di vista linguistico, l’80 metri è stato concepito partendo dalla convinzione che un nuovo “prodotto custom” deve sempre trovare le proprie motivazioni nella ricerca di un saggio equilibrio tra la storia e l’innovazione, cioè tra le convinzioni culturali del progettista e le nuove opportunità che le richieste specifiche dell’armatore possono offrire. Questa imbarcazione, che mi permetto di definire “senza tempo” per il suo equilibrato sistema linguistico e volumetrico e anche attento a tutte quelle connotazioni espresse dalla contemporaneità (trasparenza, flessibilità, rapporto esterno/interno ecc.) sottolinea ancora una volta la mia convinzione di concepire il prodotto come risultante di una corretta e limpida fusione da dato linguistico e quello ergonomico funzionale».
Lamberto Tacoli, presidente e ad di CRN, ha detto: «Il varo di oggi è un momento di cui credo debba essere fiera non solo l’azienda e i suoi lavoratori ma tutta la nautica italiana e la nostra industria generale. La realizzazione di quello che è a tutti gli effetti un “pezzo unico” come Chopi Chopi è la prova concreta che creatività, design, tecnologia e artigianalità possono “contaminarsi” armonicamente per raggiungere livelli di assoluta eccellenza. Sono prodotti come questo che manterranno l’Italia ai vertici mondiali di questo settore».
La scheda
Costruttore
CRN Spa
Gruppo Ferretti
Ancona
T. 071 5011111
[email protected]
www.crn-yacht.com
Progetto: CRN Engineering (architettura navale) • Zuccon International Project (design esterni) • Laura Sessa (design interni)
Scafo: Lunghezza f.t. 80m • Larghezza 13,5m • Immersione 3,30m • Altezza di costruzione 6,60m • Dislocamento a pieno carico ca 1.700 t • Riserva carburante 250.000 l • Riserva acqua 45.000 l • Produzione acqua fresca 50.000 al giorno • Cabine 6 • Posti letto 12 • 2 motori Caterpillar 3516B-C 2.200 cv • Velocità max (mezzo carico) 16 nodi • Velocità di crociera 15 nodi • Autonomia di crociera a 12 nodi 6.000 mn
(CRN 129 80 M Chopi Chopi, un equilibrio senza tempo – Barchemagazine.com – Marzo 2013)






