Philippe Starck

La prima star 
Philippe Starck è il migliore comunicatore del suo fare ideativo, una stella internazionale il cui credo si basa su creatività e rigore. In Italia lavora per Kartell, Cassina, Flos, Driade.
è nato a Parigi nel 1949, dove vive ancora oggi
di Decio G. R. Carugati
Annota Alessandro Mendini: «Starck progetta istintivamente sui dati e con i metodi del mondo tardo-industriale, per un uomo post-di-massa divenuto un consumista-di-clan, raffinato utente di oggetti post high-tech, di strumenti miniaturizzati, di monocromi spazi rarefatti». Il successo fa di Starck, e per la prima volta di un designer, una star internazionale, quando egli stesso è il miglior comunicatore del suo fare ideativo. «Mio padre era un inventore, disegnava aerei, mi ha insegnato delle cose preziose: per far volare un aereo occorre crearlo, ma per non farlo cadere occorre essere rigorosi. Questo è sempre stato il principio al quale mi sono attenuto: creatività e rigore. Io amo l’industria, amo la grande industria perché è il solo mezzo per produrre oggetti di alta competenza qualitativa, di una alta competenza semantica. Sono un architetto giapponese, uno scenografo americano, un designer industriale tedesco, un direttore artistico francese e sono un designer di mobili italiano. Perché sono un designer di mobili italiano? Perché soltanto in Italia esistono persone degne di questo nome. In Italia quando si presenta un progetto a Claudio Luti di Kartell, a Enrico Astori di Driade, a Piero Gandini di Flos è un vero piacere. Amano il progetto e l’amano con passione. Quando si porta un prototipo ad Alberto Alessi, per lui è Natale, è un bel regalo. Occorre capire che non si è mai, non si è mai un creatore unico. Non si è mai soli. Un creatore è soltanto il rappresentante di una tribù, ovvero a un certo momento si fa qualcosa e lo si mostra a un amico, e questo dice: “oh, è proprio bello”, questo a sua volta lo dice a un suo amico: “sai, ho visto un tizio che fa un buon lavoro”. E a poco a poco la tribù diventa concorde nel dire che sei tu il rappresentante di certe attività. E diventi noto sulla scena internazionale, diventi il rappresentante per quella specifica attività nel mondo di quella tribù dalle dimensioni maggiori. Questo lavoro fatto per ragioni prettamente estetiche o culturali non ha senso. Le belle sedie si possono trovare dovunque, le belle lampade sono dovunque, i bei tavoli sono dovunque. Occorre lavorare sulla ridefinizione della produzione, sulla ridefinizione del rapporto uomo e materia perché l’uomo possa ritrovare il proprio spazio senza essere attanagliato, asfissiato, ricoperto da un mucchio di cose futili».
Philippe Starck 
nasce a Parigi nel 1949 ove studia all’École Nissim de Camondo. Nel 1969 è direttore artistico di Cardin. Nel 1974 si stabilisce negli Stati Uniti. Rientra a Parigi nel 1976 e nel 1979 fonda l’impresa Starck Product per commercializzare precedenti creazioni come la sedia Francesa Spanish del 1970 e altri pezzi. Nel 1982 cura la sistemazione degli appartamenti privati di François Mitterand all’Eliseo. Nel 1988 riceve a Parigi il Grand Prix National de la Creation Industrielle. In Italia disegna per Kartell, Cassina, Flos, Driade. Vive e lavora a Parigi.
(Dicembre 2012)